Aborto

Si definisce aborto quel processo fisiologico o medico che porta all’interruzione di una gravidanza. Posto che l’aborto indotto dipenda da una decisione della donna, per quel che riguarda l’aborto spontaneo le cause possono invece essere svariate.

Secondo recenti ricerche scientifiche, oltre l’80% degli aborti si verifica entro i primi tre mesi di gravidanza. Superate le 20 settimane di gestazione, le probabilità di un’interruzione spontanea della gravidanza si riducono notevolmente.

Vi sono alcuni sintomi specifici che possono segnalare un aborto. Il più comune tra questi è una perdita anomala di sangue, da lieve a consistente. Vi sono poi altri sintomi come crampi e dolori addominali, febbre, debolezza e mal di schiena.

Che cosa provoca l’aborto spontaneo?

La maggior parte degli aborti avvengono quando il nascituro presenta problemi genetici fatali. Di solito, questi problemi non sono collegati alla madre.

Altre cause includono infezioni, problemi di salute della madre come ad esempio il diabete o alcuni disturbi della tiroide. E ancora: problemi ormonali, problemi di risposte del sistema immunitario, particolari condizioni fisiche, anomalie uterine.

Inoltre, per una donna, il rischio di aborto spontaneo si alza sopra i 35 anni e se nella sua storia vi sono altri aborti.

Come viene diagnosticato e trattato un aborto?

Nel caso in cui si verifichino i sintomi sopra descritti, il medico curante eseguirà un esame pelvico, un esame ecografico e delle analisi del sangue per confermare l’aborto.

Se l’aborto è completato e l’utero risulta vuoto, non sarà necessario sottoporsi ad ulteriori trattamenti. Può accadere però che nell’utero rimangano residui del feto. In questo caso, occorrerà sottoporsi al cosiddetto raschiamento. Ovvero una procedura con la quale la cervice viene dilatata e l’eventuale tessuto fetale o placentare rimanente viene delicatamente rimosso dall’utero.

Per favorire l’espulsione del feto e/o della placenta, in alcuni casi è possibile seguire una cura farmacologica.

Per una donna in gravidanza è molto importante conoscere i sintomi e le cause che possono portare ad un aborto spontaneo. L’informazione, come sempre, è il primo metodo di prevenzione.

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