Digrignare i denti
Malattie e problematiche

Digrignare i denti

Il bruxismo, ovvero l’atto involontario di digrignare i denti, è un fenomeno piuttosto frequente, soprattutto tra i bambini in età prescolare. Anche se colpisce in media un bambino su dieci, si tratta di un problema poco discusso che preoccupa molti genitori.

Digrignare i denti

Il termine bruxismo indica la tendenza involontaria a contrarre la mandibola e a digrignare i denti. Il movimento di contrazione può essere accompagnato da uno sfregamento dell’arcata dentaria superiore con quella inferiore, generando un rumore stridente e fastidioso. Il disturbo si presenta più frequentemente di notte, ma può verificarsi anche durante il giorno. Si ritiene che una persona su dieci abbia sofferto di bruxismo almeno una volta nella sua vita e il problema può andare e venire nel tempo, anche se tende a peggiorare nei periodi di particolare stress emotivo.

Bambini che digrignano i denti di notte

Il bruxismo è particolarmente frequente nei bambini sotto i cinque anni di età. I medici ritengono che ciò possa essere legato a diversi fattori, primi fra tutti la dentizione e lo sviluppo mandibolare. Tuttavia, anche l’ansia e lo stress giocano un ruolo fondamentale. I bambini in età prescolare, infatti, stanno ancora imparando a gestire le proprie paure e il bruxismo li aiuta a sfogare e a manifestare la loro tensione emotiva.

Il fenomeno si verifica quasi sempre di notte, ma la sua frequenza può variare molto, da due/tre volte per notte a quattro volte in una sola ora. Di solito ogni episodio dura una decina di secondi e viene causato da brevi e improvvise interruzioni del sonno chiamate microrisvegli. Talvolta il bruxismo può provocare mal di testa o dolore alle orecchie al momento del risveglio. Nei casi particolarmente gravi e prolungati nel tempo, può anche causare l’usura dei denti, ma di solito il disturbo sparisce da solo prima della comparsa della dentizione definitiva.

Bambini che digrignano i denti da svegli

Più raramente il fenomeno può verificarsi anche di giorno, quando il bambino è sveglio. In questi casi può essere accompagnato da altre manifestazioni di irrequietezza motoria, come il contrarre i muscoli delle mani o lo scalciare. Quando ciò avviene, può indicare che il bambino ha accumulato della tensione in eccesso che il suo corpo sta cercando di sfogare. Tuttavia può anche succedere che il bambino digrigni i denti quando è molto concentrato. Un modo per aiutarlo è invitarlo a sfogare la tensione accumulata con un gioco o un’altra attività ricreativa.

Come si deve comportare un genitore

Il modo migliore per aiutare un bambino che digrigna i denti è creare un clima di serenità che lo tranquillizzi, soprattutto prima di andare a dormire. Le coccole e il contatto fisico possono essere dei sostituti consolatori all’atto di digrignare i denti. Inoltre, è molto importante evitare di rimproverarlo o raccomandargli di controllarsi, dato che si tratta di movimenti involontari di cui lui stesso può non essere consapevole. Altrimenti potrebbe perfino peggiorare la situazione, aumentando il suo carico di stress.

Una tecnica per combattere il disturbo a lungo termine è incentivare il bambino a trovare forme espressive di sfogo per imparare a gestire l’ansia, come il disegno o un’attività fisica. Comunque non c’è motivo di preoccuparsi. Il bruxismo di solito si risolve spontaneamente prima dei cinque anni. In caso contrario si può ricorrere all’aiuto del medico, che può prescrivere dei farmaci per migliorare la qualità del sonno e limitare il numero di microrisvegli.

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