ghiandole di Bartolino
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Ghiandole di Bartolino, rimedi per sgonfiarle

Le ghiandole di Bartolino sono molto piccole e situate nella parte posteriore, a lato, nell’orifizio vaginale. Non si sentono al tatto, ma una eventuale ostruzione a livello del dotto, porta ad un evidente ingrossamento della ghiandola. Quest’ultimo, solitamente, è dovuto ad un ristagno di liquido e successiva formazione di cisti.

Ghiandole di Bartolino (o Bartolini)

Le ghiandole di Bartolino, anche dette di Bartolini, sono deputate alla secrezione di una sostanza piuttosto vischiosa che serve a lubrificare la zona vaginale e il suo canale. Questa avviene durante i rapporti sessuali, al momento dell’eccitazione della donna. In pratica, è proprio durante il rapporto che parte di questo liquido aiuta a mantenere umido il dotto vaginale, proprio per rendere più agevole e piacevole l’atto sessuale. Le ghiandole di Bartolini, però, tendono a modificarsi nella loro composizione con il passare del tempo. Nelle donne molto giovani, appaiono di dimensioni più ridotte e non hanno alcuna funzione. Con il tempo, aumentano nelle loro dimensioni, cominciano a secernere il liquido in misura sempre maggiore, fino a raggiungere la loro massima funzionalità in età matura. In seguito alla menopausa vivono il processo inverso, per cui regrediscono, fino ad atrofizzarsi.

Cosa sono e a cosa servono?

La funzione delle ghiandole di Bartolini è legata al momento dell’atto sessuale e alla lubrificazione del dotto vaginale nella donna. Infatti, al momento dell’eccitazione, questa ghiandole producono un liquido di colore chiaro e con una consistenza piuttosto vischiosa. Il compito del liquido è proprio quello di lubrificare la vagina per consentire un maggior piacere nel rapporto col partner. Queste ghiandole possono essere colpite da infiammazione, in tal caso si parla di bartolinite. In conseguenza di quest’ultima le ghiandole aumentano di volume, causando dolore. Se si ostruiscono i dotti attraverso cui viene secreto il liquido lubrificante, possono anche formarsi delle piccole cisti. Queste, in alcuni soggetti, possono anche essere asintomatiche, ma in altri casi possono dar luogo ad ascessi. Qualunque sia l’infezione che colpisce queste ghiandole, tuttavia, merita un consulto medico, per avere una diagnosi esatta.

Cisti di Bartolini

Le cisti della ghiandola di Bartolini si formano su entrambi i lati dell’orifizio vaginale. Al loro interno contengono muco e si manifestano come formazioni cistiche vulvari piuttosto voluminose. La loro sintomatologia è data da irritazione vulvare, dispareunia, sensazione di dolore nella deambulazione e asimmetria vulvare.

Le cisti in alcuni casi danno luogo ad ascessi, piuttosto dolorosi e di colore rossastro. In questo caso, il trattamento richiede il drenaggio con o senza resezione. Inoltre, in caso di ascessi, si rende necessario seguire una terapia antibiotica. Queste cisti interessano maggiormente le donne di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Con l’aumentare dell’età, si presentano in rari casi.

Ghiandole di Bartolino gonfie e infiammate

Molto spesso, le cisti del Bartolini sono asintomatiche. Quelle di dimensioni più sostenute, però, generalmente, provocano una sensazione di fastidio nella deambulazione o quando si sta sedute. La sensazione diventa poi dolore durante il rapporto sessuale. In alcune donne, la cisti può interessare un solo lato e si localizza in prossimità dell’orifizio vaginale. Le cisti interessano le grandi labbra del lato colpito e portano ad una evidente asimmetria vulvare. in caso di ascessi, spesso, si manifesta anche febbre e le labbra vaginali possono apparire eritematose. Per eseguire una diagnosi esatta del problema, bisogna sottoporsi ad un attento esame medico. Se si sospetta che la causa sia associata ad una malattia trasmessa sessualmente, viene prelevata una piccola quantità di secrezione vaginale da esaminare. Nelle donne con più di 40 anni, si esegue la biopsia, per escludere il cancro vulvare.

Rimedi naturali per sgonfiarle

Nella maggior parte dei casi, le cisti delle ghiandole di Bartolini non richiedono particolari trattamenti se restano di dimensioni ridotte. Se diventano sintomatiche o si formano ascessi, si può rendere necessario un intervento chirurgico di incisione e drenaggio con catetere, o escissione della ghiandola, bartolinectomia.

Uno dei rimedi naturali più semplici da seguire, tuttavia, è quello di fare dei bagni di acqua calda, più volte al giorno, immergendovi il corpo.

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