tonno in gravidanza
Alimentazione in gravidanza

Si può mangiare tonno in gravidanza?

Tra i dubbi delle future, c’è anche quello relativo a se si possa mangiare tonno in gravidanza, che sia sushi o in scatola. Gli esperti tranquillizzano in merito, dicendo che è possibile consumarlo, ma con moderazione.

Tonno in gravidanza

L’indicazione generale, riguardante la possibilità o meno di mangiare pesci di taglia grande, come tonno e pesce spada, resta quella di farne un consumo moderato. Questo perché i pesci di grosse dimensioni possono accumulare una maggiore quantità di mercurio nei tessuti, rispetto a pesci di piccola taglia. Pertanto, è consigliabile ridurre il consumo, in modo da evitare che quantità eccessive di mercurio possano essere trasmesse anche al feto.

Mangiare tonno o pesce spada, quindi, non è vietato in gravidanza, ma meglio se si possano sostituire con altri tipi di pesce. Per quel che riguarda il tonno in scatola, una rivista americana ha recentemente ribadito la pericolosità di questo alimento. La stessa, infatti, raccomandava alle donne in stato di gravidanza, di evitare l’assunzione di tonno in scatola, poiché conterrebbe una quantità di mercurio pericolosa per il bimbo in grembo.

La stessa Food and Drug Administration ha ufficializzato le sue raccomandazioni, per le donne in gravidanza, relativamente al consumo di pesce. Quanto viene indicato è che mangiare pesce fa bene alle gestanti, così come al feto. Il pesce contiene omega 3, proteine e altre sostanze importanti. Nello stesso vademecum era anche specificato come il consumo di pesce spada e sgombro reale sia da evitare per via dell’elevata quantità di mercurio presente. Nessuna indicazione specifica, invece, per quel che riguarda il tonno in scatola, così come il salmone, i gamberetti e tilapia.

Ciò a cui è fondamentale prestare attenzione nel corso dei 9 mesi di gestazione è la quantità di mercurio contenuta nel pesce. Se in eccesso il mercurio causa danni al sistema nervoso e al cervello del bambino in grembo.

I livelli di mercurio variano da specie a specie, ma anche in relazione all’area in cui il pesce sia stato pescato e al metodo di conservazione. Tutti i pesci oggi contengono metalli nocivi per l’organismo. Va sottolineato però che, a parità di peso, il tonno contiene 15 volte più mercurio del salmone.

Tonno cotto o fresco

Bisogna prestare la massima attenzione all’assunzione di mercurio che può verificarsi attraverso il tonno, anche quando si tratta di tonno cotto. Questo metallo, assunto in una fase importante dello sviluppo fetale, potrebbe rappresentare un’elevata fonte di rischio per il bambino. Meglio sostituire il tonno con pesci, la cui quantità di mercurio assorbita sia di gran lunga inferiore. Nel caso in cui si tratti di tonno fresco, non in scatola, vale la stessa raccomandazione, meglio evitare, a causa proprio del mercurio in esso contenuto.

Pesce crudo

Grande attenzione merita, tuttavia, il consumo in generale di pesce crudo, come il sushi, o che non sia ben cotto, poiché c’è il rischio di contrarre la toxoplasmosi. Un virus che ha i suoi effetti nocivi sull’organismo, ancor più nel caso di una donna in dolce attesa, soprattutto per il suo piccolo in grembo. E’ fondamentale accertarsi sempre che il pesce consumato sia freschissimo e che sia trattato e preparato seguendo le massime misure igieniche.

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