Pubalgia in gravidanza
Disturbi e malattie

Pubalgia in gravidanza

La pubalgia in gravidanza non è un disturbo grave, ma può risultare molto fastidioso per le donne che ne soffrono, fino a comprometterne le normali attività quotidiane. Esistono però dei modi per alleviarla.

Pubalgia in gravidanza

La pubalgia è un disturbo tipico degli sportivi, ma in gravidanza colpisce circa una donna su dieci. Anche se le cause sono diverse da quelle della pubalgia di chi pratica sport, i sintomi sono molto simili. Di solito compare a partire dal sesto mese di gravidanza, ma in alcuni casi più rari può accadere già dalla fine del primo trimestre.

La pubalgia in gravidanza dipende da un rilassamento fisiologico dei tessuti muscolari causato dalla relaxina, uno degli estrogeni prodotti durante la gestazione. La relaxina prepara il corpo della madre al parto, per agevolare la fuoriuscita del bambino. Tuttavia, questo rilassamento aumenta la pressione esercitata dal peso della pancia sulle articolazioni, favorendo la comparsa di pubalgia, dolore alla schiena e sciatica.

Pubalgia in gravidanza sintomi

I sintomi della pubalgia possono cominciare con un fastidio al basso ventre e al pube. A volte può anche trattarsi di una sensazione di bruciore. Con il passare dei giorni il fastidio peggiora fino a trasformarsi in un dolore che si estende fino all’interno coscia e alla parte bassa della schiena. Questo dolore rende difficili anche attività quotidiane come camminare, salire le scale, restare a lungo in piedi o sedute, accavallare le gambe, infilare le calze o girarsi nel letto.

Pubalgia in gravidanza come curarla

Purtroppo questo tipo di pubalgia non si può curare, ma esistono pratiche per alleviarne il fastidio. Ad esempio mettere un cuscino tra le gambe quando si riposa può dare sollievo. È bene cercare di mantenere le gambe in posizione simmetrica e parallela, soprattutto quando si è a letto. Anche mettere un cuscino sotto il sedere quando si è seduti può aiutare. È possibile ricorrere a una guaina, purché non sia troppo stretta e rigida, per non bloccare la circolazione del sangue.

Per limitare il dolore, i medici consigliano di evitare movimenti bruschi e tenere il proprio peso sotto controllo. Inoltre, non bisogna trasportare carichi pesanti o restare troppo a lungo nella stessa posizione. Quando si resta per molto tempo in piedi, è bene cercare di poggiarli entrambi  a terra ed evitare di indossare scarpe con il tacco. Fare attività fisica, anche prima dell’inizio della gravidanza, è un buon modo per prevenire la comparsa del disturbo e mantenere i muscoli tonici. In particolare si consigliano nuoto, yoga e pilates, di cui esistono molti corsi dedicati alle donne in gravidanza.

In caso di dolore intenso, si può applicare una borsa del ghiaccio sulla zona dolorante. Anche un bagno caldo può aiutare. In generale è meglio evitare i farmaci, soprattutto le pomate a base di cortisone. Se il disturbo persiste, la cosa migliore è rivolgersi al proprio medico, che potrà prescrivere del paracetamolo per calmare il dolore.

Pubalgia dopo il parto

Di solito la pubalgia non dà problemi al momento del parto e si risolve spontaneamente subito dopo. In alcuni rari casi il disturbo continua per qualche tempo, ma generalmente non oltre i tre mesi, il tempo per permettere ai muscoli di riacquistare la loro tonicità e alle articolazioni di riassestarsi.

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