curva glicemica
Esami in gravidanza

Curva glicemica in gravidanza: valori e costo dell’esame

Quella che comunemente viene indicata come curva glicemica, o anche curva glicemica da carico, è il risultato di un test eseguito per valutare eventuali alterazioni nel metabolismo dei carboidrati. Una delle malattie spesso riscontrate è quella del diabete mellito, patologia cronica che si manifesta con un incremento di concentrazione di glucosio nel sangue, per via di una disfunzione nella regolare produzione di insulina.

Curva glicemica e insulina

La curva da carico di glucosio, indicata con l’acronimo OGTT, è il risultato di un test specifico per valutare disfunzioni nel metabolismo dei carboidrati e la presenza del diabete mellito, una patologia che è causa di un deficit nella produzione di insulina nel sangue. Questo test è molto impiegato e richiesto per le donne in dolce attesa, poiché serve a valutare la presenza o meno del diabete gestazionale. Si tratta di una incapacità dell’organismo di metabolizzare il glucosio e questo si verifica durante la gravidanza.

Curva glicemica valori

Per analizzare correttamente i valori della curva glicemica, questi devono essere considerate a digiuno. Per cui, sono da ritenersi nella norma i valori di glucosio nel sangue compresi tra 70-99 mg/dl, mentre sono da valutare fuori dalla norma quelli che vanno dai 100-125 mg/dl poiché rivelano una ridotta tolleranza dei carboidrati e una possibile intolleranza glucidica. A preoccupare maggiormente sono i valori che siano pari o superiori a 126 mg/dl che rivelano in questo caso la presenza del diabete.

Se i valori sono osservati a distanza di due ore dall’assunzione di una soluzione a base di glucosio, questi saranno nella norma se inferiori a 140 mg/dl, al di fuori della norma ma non preoccupanti se vanno dai 140-200 mg/dl, segno di prediabete; degni di attenzione se superiori a 200 mg/dl poiché rivelatori di diabete mellito.

Curva glicemica come si fa

Il test per valutare i valori della glicemia si richiede a tutti quei soggetti che abbiano un’alterazione della glicemia anche a digiuno, i cui valori sono al di sopra dei 100 mg/dl, sebbene inferiori a 126 mg/dl, poiché potrebbe esserci il sospetto di una forma di intolleranza al glucosio. Alle donne in gravidanza, questo tipo di analisi viene richiesto poiché sono ad alto rischio di sviluppare il diabete gestazionale. Mentre se in un soggetto i valori glicemici a digiuno superano i 126 mg/dl oppure vanno oltre i 200 mg/dl in qualunque momento della giornata, è già possibile stabilire la presenza del diabete mellito, al di là dell’esecuzione del test.

Curva glicemica come funziona?

Per effettuare l’esame curva glicemica si eseguono dei piccoli prelievi di sangue, seguendo precisi intervalli di tempo. Il primo viene fatto a digiuno, successivamente dopo aver benuto una soluzione glucosata, fatta di acqua e glucosio, si effettua un secondo prelievo trascorse due ore. Per quanto riguarda il diabete gestazionale, si tratta di tre prelievi, non due, uno dei quali si esegue dopo due ore dalla somministrazione della soluzione glucosata.

Curva glicemica in gravidanza

Sono leggermente differenti i valori da considerare per quanto riguarda il diabete gestazionale. Sono da ritenersi nella norma quelli al di sotto dei 92 mg/dl a digiuno, che non superano i 180 mg/dl dopo una sola ora successivamente alla somministrazione della soluzione zuccherata e al di sotto dei 153 mg/dl nel lasso di tempo successivo alle due ore. Un solo valore che superi quelli indicati può rivelare la presenza del diabete gestazionale, patologia da tenere sotto controllo per evitare danni sia alla mamma che al bambino. Solitamente, questo test viene prescritto alle future mamme come screening del diabete gestazionale e si esegue tra il secondo e il terzo trimestre di gestazione, vale a dire tra la 26 settimana di gravidanza e la 28.

Come prepararsi al test

L’unica preparazione da osservare in vista del test è quella di restare a digiuno per 8 ore prima del prelievo, ma questo vale in linea generale per tutti gli esami del sangue. Viene effettuato il primo prelievo di sangue, in modo da analizzare i valori glicemici di riferimento, poi si somministra la soluzione zuccherata e trascorsa un’ora, durante la quale non si può ancora mangiare, si effettua un secondo prelievo. Se il tasso glicemico è al di sotto dei 140 mg/dl vuol dire che il test è negativo per cui non vi è il rischio di diabete gestazionale. Se i valori dovessero essere superiori si esegue un terzo prelievo trascorse due ore dopo la somministrazione della soluzione di glucosio. Nel caso in cui anche questi valori risultassero superiori alla media, bisognerà tenere sotto controllo il diabete gestazionale. Si tratta, in ogni caso di una patologia strettamente connessa allo stato gestazionale e che tende a scomparire dopo il parto. Merita in ogni caso la dovuta attenzione per scongiurare complicanze per la madre o il bambino.

Curva glicemica costo

Passiamo ora al costo di questo specifico esame. Va sottolineato che gli esami curva glicemica rappresentano un esame di screening nelle donne in dolce attesa che potrebbero essere a rischio di diabete gestazionale. Per cui è gratuito tra la sedicesima e la diciottesima settimana di gravidanza e tra la ventiquattresima e la ventottesima. Ciò però se vi sono dei fattori di rischio importanti come il diabete in una precedente gravidanza, una predisposizione familiare, obesità prima del concepimento, età della donna superiore ai 35 anni. Tuttavia, molti ginecologi lo prescrivono a tutte le donne in gravidanza anche senza fattori di rischio. In tal caso, bisogna pagare il ticket, che ha un costo di circa 20 euro. I costi sono di poco superiori se ci si rivolge a strutture private.

Dieta in gravidanza

Un’alimentazione sana e corretto è lo step fondamentale contro ogni forma di patologia, così come ovviamente lo è anche nel caso del controllo della glicemia, soprattutto nel caso del diabete gestazionale. Una volta riscontrata tale patologia, sarà lo stesso ginecologo a indicare la dieta più corretta da seguire, in relazione anche alle esigenze specifiche del soggetto. In linea generale, in ogni caso, è consigliabile limitare il contenuto calorico degli alimenti che si assumono e la quantità di carboidrati semplici. L’assunzione calorica giornaliera dovrebbe essere di circa 1800 Kcal, di cui il 60% dovrebbe essere di carboidrati, un 20% di proteine e un altro 20% di grassi meglio, se di pesce o di origine vegetale. Di assoluta importanza è poi l’assunzione di verdure e legumi, così come l’acqua in abbondanza.

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