Vaccini obbligatori in Italia per bambini: perchè e quando farli

I vaccini obbligatori bambini, fino a qualche anno fa erano solo quattro, mentre oggi se ne contano 12. Vi sono poi altre vaccinazioni che, sebbene siano previste dal piano sanitario nazionale, rientrano tra quelle facoltative in età pediatrica. Il numero dei vaccini obbligatori è stato innalzato in seguito all’entrata in vigore del decreto legislativo del maggio 2017, poiché è stata ritenuta molto ridotta la copertura vaccinale precedente.

Vaccini obbligatori in Italia

Sino a qualche anno le vaccinazioni obbligatorie in Italia erano antidifterica, antitetanica, antipoliomelitica e antiepatitevirale B. Tutte le altre indicate per l’età pediatrica erano considerate volontarie. Nel caso in cui non venissero eseguite quelle obbligatorie, non era prevista alcuna sanzione. Il Sistema Sanitario Nazionale ha sempre garantito che molte vaccinazioni fossero gratuite, tra queste il morbillo, la parotite, la rosolia, lo pneumococco, il meningococco C ed altre.

Quali sono i vaccini obbligatori?

Il nuovo decreto legislativo approvato nel maggio 2017 dal Governo ha stabilito il potenziamento del grado di copertura vaccinale, stabilendo così 12 vaccini obbligatori neonati. Tra questi rientrano la vaccinazione anti-poliomelitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti Haemophilusinfluenzae tipo B, anti-meningococcica B, anti-meningococcica C, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella. In gran parte dei casi, questi vaccini possono essere somministrati in forma combinata, iniettando in una sola volta, più antigeni contro diverse malattie. In questo modo si può accrescere la risposta del sistema immunitario.

Sanzioni per chi non vaccina

Oggi vi sono anche sanzioni e restrizioni importanti per coloro che non dovessero seguire il calendario vaccinale. Infatti, per un bambino da 0 a 6 anni, la mancata somministrazione delle vaccinazioni obbligatorie porta all’esclusione dall’iscrizione ad asili nido e scuole per l’infanzia. E’ lo stesso dirigente scolastico a segnalare la situazione all’apposito ufficio Asl, che richiama i genitori a intervenire per la vaccinazione del bambino. I bambini che frequentano scuole dell’obbligo, che non possano eseguire il vaccino per ragioni documentate di salute, saranno poi inseriti in apposite classi nelle quali non ci siano altri coetanei non vaccinati.

Nel caso di bambini di primarie, secondarie e primi anni di superiori che non abbiano seguito il calendario vaccini indicato dal Piano sanitario nazionale, non vi è il divieto di iscrizione a scuola, ma scatta la comunicazione all’Asl competente che in questo caso, sanziona i genitori con un’ammenda da 500 a 7500 euro. A ciò si aggiunga anche la comunicazione da parte dell’Asl al Tribunale dei minori, che potrebbe anche prendere in considerazione la temporanea sospensione della potestà genitoriale.

Vaccinazioni obbligatorie e facoltative

Accanto a quelli dichiarati come obbligatori dal piano sanitario nazionale, vi sono i vaccini non obbligatori. Tra queste, le più importanti sono senza dubbio quella contro la pertosse e quella contro il morbillo. Al terzo, quinto e undicesimo mese di vita del bambino si eseguono vaccinazioni contro Pertosse e Haemophilus di tipo B. Solitamente, vengono somministrate insieme a quelle obbligatorie. A partire dal terzo mese si effettua il vaccino pneumococcico e quello meningococcico. Da non sottovalutare la vaccinazione contro il morbillo poiché, contrariamente a ciò che si pensa, si tratta di una malattia le cui complicanze sono assai importanti e possono colpire le vie respiratorie, il cervello ed è molto diffusa tra i bambini. Al contrario, il vaccino è privo di qualunque effetto collaterale. Allo stesso modo, anche la pertosse è molto diffusa tra i bambini e può comportare problemi seri a carico dell’apparato respiratorio se viene contratta nel primo anno di vita. Per questo motivo se ne raccomanda la vaccinazione ai neonati.

