Salmone affumicato in gravidanza
Alimentazione in gravidanza

Salmone affumicato in gravidanza

Il salmone affumicato in gravidanza rientra tra gli alimenti che sarebbe da evitare, perché è a rischio listeriosi. Al contrario il salmone fresco o marinato, è un ottimo alimento, poichè è una ricchissima fonte di omega 3 e altri nutrienti importanti in grado di accrescere il livello degli acidi grassi nel sangue e nel latte della madre, chiaramente per grassi si intende il cosiddetto colesterolo buono. Allo stesso modo, tuttavia, emerge anche che un elevato consumo di salmone porti alla riduzione delle immunoglobuline, gli anticorpi che hanno il compito di tutelare il bambino da varie infezioni nel corso dei suoi primi mesi di vita. Vediamo in dettaglio i rischio sul consumo di salmone o di altri tipi di pesci durante i nove mesi di gestazione.

Salmone affumicato in gravidanza si può mangiare?

Secondo le linee guida in fatto di alimentazione, il salmone dovrebbe essere consumato più di una volta a settimana durante il periodo gestazionale. Sarebbe preferibile quello pescato, rispetto quello di allevamento, in quanto il primo contiene un maggior apporto di nutrienti fondamentali. Al contrario, in gravidanza, è assolutamente sconsigliato mangiare salmone affumicato, poiché, per il modo in cui deve essere trattato, è a rischio contaminazione da batterio di Listeria, in quanto riesce più di altri agenti patogeni ad adattarsi in determinate condizioni, causando così danni importanti al bambino in grembo.

Salmone congelato o in scatola

Studi recenti hanno messo in evidenza come il salmone pescato fresco, sia con l’utilizzo di reti che con canne da pesca, presenti un maggiore livello di nutrienti rispetto a quello d’allevamento. Pertanto, sarebbero da bandire salmone in scatola o congelato, quantomeno durante il periodo della gravidanza e durante l’allattamento.

Ricette con salmone fresco

Il salmone può quindi essere consumato anche in gravidanza, a patto che sia fresco e non affumicato e le dosi consigliati sono di circa 250 grammi a settimana. Vediamo come preparare dei gustosi piatti. Il salmone, ottimo come secondo, è perfetto se preparato al forno o in padella.

Salmone al forno

Tutto ciò che dovrete fare è lavare accuratamente i vostri tranci di salmone, metterli su della carta assorbente e asciugarli. In una ciotola versate dell’olio d’oliva per passarvi le fette di pesce da entrambi i lati. In un piatto piano, mettete del pangrattato, prezzemolo tritato, sale e pepe per impanare il salmone già oleato. Prima di metterlo in forno bisogna foderare una teglia con della carta da forno e disporre sopra le fettine. Lasciar cuocere a 180° per circa 10 minuti, poi girate delicatamente e lasciate altri 10 minuti. Servite caldo e con un po’ di succo di limone per insaporire.

Salmone in padella

Se non avete molto tempo a vostra disposizione potreste anche prepararlo in padella. Basta versare un filo d’olio do’oliva e uno spicchio d’aglio su una padella antiaderente. Lasciate cuocere per un minuto e poi togliete l’aglio. Quando l’olio sarà caldo, adagiate i filetti di salmone sulla padella e cuocete per 5 minuti, poi girateli dal lato opposto. A cottura quasi ultimata aggiungete capperi, una fetta di limone e lasciate ancora per qualche minuto. Dopodiché, aggiungete dei pomodorini tagliati a metà e fate cuocere ancora per un minuto. Condite con sale e pepe e un pizzico di prezzemolo tritato.

Salmone marinato

Se preferite un piatto più leggero potreste anche preparare il vostro salmone marinato. Importante sarà pulire bene il salmone e tagliarlo a tranci spessi e togliere le lische. A questo punto aggiungete sale, pepe ed erbe aromatiche a scelta. A parte in una terrina disponete i tranci di salmone e versate del succo di limone. Lasciate marinare per due ore circa e poi servite con un filo di olio d’oliva.

Pesce in gravidanza

Oltre al salmone affumicato durante la gravidanza sarebbero da evitare anche il pesce spada, lo sgombro, il tonno e le orate più grandi. Questo perché tali pesci contengono un livello sostenuto di mercurio, in quanto vivono più a lungo in mare e sono maggiormente esposti al contagio di questo particolare metallo. Il mercurio è decisamente pericoloso poiché altamente tossico. Il discorso però cambia per quanto riguarda il tonno in scatola poiché, solitamente, viene fatto con pesci più piccoli e che hanno quindi subito una minore esposizione al metallo in questione. L’alimentazione in gravidanza dovrebbe escludere anche i crostacei e i molluschi. I crostacei soprattutto possono essere assunti solo se si ha la certezza che siano freschi e soprattutto ben cotti, poiché potrebbero contenere batteri pericolosi. Lo stesso discorso vale anche per le aragoste, i granchi, le mazzancolle, gli scampi e astici. E’ bene, inoltre, accertarsi della loro provenienza prima di mangiarli.

Pesce cotto

Per essere certi che non vi sia alcun rischio di contaminazione è importante che il pesce sia ben cotto. In gravidanza, ad esempio, si può mangiare tranquillamente il pesce azzurro. Per cui sì ad alici, sarde e acciughe, ricchi di omega 3. Anche il merluzzo può essere consumato senza particolari problemi, l’orata di dimensioni più piccole e la spigola o il branzino, anch’essi molto indicati poiché hanno un ridotto contenuto di calorie e molto facili da digerire.

Pesce crudo toxoplasmosi

Bisogna fare molta attenzione al consumo di pesce crudo in gravidanza, poiché potrebbe nascondersi un pericoloso batterio responsabile della toxoplasmosi. Tra gli alimenti che devono essere consumati con molta cautela in gravidanza vi è anche il sushi. In realtà il sushi viene preparato con pesce portato a temperature che vanno dai -20° ai -35°, questo proprio per scongiurare qualunque forma di contaminazione. Il problema nasce dal fatto che non sempre si può avere la certezza che il sushi sia stato preparato con la dovuta attenzione al rispetto di queste regole basilari. Inoltre, se il pesce non è fresco, si va incontro alla toxoplasmosi.

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