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Bambini indaco: come riconoscerli, educarli e aiutarli

Si sente parlare spesso dei bambini indaco, una teoria che recentemente si è particolarmente diffusa. Già negli anni ’80 venne proposta dalla psicologa Nancy Tappe, che per prima diede questa definizione all’interno del suo libro, per indicare quei bambini la cui aura ha un colore speciale, blu intenso, indaco appunto, dall’inglese indigo. La Tappe seguì degli studi per approfondire le sue conoscenze su questi bambini particolari, il cui ruolo sulla terra era quello di salvare l’umanità.

Bambini indaco

Seguendo le teorie indicate dalla stessa Tappe, i bambini indaco (o indigos) erano dei soggetti speciali che facevano parte di una nuova specie di umani, con particolari capacità e venuti al mondo per portare un cambiamento importante. Le sue teorie furono successivamente approfondite da altri studiosi che si interessarono al caso dei bambini indaco. Tra questi i più noti furono Lee Carroll e la moglie Jan Tober, che giunsero alla pubblicazione del testo “The Indigo Children The New Kids Have Arrived”.

I bambini indaco posseggono particolari doti paranormali, sono iperattivi, sensibili, ribelli a qualunque regola imposta con la forza, sono volenterosi e creativi, empatici e intelligentissimi. Hanno anche un profondo senso morale e di umanità, insieme ad un amore per l’arte e la tecnologia. La dote più importante di tutte resta la loro capacità di parlare con gli angeli.

Quando sono nati e quanti sono

I bambini indaco sarebbero nati intorno agli anni ’60 e ’70, ma in maniera particolare negli anni ’80. Oggi gran parte dei nuovi nati ha sviluppato ancor più le particolari capacità, tanto da trasformarsi in bambini cristallo, una sorta di evoluzione degli stessi bambini indaco. Questi nuovi nati avrebbero in parte caratteristiche differenti, sebbene seguano la natura di coloro che li hanno preceduti e la cui missione resta quella di portare un cambiamento importante nel mondo degli umani.

La psicologa Nancy Ann Tappe ritiene che oggi all’incirca il 90% dei bambini che sia al di sotto dei dieci anni di età, sia appunto indaco. I bambini indaco sono venuti al mondo per portare il seme di una nuova umanità. Essi stessi rappresentano l’evoluzione umana e la speranza per un futuro migliore. Noi tutti stiamo per entrare in una nuova dimensione e per tale ragione abbiamo necessità di evolverci spiritualmente e a livello genetico. I bambini indaco sono tra noi proprio per sostenerci in tale passaggio.

Il loro obiettivo è stato anche quello di creare un passaggio nel mondo per i bambini cristallo. Sono così definiti i bambini nati dal 2000 in poi, poiché figli dei bambini indaco. I bambini cristallo sono particolarmente pacifici e molto vulnerabili, ma dotati di una potente energia. Molti sostengono che Gesù fosse proprio un bambino cristallo, ma questo non venne compreso a suo tempo, perché l’umanità non era pronta al cambiamento. Mentre, i bambini nati dal 2004 in poi sarebbero i bambini arcobaleno, frutto di un’ulteriore evoluzione, ma di essi si sa ancora poco.

I quattro tipi di bambini indaco

Seguendo le teorie esposte dagli studiosi e dalla stessa Tappe, vi sarebbero quattro tipi differenti di bambini indaco: gli umanisti, i concettuali, gli artisti e gli interdimensionali.

Gli umanisti sono i bambini indaco che, una volta cresciuti, faranno dei lavori a contatto diretto con le persone, diventeranno medici, insegnanti o altro, ma saranno sempre disposti ad aiutare e sostenere gli altri. Si tratta della tipologia più attiva e socievole. Sin da bambini amano i giocattoli più diversi tra loro e passano facilmente da uno all’altro.

I concettuali da grandi saranno particolarmente progettuali e faranno lavori quali l’ingegnere o l’architetto. Sono dotati di un bel fisico e sono sportivi, ma sono quelli che potrebbe maggiormente essere a rischio dipendenze durante l’adolescenza e cercano di tenere sotto controllo i propri genitori.

Gli artisti sono i soggetti più sensibili e fragili, ma allo stesso tempo particolarmente creativi. Affrontano la vita in modo creativo, sebbene non sia facile comprendere quale sia la loro maggiore predilezione, poiché tendono ad annoiarsi facilmente e hanno voglia di scoprire tutto.

