Linfociti altissimi in gravidanza, cosa significa?

Quando si parla di linfociti altissimi in gravidanza, bisogna prestare la dovuta attenzione, poiché si tratta di cellule presenti nel nostro sangue, la cui azione è fondamentale per salvaguardare il nostro sistema immunitario.

Linfociti, cosa sono?

I linfociti sono delle cellule che svolgono un ruolo protettivo in caso di attacchi esterni. Costituiscono i globuli bianchi, suddivisi in relazione al loro contenuto in granuli. Si presentano con un nucleo dalla forma rotonda o anche ovale. Le loro dimensioni si aggirano intorno agli 8 e i 12 macron. Sono presenti nel sangue e appartengono al gruppo dei globuli bianchi, leucociti. I granulociti sono quelli che contengono i granuli, mentre, i monociti e i linfociti ne sono privi. Si distinguono in due tipi, in relazione al tessuto in cui avviene la loro maturazione, B per il midollo osseo, T nel timo. L’andamento della loro concentrazione rivela il corretto o squilibrato andamento della salute del nostro organismo.

I linfociti, insieme ai monociti, si occupano di gestire e contrastare la presenza di germi e altre sostanze estranee al nostro organismo. Producono sostanze che possono rendere il corpo immune a determinate patologie. Un rapido incremento nel numero di linfociti nel sangue indica un processo patologico in corso.

I valori

Per essere considerati nella normalità, i valori dei linfociti devono essere compresi tra 1.5 e 3.5 x 10(9)/l. Chiaramente, gli intervalli di riferimento possono differire da un laboratorio di analisi ad un altro. Per cui, è indicato parlare sempre con il proprio medico di fiducia dopo aver effettuato gli esami del sangue, per capire i valori dei globuli rossi e quelli dei globuli bianchi o neutrofili. Normalmente, i linfociti mostrano una quota che oscilla tra il 20 e il 40% dei leucociti.

Linfociti altissimi o alti

Si indica con il termine linfocitosi, la presenza di linfociti alti o altissimi nel sangue. Solitamente, questo rivela la presenza di una qualche patologia di grave entità. Quando la concentrazione supera i livelli consentiti, il soggetto può essere affetto da un’infezione di origine virale, come la mononucleosi, o un’infezione batterica intracellulare.

Le cause legate ad un incremento dei linfociti sono diverse, per cui, è fondamentale eseguire opportuni esami diagnostici per comprendere la natura del disturbo.

Inoltre, bisognerebbe ripetere gli esami ad intervalli di tempo regolare, in modo da monitorare la situazione clinica, poiché ci sono diversi fattori che possono contribuire a fornire il risultato finale. Altri fattori legati all’aumento dei linfociti nel sangue sono anche lo stress e la somministrazione di alcuni farmaci, come i cortisonici o immunosoppressori.

Linfociti bassi

Ci sono però anche situazioni in cui i linfociti sono molto bassi, inferiori ai valori ritenuti normali, per cui meno di 1.000 per microlitro. E’ senza dubbio una situazione più rara, ma che merita attento esame per capire se ci siano delle possibili malattie autoimmuni.

Linfocitosi, cause e sintomi

Tra le possibili cause alla base dei valori di linfociti alti, ci sono delle infezioni di origine virale, come la parotite, il morbillo, la mononucleosi, il citomegalovirus, particolarmente diffusa in gravidanza, oppure l’epatite A, patologia che colpisce il fegato. Possono anche esserci delle infezioni di origine batterica come la meningite, la pertosse, la polmonite, la tubercolosi. In casi più gravi potrebbe rivelare la presenza di tifo, tonsillite da streptococco.

Attenzione anche alla probabilità che si tratti di colite ulcerosa, importante patologia che colpisce gli strati superficiali della mucosa intestinale. Potrebbe anche essere il morbo di Crohon, patologia infiammatoria cronica a carico dell’intestino.

Oppure, ancora, il morbo di Addison, malattia rara cronica che attacca la parte esterna delle ghiandole surrenali, riducendone la funzionalità. Potrebbe anche trattarsi di toxoplasmosi, oppure di malattie tumorali, quali la leucemia linfatica e il mieloma.

Linfociti altissimi, quando preoccuparsi

Come già indicato, le ragioni alla base di un elevato livello di linfociti nel sangue, può essere legato ad una grande varietà di fattori. Da ragioni molto lievi, sino ad infezioni piuttosto serie e malattie autoimmuni che causano infiammazioni croniche e cancro del sistema linfatico. Ad esempio, la leucemia linfocitaria acuta è un tumore a carico del midollo osseo. In questo caso, però, oltre ai linfociti alti, i sintomi includono anche linfonodi gonfi, febbre, sangue dal naso, infezioni, dolori alle articolazioni e sanguinamento gengivale. Ecco quindi che dinanzi a tutta una serie di simili sintomi, è bene preoccuparsi e rivolgersi in breve tempo ad un medico, per poter cominciare ad intervenire con una terapia adeguata.

Terapia in caso di linfociti altissimi

La terapia indicata nel caso di linfociti altissimi nel sangue, chiaramente, varia in relazione a quella che viene individuata come causa scatenante. Dopo aver eseguito una diagnosi completa, in risposta ai risultati, vengono prescritti dei farmaci, che possono essere semplici antinfiammatori, o antibiotici e agenti antivirali. Obiettivo di qualunque terapia è quello di normalizzare i livelli dei linfociti. Fondamentale anche adottare un corretto stile di vita, con abitudini sane e regolari. L’alimentazione è fondamentale per mantenere un corretto stato di salute. Per cui bisogna eliminare dalla dieta tutti quegli alimenti che causano problemi al sistema immunitario e nervoso. Per cui, no agli zuccheri, alle farine bianche, al latte e derivati, no anche al fritto. Meglio optare per frutta, verdure, semi e cereali. Altrettanto importante anche ridurre al minimo i livelli di stress e tensione, poiché creano scompensi nel sistema immunitario.

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