Sesta malattia in gravidanza, negli adulti e nei bambini

Con sesta malattia si intende un’infezione che colpisce per lo più i bambini, dai sei mesi fino ai 5 anni di età, che rientra tra le malattie esantematiche. È conosciuta comunemente anche con il nome “febbre dei tre giorni“, ma in alcuni rari casi la patologia può presentarsi senza febbre alta e e di breve durata. Diciamo subito che alla comparsa di qualsiasi particolare sintomo sarà bene rivolgersi al pediatra che potrà diagnosticare quale delle malattie esantematiche ha contratto il bambino: tra i neonati queste sono molto diffuse, ma molte possono comparire senza febbre e, conseguentemente, vanno trattate in altro modo.

Sesta malattia

Il nome della patologia deriva dal fatto che essa è considerata la sesta malattia riconosciuta tra quelle più diffuse tra i neonati, dopo il morbillo, la scarlattina, la rosolia, la quarta malattia (morbo di Dukes) e la quinta malattia (eritema infettivo).

I sintomi

Scientificamente i sintomi si dividono in due fasi: il periodo pre-esantematico e il periodo esantematico. Il primo, che dura circa 3 o 4 giorni, è caratterizzato dalla comparsa di febbre alta accompagnata da una sensazione generale di malessere che può comprendere: mal di gola, raffreddore, irritabilità e in alcuni casi anche nausea e diarrea. Nel periodo successivo, della durata di circa cinque giorni, compare l’eruzione cutanea (vescicole o bolle) in concomitanza con la scomparsa della febbre. Le parti del corpo inizialmente interessate sono tronco e collo e solo in seguito viso e arti.

Il periodo di incubazione

La durata dell’incubazione della sesta malattia varia dai 5 ai 15 giorni, in media sono 9 i giorni di attesa prima che compaiano i sintomi. Come per tutte le altre malattie esantematiche, i tempi di guarigione, così come i sintomi, può variare da soggetto a soggetto e lo stesso vale per la gravità delle manifestazioni febbrili e cutanee.

È contagiosa per gli adulti?

La malattia è ovviamente contagiosa, come è tipico per queste patologie. In particolare, la trasmissione può avvenire per contatto diretto con muco o saliva o per via aerea. Non c’è una stagione in cui la possibilità di contrarre il virus è più forte, quindi l’infezione può presentarsi durante tutto l’anno. Il contagio è più probabile nella fase febbrile, di conseguenza dopo la comparsa dell’eruzione cutanea non è necessario mantenersi in isolamento. Come già specificato, le manifestazioni dei sintomi possono variare, tuttavia le vescicole o bolle, generalmente, non causano prurito.

Sesta malattia negli adulti

Per gli adulti che raramente contraggono questo virus, il processo di sviluppo e di guarigione è lo stesso descritto per i bambini, quindi stessa durata di incubazione e medesime possibilità di contagio e manifestazioni. Le malattie esantematiche contratte in età adulta generalmente possono causare l’insorgere di complicazioni solo in quei pazienti già debilitati nel sistema immunitario. Ciò significa che contraete il virus e siete sani, la malattia farà il suo corso e scomparirà senza alcun problema.

Sesta malattia in gravidanza

Nonostante il virus della sesta malattia (così come quello della quarta malattia, della quinta malattia e delle altre malattie esantematiche) colpisca maggiormente i bambini molto piccoli, non è escluso che anche un adulto non possa venire contagiato, nel caso in cui da piccolo non sia stato esposto al disturbo. Ovviamente, se il soggetto in questione è una donna in gravidanza, la condizione richiede maggiori attenzioni. Al contrario di ciò che molti pensano, questo virus non è affatto pericoloso né per la futura mamma né per il feto. Infatti, la sesta malattia in gravidanza non è da confondersi con la quinta malattia, il cui virus, al contrario, è in grado di attraversare la placenta e causare gravi danni al bambino. Ad ogni modo, qualsiasi cosa accada in gravidanza, dovrete sempre riportarne i dettagli al vostro medico di fiducia che saprà indicarvi come gestire ogni situazione.

Sesta malattia nei neonati e nei bambini

Vi sono bambini più predisposti di altri a innalzamenti anomali della temperatura. Se di per sé la sesta malattia non è pericolosa, in questi casi potrebbe essere possibile che il piccolo paziente vada incontro a convulsioni febbrili. La comparsa di una manifestazione simile va immediatamente comunicata al pediatra ed è bene monitorare la condizione del bambino in ogni momento. Le convulsioni febbrili, infatti, spesso causano la perdita di conoscenza e se durano più di qualche minuto potrebbero richiedere l’intervento di un’ambulanza e il ricovero.

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