Entro 1 anno: vaccini e richiami

Il primo anno di vita del bambino rappresenta quello in cui dovrà sottoporsi al maggior numero di somministrazioni vaccinali. E’ la stessa Azienda Sanitaria Locale a inviare apposita comunicazione indicante il corretto calendario vaccinale cui sottoporre il bambino. Seguiranno delle comunicazioni via lettera dove verrà indicato il giorno esatto e l’ora in cui presentarsi presso la struttura per eseguire la vaccinazione. Tra le varie vaccinazioni obbligatorie che fanno parte del primo anno di vita del bambino vi sono: al terzo mese quella contro Epatite B, somministrazione della prima dose, quella contro difterite-tetano, prima dose e antipoliomielite, prima dose. Al suo quinto mese di vita sarà poi somministrata la seconda dose dei vaccino contro l’epatite B, anti difterite-tetano, antipoliomielite. Al suo undicesimo mese ci sarà poi la terza dose del vaccino contro l’epatite B, difterite-tetano e antipoliomielite.

Dai 2 ai 6 anni: vaccini e richiami

A partire dal suo secondo anno di vita, il bambino dovrà essere sottoposto a un’altra serie di vaccinazioni obbligatorie, secondo quanto stabilito dal sistema sanitario nazionale. Dopo il dodicesimo mese sarà somministrato il vaccino antimorbillo-parotite-rosolia e quello contro la varicella. In ogni caso, bisogna tener conto del fatto che il calendario delle vaccinazioni può subire dei cambiamenti che variano da regione a regione, per cui, è fondamentale consultare il proprio pediatra riguardo i vari vaccini da somministrare al bambino.

Costo vaccino e detrazione fiscale

Le spese mediche, tra le quali rientrano quindi anche quelle relative alla vaccinazioni obbligatorie, sia per sé che per i bambini, sono detraibili al 19%. A ciò si aggiunge poi anche una franchigia pari a € 129,11 seguendo i calcoli effettuati nel 2016.

Perchè vaccinarsi

Durante gli ultimi anni si è notato in Italia un calo importante nelle vaccinazioni nei bambini, mettendo a rischio l’effettiva copertura vaccinale a livello nazionale. Un fenomeno che ha destato la preoccupazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, tanto da intervenire e introdurre nuove vaccinazioni per i bambini. Recenti ricerche hanno stabilito una chiara connessione tra calo dei vaccini ed aumento di alcune malattie infettive.

L’importanza dei vaccini

I vaccini sono l’unico strumento del quale disponiamo per poterci difendere da malattie virali che possono causare gravi complicanze per la nostra salute e in rari casi anche la morte. A oggi tuttavia la copertura vaccinale sull’intero territorio nazionale appare una questione assai complessa da risolvere. Recenti statistiche rivelano che la prima dose somministrata ai bambini di molti dei vaccini indicati come obbligatori ha un’ottima copertura. Al contrario, quando si guarda alla situazione della seconda dose, questa appare in netto calo rispetto alle norme richieste. Per cui c’è ancora molto da fare, al fine di far comprendere all’intera popolazione nazionale, quale sia l’effettiva importanza della vaccinazione.

Cosa contengono i vaccini

La funzione dei vaccini è quella di stimolare la risposta del nostro organismo e del sistema immunitario in presenza di un attacco batterico, senza, ovviamente, sviluppare la malattia. I vaccini, pertanto, contengono una ridotta quantità dell’agente virale reso inattivo, oppure solo alcune molecole del suo rivestimento, antigeni, che portano a una reazione del nostro sistema immunitario. Al momento del contatto con l’agente patogeno si attivano i linfociti che producono anticorpi, o meglio, immunoglobuline, che realizzano una sorta di riconoscimento anche in futuro dell’agente responsabile. Per cui, l’organismo sarà sempre pronto reagire nel momento in cui dovesse verificarsi un’infezione.

Vi sono diversi tipi di vaccini, come quelli preparati con microrganismi vivi resi inattivi, questo soprattutto per le malattie causate da virus. Poi ci sono dei vaccini con microrganismi uccisi, quelli fatti con uno o più antigeni, o quelli preparati con tossine prodotte dai batteri e poi modificate, che servono solo a stimolare la risposta immunitaria dell’organismo. Ogni vaccino, così come un qualunque farmaco, contiene un principio attivo e altre sostanze dette eccipienti. Si tratta in realtà di conservanti, disinfettanti e coadiuvanti. Questi servono a rafforzare l’efficacia dell’immunità del vaccino.

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