enuresi
Malattie e problematiche

Enuresi diurna e nottura: negli adulti e nei bambini

L’enuresi è una problematica legata per lo più ai bambini, caratterizzata dalla perdita involontaria di pipì, che solitamente, si risolve col tempo. L’enuresi, inoltre, può essere sia diurna che notturna. Tuttavia, si verifica per lo più di notte e le cause possono essere molteplici.

Enuresi cause

Quali sono le cause dell’enuresi? Il più delle volte si tratta di motivazioni psicologiche o anche solo ambientali. Non sono, tuttavia, da escludere patologie connesse con disfunzioni dell’area urinaria o anche di natura genetica. Le ragioni legate al problemi dell’enuresi variano chiaramente in relazione all’età del soggetto interessato e al sesso.

Enuresi nei bambini

In genere è una disfunzione che riguarda i bimbi in una fascia d’età che giunge sino ai sei anni. Nei bambini,  quando tale situazione sopraggiunge con il tempo, può essere attribuita a delle infezioni o a un deficit di uno specifico ormone, quello antidiuretico, che ha proprio il compito di ridurre la produzione di urina durante la notte. Un’altra ragione che causa tale problema è un carico eccessivo di stress, un periodo particolarmente problematico o un trauma. Tale problema in genere si presenta di notte (enuresi notturna), ma in altri casi i bambini hanno problemi a trattenere la pipì anche durante il giorno. In questo caso si parla quindi di enuresi diurna. Se il problema si presenta spesso durante il giorno si può provare ad abituare il bambino con specifici esercizi fisici durante la minzione, ad abituarlo ad andare in bagno quando necessario e, soprattutto, a svuotare correttamente la vescica.

Enuresi negli adolescenti

L’enuresi è un problema alquanto comune nei bambini di un’età compresa tra i 5 e i 10 anni, proprio
perché non hanno ancora sviluppato la capacità di controllare la vescica. Quando, tuttavia, si supera tale
limite di età, il problema potrebbe essere legato ad alcuni aspetti patologici da considerare. In gran parte dei casi si tratta di un problema che regredisce spontaneamente. Ad esserne maggiormente colpiti sono i soggetti di sesso maschile.

Enuresi negli adulti

A esserne interessati in età adulta risulta solo l’1% dei soggetti. In età adulta l’enuresi può essere associata a particolari patologie o disfunzioni dell’apparato urinario, nonché a disturbi cronicizzati connessi al metabolismo dei liquidi ingeriti o anche a problematiche di natura psicologica. Solitamente quando a esserne interessati sono dei soggetti adulti, questi difficilmente espongono il problema per motivi di imbarazzo.

Nel caso in cui ad esserne interessati fossero dei soggetti più grandi, o adolescenti, la prima cosa che bisogna comprendere è se il problema sia legato ad altre patologie, di cui l’enuresi potrebbe essere il primo sintomo, come il diabete mellito, un’infezione urinaria, una malattia renale. In tal caso, con molta probabilità, il problema di enuresi si verificherebbe anche durante il giorno.

Ad ogni modo la prima cosa da fare potrebbe essere quella di accertarsi di aver svuotato completamente la vescica prima di mettersi a letto, oltre ad astenersi dall’assunzione di bevande che irritano il tratto urinario come il caffè, le bevande gassate o il cioccolato.

Enuresi notturna bambini

Solitamente è durante le ore notturne che i bambini fanno involontariamente la pipì a letto e si parla quindi di enuresi notturna.

Enuresi notturna rimedi

La prima cosa da fare per poter risolvere il problema della minzione notturna è quella di abituare il bambino a comprendere come si debba urinare correttamente e soprattutto in che modo debba svuotare completamente la vescica prima di andare a dormire. In gran parte dei casi, nei soggetti molto piccoli, il problema trova spontanea soluzione nel corso del tempo, per cui bisognerà solo spiegare al bambino il modo giusto di svuotare la vescica. Questa è una cosa che il bambino dovrà necessariamente imparare, proprio per evitare che si isoli dai suoi amici per evitare giornate di escursioni di gruppo, gite e altro.

