antistaminico in gravidanza
Disturbi e malattie

Antistaminico in gravidanza, quale assumere?

In caso di allergie, rinite allergica o asma è possibile ricorrere all’antistaminico in gravidanza. Questi farmaci non presentano particolare controindicazioni, ma chiaramente è opportuno che l’assunzione venga tenuta sotto stretto controllo da parte del medico. Alcune donne mostrano una predisposizione a sviluppare durante la gravidanza delle forme allergiche. Ecco quali farmaci si possono assumere.

Antistaminico in gravidanza

La prima regola, ovviamente, resta quella di fare un uso modico e controllato di farmaci in gravidanza, sia che si tratti di un antistaminico sia che si assuma un antibiotico. In gravidanza si può tranquillamente assumere la tachipirina 1000, poiché si tratta di uno tra i farmaci più sicuri. Anche per quel che riguarda gli antistaminici, possono essere assunti, dietro consulto medico, senza provocare alcun danno al feto in grembo.

Quale antistaminico assumere

Secondo le linee guida di un Progetto svolto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, proprio in merito alla rinite allergica, nelle forme più lievi può essere trattata con antistaminici. Questi andranno assunti alla comparsa dei primi sintomi. Nelle forme più persistenti si può intervenire con spray nasali a base di corticosteroidi, cui si possono associare anche gli antistaminici se necessario. Solitamente, i corticosteroidi vanno assunti per cicli di circa venti giorni.

Tra gli antistaminici quelli ritenuti più sicuri, sono la cetirizina e la loratadina, mentre tra i corticosteroidi la budesonide. Tra i farmaci che non sono indicati nelle donne in gravidanza, ci sono robilas, non indicato a scopo precauzionale poiché sono pochi i dati in merito disponibili, così come anche formistin, contenente cetirizina, la cui prescrizione alle donne in gravidanza deve essere eseguita con estrema cautela. Anche aerius antistaminico non è indicato per le donne in gravidanza e durante l’allattamento.

Per l’asma

Per quel che riguarda l’asma questa generalmente si manifesta a contatto con allergeni, per cui la prima regola sarebbe quella di prevenire il contatto. Se questa si scatena per un’allergia al polline, sarebbe opportuno evitare le gite in campagna o sarebbe più indicato dormire con le finestre chiuse.

Se si viaggia in auto, meglio avere i finestrini chiusi, usando il climatizzatore con filtri antipolline. Per intervenire nei confronti dell’asma allergica, il primo step è il ricorso a corticosteroidi per via inalatoria, usando un apposito spray nasale. Se non fosse sufficiente, bisogna aggiungere altri farmaci quali i broncodilatatori a lunga durata.

A questi si associano gli antinfiammatori e nei casi più gravi anche un’apposita terapia biologica con immunomodulanti. Nelle donne in gravidanza, sono ritenuti sicuri i farmaci come la budesonide, che rientra nei corticosteroidi e il sodio cromoglicato.

Nel caso non fosse sufficiente, sarà il medico a indicare l’uso di corticosteroidi per sospensione orale, come il prednisone, evitando il primo trimestre. Va sottolineato come la terapia in gravidanza in caso di assunzione di farmaci, per asma o qualunque patologia, deve essere prescritta attentamente dal medico e varia in relazione al quadro clinico.

Per prurito oppure orticaria

L’orticaria è un disturbo che si manifesta con rigonfiamenti irregolari e arrossamenti sulla pelle che causano un’intensa sensazione di prurito. Viene definita orticaria cronica quando i sintomi si manifestano per un periodo piuttosto lungo, più di sei settimane, o se tende a ripresentarsi spesso. Nei soggetti con orticaria acuta, di durata inferiore, la causa solitamente, è da ricercare nell’assunzione di particolari farmaci, oppure nell’alimentazione. Nelle forme croniche si parla di orticaria idiopatica, la cui causa è sconosciuta. Generalmente, questo disturbo viene curato con antistaminici o con cortisone, in modo particolare quando si manifesta il prurito.

Collirio antistaminico

L’uso di colliri antistaminici in gravidanza e allattamento non sempre sono raccomandati. Questo per via del principio attivo in esso contenuto. Pertanto, le donne in gravidanza e durante l’allattamento, prima dell’assunzione e utilizzo di qualunque collirio antistaminico, devono necessariamente chiedere un parere al proprio medico.

Antistaminici omeopatici

Per alleviare o trattare i sintomi tipici di un’allergia, è possibile, in alternativa, ricorrere a soluzione omeopatiche che rappresentano, spesso, una valida scelta terapeutica. Questi farmaci non hanno alcun effetto collaterale quali, sonnolenza e disturbi dell’attenzione, impiegano esclusivamente sostanze naturali e non presentano alcuna tossicità. Laddove fosse necessario, inoltre, la terapia omeopatica può essere associata ad altri farmaci e somministrata per periodi di tempo lunghi. Particolarmente utili alcuni medicinali omeopatici complessi e oligoelementi che svolgono un’azione di riequilibrio del sistema immunitario. Ad esempio, lo Zinco e il Rame, indicati per controllare i sintomi allergici. I colliri omeopatici a base di Camomilla e Eufrasia.

Cortisonici in gravidanza

In gravidanza, uno dei farmaci più sicuri che, solitamente, evita di ricorrere ad altri medicinali, è la tachipirina 1000. In alcune patologie e disturbi però potrebbe non essere sufficiente, per cui è necessario ricorrere ad altri farmaci. Tra i farmaci intesi come cortisonici, uno tra quelli consentiti in gravidanza è il bentelan, utilizzato per curare le affezioni di natura infiammatoria. Chiaramente, è fondamentale consultare sempre il proprio medico.

Decongestionante nasale

Gli spray decongestionanti che rientrano tra i comuni farmaci da banco sono generalmente sconsigliati, poiché alterano le mucose nasali. La situazione, chiaramente, richiede maggiore attenzione in gravidanza, in quanto hanno un effetto vasocostrittore che potrebbe alterare la circolazione di utero e placenta, con conseguenze negative per il feto. In caso di rinite allergica, si potrebbe effettuare dei lavaggi nasali con soluzioni saline per alleviare i sintomi.

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