Quando dire no ai bambini

Può essere molto difficile dire no ai bambini, sopratutto quando cercano di ottenere qualcosa con tutte le loro forze. Non è certo un segreto che fare i genitori rappresenti un compito molto arduo! E nemmeno che i figli, in tenera età così come nell’adolescenza, necessitino di innumerevoli attenzioni, soprattutto nel modo di comunicare loro le cose. Ma è bene ricordare che il compito del genitore è quello di impostare i limiti. E non quello di controllare i sentimenti del proprio figlio e reagire ad essi.

 

Quando dire no ai bambini

I capricci dei bambini iniziano decisamente presto. Per fare qualche esempio, potresti ritrovarti con tuo figlio al supermercato e cercare di calmarlo mentre ti chiede ossessivamente di ottenere qualcosa. Spesso, per evitare l’imbarazzo di un litigio in pubblico, molti genitori soprassiedono al capriccio e comprano al bambino ciò che desidera.

A volte il problema si ripropone anche in casa lontano da occhi indiscreti. Può succedere che il piccolo insista per guardare ad oltranza la TV e alla fine, tra una lacrima e l’altra, gli verrà concesso. Tutti sappiamo che cosa dovremmo fare in queste situazioni. Tuttavia, dire no al proprio figlio, il 90% delle volte, è un atto davvero difficilissimo da compiere.

Con il passare del tempo, però, alcuni genitori potrebbero rimanere bloccati in un modello di arrendevolezza in cui si rischia di veder crollare tutti i limiti imposti. Ciò necessita un’importante riflessione.

Mantenere l’autorità genitoriale risulta fondamentale per un motivo principale. I bambini hanno bisogno di essere aiutati a sviluppare la capacità di saper affrontare le persone che, in età adulta, opporranno loro un rifiuto.

La maggior parte dei genitori vuole che i propri figli siano felici. D’altro canto, vedere il proprio figlio stare male fa male al genitore stesso. Ed ecco perché è così difficile capire quando dire no ai bambini sia più giusto del contrario.

Un bambino al quale viene detto un no può anche urlare, piangere, lanciare oggetti o colpire qualcuno o qualcosa. Ed è proprio in questo momento che ci dobbiamo porre un quesito: come voglio che il mio bambino diventi da adulto?

Assecondare un capriccio per un po’ di tranquillità è un obiettivo a breve termine. Educare e fare il meglio per il bambino è un obiettivo a lungo termine.

Di fronte a reazioni come quelle sopra descritte, mantenere il punto è fondamentale. Possiamo dunque affermare che il momento giusto per dire no ai bambini non è ad un’età specifica, bensì in tutte quelle situazioni dove le regole che abbiamo imposto non vengono rispettate e ogni qual volta il bambino mostri di andare oltre certi limiti, emotivamente e nei comportamenti.

Tuttavia, gli eccessi non fanno bene né in un senso né nell’altro. Di conseguenza, bisogna dire no ai bambini, ma non troppo spesso.

Ad esempio, nelle situazioni in cui lo ritieni opportuno, puoi provare ad offrire delle alternative a tuo figlio. Se reputi che non abbia bisogno di un nuovo gioco, ma che l’occasione di un capriccio è magari quella giusta per proporgli un’attività istruttiva, ben venga il sì.

Infine, bisogna anche essere bravi a distrarre i bambini dai loro stessi capricci, così come ad evitare le situazioni difficili.

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