Quando è consigliato fare il battesimo alla nascita

Il battesimo del proprio bambino è senza dubbio uno dei momenti più emozionanti per un genitore e questo viene celebrato poco dopo la sua nascita. Sono molti preparativi che precedono i festeggiamenti, ma primo fra tutti c’è la preparazione affinché il bambino riceva un sacramento così importante.

Battesimo alla nascita

La prima cosa da fare, dopo la gioia della nascita del proprio figlio e la scelta del nome da affidare, è quella di fissare il periodo ideale in cui fare celebrare il rito battesimale. Chiaramente, questo nel caso in cui i genitori siano di religione cattolica.

Solitamente, i bambini tendono ad essere battezzati quando sono ancora molto piccoli, per cui pochi mesi dopo la loro nascita. Il battesimo, quando è particolarmente sentito da entrambi i genitori, viene stabilito nel periodo che va dal primo al quinto mese dalla nascita. Non esiste, tuttavia, alcuna regola specifica inerente a quando fissare la data per far battezzare il proprio bambino. Ogni genitore può decidere autonomamente quando far celebrare il battesimo, anche in relazione a diverse ragioni, spesso anche prettamente economiche.

Il battesimo, in realtà, potrebbe essere fatto a qualunque età. Non vi è infatti un’età giusta per riceverlo, sebbene si preferisca farlo entro il primo anno di età, qualora non fosse possibile nei primissimi mesi di vita. Nei mesi immediatamente successivi alla nascita tra il primo e il quarto mese, il neonato fonda le sue azione sui riflessi e sull’istinto, per cui non ha ancora ben chiaro come rapportarsi alla realtà e non dispone ancora di alcuna esperienza.

Mentre, a partire dal quarto mese in poi, il bambino stabilisce quali sono i suoi gusti e le sue preferenze, per cui ha una più chiara idea di ciò che lo circonda ed è anche più ricettivo agli stimoli che giungono dall’esterno. Ecco perché, solitamente, si ritiene che la fase migliore per battezzare il bambino sia quella che va a partire proprio dal quarto o quinto mese dalla nascita.

Dal quinto mese in poi, il bambino è quindi più preparato ad affrontare il momento del battesimo, inoltre anche la mamma avrà avuto maggiore tempo per riprendersi e rimettersi in forma dopo il parto, concentrandosi così all’organizzazione dell’evento.

Il bambino in quell’occasione avrà anche modo di sperimentare l’amore di tutti coloro che saranno insieme a lui in un giorno così importante.

Anche i fotografi, in quel giorno, trattandosi di un bambino già un po’ più cresciuto, potranno scattare foto in maniera più tranquilla, riprendendo l’evento in tutta la sua interezza. Trattandosi, infatti, di bambini che hanno già un più sviluppato senso di relazione con il mondo esterno, sono maggiormente in grado di rapportarsi agli altri e consentono così di cogliere espressioni più vere rispetto a quelle nei bambini pochi giorni dopo la nascita.

Fondamentale, prima di celebrare il rito battesimale, fare espressa richiesta alla parrocchia di appartenenza, per poter fornire tutti i documenti richiesti. La burocrazia è forse la parte che richiede più tempo quando si tratti di eventi ufficiali, anche per quel che riguarda quelli religiosi. Una volta che sia stata decisa la data, è bene recarsi presso la chiesa di appartenenza e chiedere al parroco tutto ciò che occorre.

Di solito, tra i documenti necessari vi sono il certificato di nascita del bambino, indicante maternità e paternità, che può essere richiesto al Comune di residenza. Occorre poi la domanda di richiesta con i dati anagrafici del bambino, che può essere richiesta in parrocchia o al sacerdote. L’attestato di idoneità del padrino e della madrina per certificare l’avvenuta cresima delle persone scelte e verificare che non si tratti di persone divorziate, risposate o coniugate civilmente.

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