Fiabe per bambini: quali raccontare

Le fiabe per bambini sono da sempre una delle prime forme di racconto per abituare i più piccolini alla narrazione. Favoriscono, inoltre, le capacità di produzione linguistica, oltre che essere fonte di importanti insegnamenti di vita. Le fiabe, infatti, grazie alla loro struttura narrativa breve, richiedono poco tempo per essere raccontate e racchiudono messaggi importanti. Non solo, conciliano anche il sonno.

Fiabe per bambini

Le storie per bambini sono il luogo fatato dove si incontrano principi, principesse, creature fantastiche. Sono luoghi magici dove gli animali sanno parlare e sono i protagonisti di mille avventure divertenti. Non mancano anche creature misteriose e streghe. Sono molti gli autori che si occupano proprio della scrittura di testi per bambini. Una delle raccolte di fiabe più famose, è senza dubbio quella dei fratelli Grimm. Molte di queste sono diventate con il tempo dei veri e propri classici, come Cappuccetto Rosso, Hansel e Gretel, La bella addormentata.

Un altro affermato autore di libri per bambini è Charles Perrault autore di una raccolta di otto fiabe molto famose. Si distinguono da quelle dei fratelli Grimm e da quelle popolari, perché al termine del racconto, riportano un insegnamento morale.E’ questo l’esempio della famosa fiaba, Il gatto con gli stivali,o anche la storia di Cenerentola, o quella di Pollicino.

Altro celebre autore di fiabe è Hans Christian Andersen, sebbene le sue, spesso manchino del lieto fine e giungono dalla tradizione popolare.Sono il frutto dei ricordi di infanzia dello stesso autore. E’ questo il caso della storia dell Piccola fiammiferaia.

Gianni Rodari ha scritto moltissime favole e brevi racconti per bambini. In realtà, in questo caso, più che di favole, si dovrebbe parlare di racconti brevi. Sempre in tema di fiabe per bambini che racchiudono un insegnamento morale, non vanno dimenticate le fiabe di autori quali Esopo e Fedro.

Fiabe della buona notte

Quando giunge il momento di mettere i bambini a dormire, un ottimo metodo per fare in modo di conciliare il loro sonno, è quello di raccontare una bella fiaba. La cosa importante, per fare addormentare facilmente il bambino, è in ogni caso quella di creare una sorta di routine per il momento di relax. Secondo uno studio recente, inoltre, leggere le favole ai bambini prima di andare a letto, facilita il loro apprendimento e sviluppo delle capacità linguistiche. L’ascolto di letture adatte alla loro età è in grado di incidere positivamente sulla loro attività cerebrale. I bambini, abituati fin da piccolissimi alla lettura a voce alta delle fiabe, sviluppano maggiormente alcune specifiche aree dell’emisfero sinistro. La cosa fondamentale, tuttavia, è quella di scegliere delle fiabe della buonanotte che non facciano agitare i bambini. Queste dovranno però mantenere viva la loro attenzione, che pian piano andrà affievolendosi, cedendo il passo al sonno.

Fiabe con la morale

Tra le più note favole con una morale finale della storia, ci sono senza dubbio quelle di Esopo. Le più belle storie per i più piccolini, che racchiudono anche una morale, un messaggio da comprendere e far proprio quando saranno un po’ più grandi.

Chi non conosce la fiaba “Al lupo Al lupo!”? Una delle favole di Esopo per bambini più note, che insegna che dire sempre bugie e cose inventate, porta a non essere mai più creduti, neppure quando si dice la verità.

O anche la fiaba “La rondine e il passero” in questo caso scritta da Fedro e con una morale decisamente attuale che insegna che è stupido fermarsi a criticare gli altri, quando si dovrebbe prima di tutto fare un’autocritica e trovare i propri difetti. Secondo la fiaba, una rondine e un passero erano appollaiati sullo stesso ramo di un albero. A un certo punto, il passero disse alla rondine: “Quando viene il freddo, tu devi fare viaggi lunghissimi e volare dall’altra parte del mondo. Che vita orribile che è la tua!” Così, la rondine, prontamente rispose “Quando la neve ricopre i prati e i campi, tu rimani qui e tremi di freddo. Cerchi rifugio sotto i tetti e non trovi più cibo. Mi sembra che anche la tua vita non sia tutta rose e fiori… Forse sarebbe meglio che, invece di lamentarti per la mia condizione, ti lamentassi per la tua!”.

Il leone e il topo è una delle più belle fiabe di Esopo preferite. Racconta la vicenda di due animali molto diversi tra loro: un topolino piccolo piccolo e un leone enorme e feroce. Mentre un leone dormiva in un bosco, dei topi giocavano saltellando, arrampicandosi e rincorrendosi ovunque, fino a quando un topolino sbadato si scontrò con il leone sdraiato a riposare. Il leone allora si svegliò e lo prese con la sua zampa. “Come osi disturbare il sonno del re della foresta?”, disse ed era già pronto a divorarlo. Il topolino spaventato lo supplicò di lasciarlo andare, mentre, in cambio della libertà, gli sarebbe stato fedele per sempre. Promise anche di proteggere il leone da ogni pericolo.

Il leone divertito e incredulo del fatto che un topolino così piccolo potesse mai aiutarlo, decise comunque di lasciarlo andare. Il topolino tornò di corsa dai suoi compagni. Pochi giorni dopo, mentre il leone passeggiava per la foresta, finì in una trappola, con le zampe legate. Il topolino, che passava da lì, udì i ruggiti del leone e corse in suo aiuto. Chiamò i suoi compagni e tutti insieme si misero a rodere la corda fino a liberarlo. Il leone, quindi, dovette ammettere di essere questa volta lui, così grande e forte, riconoscente verso il piccolo topolino.

Anche La gatta e Afrodite è una favola di Esopo, la cui protagonista è una gatta, che si innamora di un giovanotto. Così prega Afrodite di trasformarla in donna. La dea, mossa a compassione, accetta di trasformarla in una splendida fanciulla. Appena il giovane la vede se ne innamora e la chiede in moglie. Durante il matrimonio, Afrodite vuole però capire se la gatta, avendo modificato il suo aspetto esteriore, abbia anche cambiato la sua naturale propensione e carattere. Così, getta nel mezzo della sala un topo. La gatta, dimenticando di cosa avveniva intorno, inseguì il topo, lo catturò e lo mangiò. La dea allora, le diede di nuovo il suo naturale aspetto di gatta. La fiaba insegna che non bisogna farsi ingannare dall’aspetto esteriore e che non si deve fingere di essere ciò che non si è.

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