Battesimo durante la Quaresima: si può?

Il battesimo rappresenta un importante sacramento religioso che decreta ufficialmente l’ingresso del fedele nella comunità di appartenenza. Secondo la tradizione della Chiesa, nonché le indicazioni fornite dal Codice di Diritto Canonico, salvo casi in cui sussistano impedimenti oggettivi, deve celebrarsi entro le prime settimane dalla nascita del bambino.

Battesimo durante la Quaresima

L’entrata ufficiale di un bambino, nato da genitori di religione cattolica, nella comunità di fedeli di appartenenza, avviene proprio mediante il rito battesimale, la cui simbologia racchiude in sé il valore stesso della rinascita a nuova vita del soggetto, purificato dal peccato originale e che ritrova la sua comunione con Dio.

Solitamente, nei giorni che seguono la nascita del bambino, i genitori si recano dal parroco della Chiesa di appartenenza, per fare espressa richiesta affinché venga celebrato il rito battesimale. Oggi, in realtà si tende ad aspettare che il bambino sia un po’ cresciuto prima di celebrare il rito, per svariate ragioni, ma lo si riceve pur sempre quando è ancora di pochi mesi, sebbene in alcuni casi possa anche avere circa un anno. Non vi è un’età precisa per questo, per cui resta una libera scelta dei genitori.

Il parroco, per parte sua, accoglie la richiesta fatta dai genitori, per cui stabilisce poi un incontro, comunicandolo alla famiglia, affinché si prepari tutto ciò che occorre per celebrare il Sacramento.

La Chiesa, inoltre, accoglie anche le richieste di celebrazione del rito che provengano da genitori conviventi, oppure che siano sposati solo civilmente. Chiaramente, il tutto previa certezza, garantita dagli stessi genitori, che il bambino verrà educato in modo cristiano, sebbene anche con il sostegno del padrino o della madrina di battesimo. Potrebbe anche essere di sostegno all’educazione del bambino, un parente o comunque una persona che sia ritenuta adeguata a tale ruolo dalla stessa comunità cristiana.

Lo stesso battesimo può essere differito nel caso in cui non essere sufficientemente riscontrata o garantita la certezza, nonché speranza che il bambino che sta per essere battezzato, venga educato seguendo i dettami della fede cattolica.

Per ciò che riguarda la celebrazione del battesimo, solitamente, questa può avvenire di domenica, nel corso della celebrazione eucaristica, ma anche la di fuori della Messa. I giorni maggiormente indicati e scelti dai genitori per la celebrazione battesimale, esclusi quelli in cui si ricorda la Veglia pasquale, la Pentecoste, possono essere, a scelta, il giorno della solenne Epifania, la festa del Battesimo di Gesù, il giorno della Presentazione del Signore, la prima domenica di febbraio, in cui si commemora la giornata per la vita, oppure in occasione della festività di San Silvestro, il giorno della Trasfigurazione del Signore e nel corso della solennità di Cristo Re.

Inoltre, nel corso del periodo di Quaresima non si celebrano riti battesimali. Come già evidenziato, la presenza del padrino o della madrina all’interno del contesto celebrativo, racchiude in sé il profondo senso del valore, all’interno della stessa comunità di fedeli, della reale e sincera collaborazione tra questi ultimi e i genitori del bambino che si appresta a ricevere il sacramento. Questo al fine di introdurre, progressivamente, il bambino all’interno della stessa comunità, perché possa essere educato nella fede della religione cattolica e possa altresì esprimerne gli insegnamenti autentici nel corso della sua vita. E’ per questa ragione che anche ai padrini e alle madrine, viene richiesto di prendere parte agli incontri di catechesi che si tengono prima del battesimo.

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