Perdite di sangue in gravidanza

Le perdite di sangue in gravidanza sono del tutto normali durante le prime settimane per impianto dell’ovulo. Qualora si verificassero nel corso della gestazione è opportuno consultare un medico, poiché potrebbe trattarsi di un aborto spontaneo. Vi sono, tuttavia, anche altre cause legate a leggere perdite di sangue, come le infezioni o le irritazioni vaginali. In ogni caso è sempre consigliabile consultare il proprio ginecologo per valutare la situazione.

Perdite di sangue

Le perdite ematiche vaginali possono essere sintomo di svariate cause. Uno dei fattori più comuni è quello legato all’inizio di una gravidanza, solitamente durante le prime settimane, dovute proprio all’impianto dell’ovulo. Spesso, si possono verificare prima o dopo il ciclo mestruale, oppure durante un rapporto sessuale, nel corso del periodo di ovulazione o in menopausa. Le cause di queste perdite sono diverse. Molte donne hanno perdite ematiche durante la gestazione, in questo caso è elevato il rischio di un aborto spontaneo in corso o imminente, per cui, è fondamentale avvisare subito il proprio ginecologo. In alcuni casi possono essere legate a delle infezioni nall’area vaginale, anche in tal caso, è necessario consultare il proprio medico che richiederà di effettuare un tampone vaginale per capire quale trattamento sia più indicato. Pertanto, va sottolineato che perdite vaginali ematiche, al di fuori del regolare ciclo mestruale, richiedono un’adeguata diagnosi. Inoltre, una durata eccessiva può essere sintomo di una problematica fisiologica che necessita di un controllo attento da uno specialista.

Prima o dopo il ciclo

Per spotting premestruale si intende una leggera perdita ematica pochi giorni prima del regolare ciclo, solitamente dovuta a bassi livelli di progesterone. In questo caso, dopo aver consultato il proprio ginecologo, si potrebbero assumere degli integratori. Questo spesso può essere associato a forti periodi di stress che portano inevitabilmente a disfunzioni ovariche, oppure a un ciclo privo di ovulazione.

Mentre le perdite di sangue dopo il ciclo sono da valutare attentamente. Un leggero spotting dopo il ciclo può verificarsi se si assume la pillola anticoncezionale. Tuttavia, se le perdite di sangue dovessero protrarsi per più di una settimana è fondamentale effettuare una visita dal ginecologo poiché potrebbero esserci infiammazioni a carico dell’utero o delle tube, virus sessualmente trasmissibili, piccole lesioni da rapporti sessuali, una spirale messa in posizione sbagliata, ovaio policistico, fibromi uterini, vaginite, endometriosi o tumori.

In gravidanza

Perdite ematiche di colore scuro, marroni, si possono notare a inizio gravidanza, molto spesso si riscontrano qualche giorno prima rispetto del normale ciclo mestruale. Si tratta in questo caso di perdite da impianto, date dall’annidamento dell’embrione nella parete uterina. Sono lievi perdite di cui non bisogna affatto preoccuparsi. Nel corso della gravidanza, potrebbe capitare di notare delle lievi macchie marroni sullo slip, ma se sono sporadiche, non è necessario allarmarsi. Sono solitamente legate a un rapporto sessuale o in seguito a una visita fatta dal ginecologo, per cui qualche capillare potrebbe essersi rotto. Nel caso comune a molte donne in cui si dovesse soffrire di stitichezza in gravidanza, è molto probabile che siano dovute a piccole ragadi o emorroidi.

Primo trimestre

Durante i primi tre mesi di gravidanza, è assai comune trovare sullo slip piccole macchie di sangue, spesso molto scuro. Nessun allarme, poiché sono dovute a rapporti sessuali o rottura di capillari dopo una visita ginecologica. Spesso possono anche associarsi a normali cambi ormonali. In altri casi potrebbero essere semplici false mestruazioni, perdite ematiche proprio nei giorni in cui vi sarebbe dovuto essere il ciclo. Durano poco tempo, al massimo un giorno. Se però dovessero essere abbondanti e durare a lungo, è fondamentale consultare il medico perché potrebbe esserci una minaccia di aborto oppure il verificarsi di aderenze uterine della placenta.

Secondo trimestre

Durante il secondo trimestre di gestazione, qualunque perdita ematica, deve necessariamente essere riferita al proprio ginecologo. Tuttavia, se si trattasse di perdite di colore marrone senza dolori nella zona pelvica, non dovrebbe allarmare in maniera eccessiva. Se si tratta di perdite di colore rosso vivo, abbondanti e accompagnate da dolori addominali, bisogna precipitarsi dal medico o un pronto soccorso per avere immediate cure.

Terzo trimestre

Durante l’ultimo trimestre di gestazione, le perdite ematiche vaginali possono nascondere il rischio della placenta previa, fenomeno non molto comune, ma che si verifica proprio in questa fase della gravidanza. Questa si caratterizza per una posizione anomala della placenta, posta tra la cervice e il feto che potrebbe causare emorragie molto pericolose. E’ difficile da rilevare perché si manifesta senza alcun sintomo particolare e le perdite possono verificarsi proprio in prossimità della data del parto, spesso anche sotto forma di muco contenente piccole quantità di sangue. La placenta previa può portare a un parto pretermine, per cui è necessario rivolgersi al proprio ginecologo.

Cause e conseguenze

Oltre alla placenta previa, già indicata, le perdite ematiche vaginali in gravidanza, possono associarsi anche a un distacco della placenta, evento raro che si verifica nelle ultime 12 settimane, con conseguenze spesso fatali sia per la madre che per il feto. In questo caso, si tratta di perdite molto intense e abbondanti, simili a un normale ciclo con dolori nella parte addominale e contrazioni simili a quelle che si hanno durante il travaglio. In tali casi, l’unica cosa che si possa fare è andare immediatamente presso un nosocomio.

Cura

Nel caso in cui le perdite di sangue vaginali siano legate a fattori di stress in gravidanza, è opportuno rallentare un po’ i propri ritmi quotidiani e dedicarsi a del sano relax. Dietro consulto medico si possono anche assumere vitamina C, K ed E, o del Magnesio che aiutano a ritrovare energia.

Nel caso in cui le perdite siano dovute al rischio di minaccia di aborto, purtroppo, l’unica cosa che si possa fare è mettersi un po’ a riposo e assumere appunto il magnesio, utile a favorire un rilassamento della muscolatura uterina.

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