E, infine, gli interdimensionali, questi fin da piccoli sanno perfettamente quale sia il loro compito e vogliono fare tutto da soli, se qualcuno cerca di insegnare loro qualcosa, rispondono che lo sanno già. Saranno loro a rivoluzionare il mondo.

Come riconoscerli

Questi piccoli grandi protagonisti della nuova era, i bambini indaco, sono menti molto evolute e dotati di grande consapevolezza di se stessi. E’ facile riconoscerli per la loro spiccata regalità e lo sguardo molto profondo. Spesso sono in grado di comprendere i pensieri e le emozioni di coloro che li circondano. Questi soggetti speciali si rifiutano di seguire le regole imposte e non sopportano le punizioni, sono molto testardi e perseveranti. Amano la creatività e progettano in grande. Sono ipersensibili, ma non temono di dire apertamente ciò che vogliono e pensano. Sono particolarmente tecnologici e dotati di particolare facilità nell’apprendimento, sono però anche iperattivi e si possono annoiare facilmente. Prediligono un’alimentazione molto particolare e non di rado saltano i pasti, si rifiutano di mangiare carne o sono intolleranti ad alcuni cibi. Cosa più importante, hanno spiccate facoltà extra-sensoriali.

Come educarli

Crescere dei bambini speciali come quelli indaco non è affatto semplice, perché bisogna essere in grado di rapportarsi a loro, ma rappresenta anche un enorme privilegio. I bambini indaco hanno bisogno di molto amore, ma è fondamentale per loro sentirsi accettati per ciò che sono, rispettati nel loro essere. E’ importante per coloro che sono vicini a questi bambini trovare la chiave per comunicare al meglio con loro, in modo da insegnare loro cosa sia la disciplina per restare nella società, ma non è facile. Con i bambini indaco bisogna adottare metodi alternativi nell’educazione, utilizzando, ad esempio, strumenti come la musica, l’arte, la danza e la recitazione.

Cosa vedono

I bambini indaco sono dotati di speciali facoltà extrasensoriali, per questo vedono e sentono ciò che potrebbe essere ambito della chiaroveggenza. Sono dei sognatori, per questo intravedono un mondo migliore di quello in cui vivono, sanno fare le cose ma in maniera diversa, particolare, per loro l’apprendimento è un gioco, sia a casa che a scuola. Tuttavia, non di rado sono degli anticonformisti, non amano che le indicazioni vengano imposte, ma bisogna lasciarli liberi di fare ciò che ritengono sia il modo corretto di eseguire una determinata cosa.

Come comportarsi con loro

I bambini indaco elaborano le emozioni in maniera diversa rispetto agli altri bambini. Sono in grado di leggere le emozioni altrui con estrema facilità, neutralizzando ogni pensiero anche il più nascosto e recondito, perfino le più piccole intenzioni di manipolazione. Accettano di essere guidati solo se questo viene loro proposto con rispetto e sotto forma di una libera scelta. Vogliono risolvere le situazioni per proprio conto. Assorbono la conoscenza degli argomenti che preferiscono in maniera assai veloce, diventando esperti nelle aree di loro interesse. Per loro sicurezza vuol dire poter fare le cose in maniera diversa, a loro modo. E dare loro questa opportunità è il modo migliore per poter interagire e farsi accettare da loro, sia per loro che per noi.

Come aiutarli

Il modo migliore per poter entrare in contatto con loro è quello di trattare questi bambini con il dovuto rispetto della loro natura ribelle e anticonformista. I genitori possono aiutarli a crearsi le loro soluzioni alle questioni di disciplina, ma senza forzature. Mai sminuire le loro capacità o dar loro ordini in maniera autoritaria senza una buona ragione, poiché non si verrà ascoltati e non obbediranno.

Bisogna essere in grado di fornire loro spiegazioni valide, per qualunque cosa gli si vieti, in maniera del tutto onesta, perché in questo modo si potrà aiutare il bambino a riflettere e ad agire seguendo la sua natura. E’ fondamentale far sentire loro il proprio sostegno morale, senza mai forzarli nel raggiungimento degli obiettivi. Bisogna lasciarli liberi di decidere quale debba essere il loro futuro senza forzarli nelle decisioni.

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