Adottare un bambino: a chi rivolgersi e come fare

Adottare un bambino è uno dei desideri di molti genitori che vorrebbero avere un figlio, ma per varie ragioni sono impossibilitati ad averne uno naturale. L’iter da seguire richiede tutta una serie di tappe da affrontare e documenti da presentare non solo nel caso in cui si tratti di un’adozione internazionale, ma anche nel caso di adozione di un neonato che sia stato abbandonato in ospedale, nelle cosiddette culle per la vita. Cerchiamo di capire cosa si debba fare e a quali enti rivolgersi per avviare le pratiche di adozione.

Adottare un bambino in Italia

In Italia l’adozione internazionale è regolata dalla legge 184/83, con successive modifiche apportate dalla legge 476/98 e 149/01. Secondo quanto stabilito dalla legislazione vigente, la coppia richiedente deve obbligatoriamente ottenere l’idoneità, rilasciata dal Tribunale per i minori con apposito Decreto. Coloro che risiedono in Italia e vogliono adottare un minore straniero che risiede all’estero, devono presentare una dichiarazione di disponibilità presso il tribunale dei minori del distretto in cui risiedono, inoltre, devono chiedere che questo sancisca la loro idoneità all’adozione. In alternativa, è possibile adottare un neonato straniero (africano, siriano etc) lasciato in una delle numerose culle per la vita oppure ricorrere all’adozione a distanza, una delle pratiche più semplici e che non richiede alcun iter burocratico.

Come adottare un bambino

In merito alla procedura per avviare le pratiche di adozione, purtroppo ancora oggi i tempi sono decisamente lunghi e spesso sono uno dei motivi che scoraggiano le coppie in attesa di adottare un bambino. Le pratiche relative ad adozioni nazionali sono lunghe e spesso assai incerte e possono anche raggiungere i 20 mesi di attesa. La cosa fondamentale da sapere, prima di avviare una pratica di adozione, è che i genitori devono necessariamente sottoporsi a un delicato iter che consenta loro di ottenere il riconoscimento all’idoneità di coppia. Si tratta di un documento che, in linea di massima, richiede circa sei mesi, nella peggiore delle ipotesi potrebbero essere necessari 24 mesi.

Requisiti per adottare un bambino

I requisiti che la coppia deve possedere sono i seguenti:

  • bisogna essere sposati da almeno 3 anni oppure, se inferiore ai tre, devono dimostrare di aver convissuto per almeno 3 anni. Tra i due coniugi non deve esserci stata alcuna separazione. Per quanto riguarda l’età, deve esserci tra genitori e figlio adottato una differenza minima di 18 anni e massima di 45, sebbene su quest’ultima siano previste eccezioni.
  • I coniugi devono necessariamente essere dichiarati idonei all’educazione del bambino. Questo sarà valutato con attenzione dai servizi sociali del comune nel quale si risiede.

A chi rivolgersi

Vi sono degli enti preposti autorizzati a occuparsi di tali pratiche. La domanda di adozione, non è altro che una domanda in carta semplice, la cui validità è di 3 anni ed è rinnovabile. Questa deve essere presentata presso il Tribunale, cui si allegano anche altri documenti necessari quali il 730 o busta paga, il certificato del casellario giudiziale, quello rilasciato dal medico di base e assenso scritto dei nonni. Nel caso in cui questi fossero deceduto, bisognerà allegare il certificato di morte. Gli enti autorizzati per le adozioni son quelli che hanno il compito di seguire l’intero iter affrontato dalla coppia.

Nel caso di un’adozione internazionale, si tratta di quegli enti che in accordo con la Commissione per le Adozioni internazionali sono chiamati a svolgere il ruolo di intermediari tra autorità straniere e tribunale italiano. Nel nostro Paese, vi sono diversi enti che si occupano di queste pratiche ed è possibile reperire online un apposito albo. Il primo tassello resta tuttavia il tribunale per i minori presso il quale bisogna fare richiesta per ottenere l’idoneità di coppia. L’albo degli enti autorizzati ad operare nei diversi Paesi aderenti viene continuamente aggiornato, per cui è bene consultarlo periodicamente.

Quanto costa adottare un bambino

Per quanto riguarda i costi per avviare una pratica di adozione è opportuno fare una distinzione tra domanda di adozione nazionale o internazionale. Per adozione nazionale, si intende quella relativa a un bambino, anche figlio di stranieri, partorito nel contesto giuridico italiano. In questo caso non sono necessarie spese a carico dei genitori richiedenti. I tempi si aggirano intorno ai 12 mesi o poco più, dal momento in cui viene depositata la domanda di adozione. Per quanto riguarda, invece, l’adozione internazionale i costi che la coppia potrebbe arrivare a sostenere vanno da un minimo di 11-12.000 euro sino a un massimo di 30.000 euro. Chiaramente, questo anche in relazione al paese scelto. I costi comprendono quelli relativi alle pratiche interne, alle pratiche estere e alle tasse adottive che sono particolarmente alte in paesi come la Cina, il Nepal, il Vietnam e la Cambogia. A ciò si aggiungono anche le spese per i legali, i traduttori delle pratiche necessarie e i mediatori. Da non dimenticare poi i costi relativi a viaggi e spostamenti vari e soggiorno presso il paese prescelto.

Adottare un bambino da single

La legge che si occupa dell’adozione, sia nazionale che internazionale, è la numero 184, del 1983. Secondo quanto riportato dalla stessa, solo le coppie sposate hanno la possibilità di adottare un bambino. Tuttavia, l’articolo 44, stabilisce anche che nei casi di un rapporto stabile e duraturo tra il soggetto che intende adottare e il bambino in questione, oppure nel caso di una grave disabilità del minore orfano e se vi è l’impossibilità di un affidamento preadottivo, in tali casi anche un soggetto single può essere ritenuto idoneo all’adozione.

Adottare un bambino se in coppia

Se si è in coppia, per avviare la pratica di adozione, si dovrà fare richiesta presso uno degli enti autorizzati e successivamente sarà valutato il possesso dei requisiti necessari per l’adozione stessa. La coppia dovrà poi essere ritenuta idonea all’adozione dopo essere stata sottoposto a una serie di valutazione da parte del tribunale dei minori.

Come adottare un bambino a distanza

L’adozione a distanza è l’iter più breve e meno difficoltoso da seguire per poter adottare un bambino. Il costo dell’adozione corrisponde alle donazioni versate regolarmente all’associazione alla quale si decide di rivolgersi. Vi sono moltissime Associazioni Onlus che operano in questo ambito. Solitamente si effettua una donazione mensile il cui costo si aggira intorno ai 15 euro o 30, chiaramente anche in relazione ai servizi garantiti al bambino. In questo modo è possibile sostenere a distanza le spese relative alle necessità quotidiane del bambino, come cibo, indumenti, cure mediche e istruzione.

Adottare un bambino neonato in ospedale

Un’altra strada possibile è quella di poter adottare un bambino che sia stato abbondonato in ospedale. La vita ha un valore inestimabile ed è per questa ragione che in molti ospedali è possibile partorire nell’anonimato e rinunciare al bambino. Il neonato verrà così affidato in tempi brevi a una famiglia che possa donargli tutto l’amore di cui ha bisogno. Nella stessa direzione di tutela del diritto alla vita, in molte città italiane sono state realizzate le cosiddette culle per la vita, dove le madri che non possono prendersi cura del bambino, dopo averlo dato alla luce, possono lasciarlo in queste strutture. Sarà così subito attivato il soccorso per il neonato e data comunicazione al Tribunale dei Minori che si occuperà dell’adozione del bambino.

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