Puntura medusa e bambini, quando andare al pronto soccorso

In estate bisogna fare estremamente attenzione alla puntura medusa e bambini. A vederle in acqua le meduse sono degli organismi estremamente affascinanti, per via dei loro particolari colori. Allo stesso tempo, non possiamo negare che destano ansia e paura, perché si sa che possono risultare piuttosto pericolose. I loro tentacoli, infatti, sono in grado di provocare forti irritazioni alla pelle.

Puntura medusa e bambini

Nel caso in cui, mentre siete al mare, il vostro bambino entra a contatto con una medusa, ci sono delle semplici regole che bisogna seguire per evitare che il bruciore si propaghi. La prima cosa essenziale da fare, è quella di evitare di entrare in panico. Può accadere che, senza neppure rendersi conto, si entri in contatto con i tentacoli di questo splendido essere marino che rilascia una sostanza urticante. Purtroppo è del tutto normale che accada, per via del surriscaldamento delle acque marine. Ciò ha inevitabilmente portato ad un incremento alquanto evidente di queste creature nei nostri mari.

Cosa fare in caso di puntura di medusa

Per via dell’effetto serra che ha creato un ambiente ideale per il proliferare di queste creature, nonché l’eccessiva pesca di pesci che le mangiano, oggi sulle coste italiane e nei dintorni è del tutto normale incontrare queste macrozooplancton gelatinose. Alcune sono piuttosto grosse e non pungono, mentre altre, sebbene siano più piccole, emanano sostanze urticanti. Alcune, però, possono essere estremamente pericolose, se non addirittura letali. Se il bambino, o anche un adulto, entra in contatto con il liquido urticante rilasciato da una medusa, la prima cosa che si avverte è una forte sensazione di bruciore. Successivamente, la cute si gonfia, come se si trattasse di orticaria. La primissima cosa che bisogna fare è quella di tranquillizzare il bambino, subito dopo, bisogna controllare che non ci siano frammenti di tentacoli attaccati alla cute, Se fossero presenti, è opportuno rimuoverli in modo molto delicato, mettendo la parte interessata, sotto ad un getto di acqua di mare. Non si devono usare pinzette, poiché la lacerazione di tessuti potrebbe rilasciare tossine. Fatto questo, si deve sciacquare la zona con acqua  tiepida e bicarbonato. Evitare di strofinare o grattare la cute, dove è localizzato il gonfiore, perché altrimenti si mandano in circolo le tossine.

Ottimo rimedio è anche l’utilizzo di gel al cloruro di alluminio, con una concentrazione di circa il 5% almeno. Il gel aiuta ad arrestare la diffusione delle tossine e alleviare il bruciore e prurito dato dalle bolle. E’ indicato applicarlo anche nei giorni seguenti, in modo da far assorbire la ferita. Per il bruciore molti consigliano di alleviarlo con del ghiaccio.

Da non usare, nel modo più assoluto, ammoniaca, urina, alcool, aceto o succo di limone poiché rischierebbero di infiammare di più l’area colpita.

Meglio non esporre al sole, per qualche giorno, l’area colpita, in quanto, i raggi solari potrebbero causare macchie cutanee. Particolare attenzione meritano alcuni sintomi in particolare. Infatti, se dopo il contatto con la medusa, il bambino dovesse mostrare difficoltà a respirare, se dovesse avere pallore, ipersudorazione o vomito, è opportuno contattare subito il 118 o la guardia medica di zona.

Quanto durano i “problemi”?

Il contatto con la sostanza urticante prodotta dalla medusa, porta ad una istantanea sensazione di bruciore, seguito da forte prurito. Si tratta, infatti, di una sostanza composta da tre proteine con proprietà paralizzanti, urticanti e neurotossiche. Nella maggior parte dei casi, una volta trattata e curata la zona colpita, permane il prurito che si protrae per alcuni giorni.

Prurito dopo una settimana?

Subito dopo aver lavato con acqua tiepida e bicarbonato, o acqua del mare, la parte colpita, bisogna applicare una pomata antibiotica e continuare ad usarla anche nei giorni successivi. Indicato anche l’uso di antibiotici per sospensione orale. La zona interessata deve essere lavata almeno tre volte al giorno con acqua tiepida, prima dell’applicazione.

Se il prurito si protrae per qualche settimana, potrebbe essere utile l’uso di antistaminici topici o per via orale, che aiutano ad alleviarlo. Si possono anche usare pomate a base di calamina o difenidramina, che si acquistano in farmacia, senza necessità di ricetta medica.

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