cibi amari bambini
Bambino

Cibi amari per bambini

Quelli che potrebbero essere definiti come cibi amari per bambini non sono altro che alimenti ai quali, nei suoi primi mesi di vita, il piccolo non è ancora abituato. Chiaramente, le sue preferenze alimentari si svilupperanno solo col tempo e soprattutto anche in relazione alle abitudini alimentari dei genitori. Il primo gradimento che sviluppa resta, tuttavia, quello per i cibi per così dire dolci.

Cibi amari per bambini

Con la crescita, il bambino tende pian piano ad acquisire una sua resistenza a tutto ciò che sarà nuovo nella sua alimentazione. Si tratta di ciò che in gergo viene indicato come neofobia, resistenza a tutto ciò che è nuovo. Si tratta di un fenomeno che non si sviluppa subito, almeno non nei primi due anni di vita del bambino, ma tende a manifestarsi col tempo, soprattutto, durante la fase scolare.

Ecco perché i primi due anni di vita del bambino sono fondamentali per abituarlo a fargli assaggiare il maggior numero possibile di alimenti, in modo da allenare il suo senso del gusto.

Non a caso, recenti studi consigliano di introdurre nell’alimentazione del bambino, entro i primi suoi due anni, una grande varietà di frutta e verdura, affinché siano di gusto riconosciuti e non considerati come amari o da evitare. Mentre, se questi alimenti vengono inseriti più tardi nella sua alimentazione, il bambino tenderà a respingerli considerandoli amari.

Che cosa fare in caso di neofobia

Attenzione a non commettere l’errore, che spesso i genitori fanno, di non riproporre al bambino un alimento che ha rifiutato. Questo, anzitutto perché è fondamentale che il bambino abbia un’alimentazione varia e ricca di cibi salutari, sin dai primi anni di vita. La tecnica più efficace potrebbe essere quella di far vedere al bambino che i genitori o i fratelli mangiano proprio quegli alimenti che lui rifiuta, in modo che possa mangiarli poi anche seguendo l’esempio.

Elenco dei cibi percepiti amari dai bambini

Non è semplice stilare una classifica dei cibi ritenuti amari dai più piccolini. Questo perché, i recettori del gusto, che sono contenuti nelle papille gustative, catturano il sapore e mediante stimoli nervosi trasmettono al cervello. Per sviluppare il senso del gusto intervengono vari fattori, primo fra tutti la componente genetica, la dieta seguita dalla madre durante la gravidanza, nonché quella durante la fase di allattamento, il primo incontro avvenuto con tutti i cibi ritenuti nuovi da parte del bambino. Quindi è importante che durante lo svezzamento il bambino assaggi molti i vegetali.

Mentre, un bambino che nei suoi primi due anni non abbia mangiato i vegetali, riterrà amari i cibi ricchi di polifenoli e flavonoidi. E’ questo ad esempio il caso di alimenti come i cavoli, gli spinaci, la cipolla, l’uva, le prugne, le fragole.

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