Enuresi notturna terapia

Laddove la sola spiegazione del corretto comportamento da seguire non fosse sufficiente allora si potrebbe scegliere di intervenire farmacologicamente con una terapia adeguata che sarà il medico a valutare. In alcuni casi si sceglie di somministrare la desmopressina, le cui funzioni sono simili a quelle naturalmente svolte dall’ormone antidiuretico. Si può utilizzare in compresse, la sera prima di andare a letto, al fine di ridurre la produzione di urina durante le ore notturne (poliuria notturna). Chiaramente, per facilitarne l’efficacia, è opportuno evitare di bere tanto prima di andare a letto e durante la notte.

Se non vi è alcun problema di salute, potrebbe anche essere la manifestazione fisiologica di un suo stato ansioso. In tal caso un valido rimedio potrebbe essere quello di ricorrere a una adeguata terapia psicologica, ma attenzione, dovrà essere una decisione presa spontaneamente dal soggetto, senza alcuna pressione esterna. Tuttavia, una soluzione pratica per molti medici, potrebbe essere quella di impiegare dei farmaci ad azione miorilassante, che però potrebbero provocare sonnolenza. E’ sempre opportuno che sia il medico a valutare quale sia la soluzione migliore da adottare.

Regressione della pipì addosso

Come già sottolineato, il problema dell’enuresi infantile si risolve spontaneamente nel corso della crescita del bambino. Tuttavia, laddove questo non dovesse risolversi da solo, bisognerà anzitutto stabilire le ragione di tale problema e, successivamente, consultare il pediatra per comprendere quale sia la terapia migliore da seguire.

Enuresi diurna

Tale problema si verifica durante il giorno, ma è molto meno frequente. In questo caso, si manifesta
intorno ai nove anni e interessa per lo più soggetti di sesso femminile.

Enuresi diurna rimedi

Ci sono diversi modi per fronteggiare il problema dell’enuresi diurna. Se i soggetti sono un po’ più grandi,
si può, anzitutto, insegnare loro alcune importanti regole alimentari e comportamentali per una
corretta regolarità urinaria. Per cui biosogna sapere che è fondamentale andare in bagno ogni 3-4 ore e,
ancor più, prima di andare a letto. Ci sono anche degli specifici esercizi che aiutano ad avere una
maggiore resistenza della vescica. In alcuni casi si ricorre all’utilizzo di una terapia con allarmi periodici
con suoni o vibrazioni che risulta essere alquanto efficace, soprattutto nei bambini che abbiano almeno
sette anni.

Enuresi primaria

Si definisce enuresi primaria la situazione in cui il soggetto non abbia mai smesso di bagnare il letto o i
suoi stessi vestiti, per cui è per lo più la forma che si ha nei bambini.

Enuresi secondaria

L’enuresi secondaria si ha quando il problema riguarda un soggetto che, per un certo periodo di tempo, era
riuscito ad avere un buon controllo della sua continenza urinaria, ma successivamente, si ritrova a bagnare
il letto. Generalmente la forma secondaria si verifica in bambini di un’età compresa fra i 5 e gli 8 anni, se
non addirittura in età adolescenziale. L’enuresi secondaria è per lo più legata a fattori di natura
psicologica. In gran parte delle situazioni si manifesta in seguito a un evento vissuto
dal soggetto come un trauma, che potrebbe essere un esame, la separazione dei genitori o la malattia di una
persona importante. In tal caso, tutto ciò che bisogna fare è aiutare il soggetto a comprendere che l’unico
padrone del suo corpo e delle sue reazione è solo lui . Ecco, quindi, che il primo step è il
dialogo, la comprensione e l’accettazione del problema, solo in questo modo si potrà risolvere completamente.

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