ragadi
Disturbi e malattie

Ragadi anali, al seno ed emorroidi in gravidanza

Le ragadi e le emorroidi sono un disturbo molto frequente soprattutto in gravidanza e provocano intenso dolore, ma anche emorragia e prurito. Solitamente si parla più comunemente di ragadi alle mani o ragadi ai piedi, durante il periodo invernale. Discorso a parte meritano, invece, le ragadi anali che si sviluppano per lo più nelle donne durante i mesi di gravidanza.

Ragadi anali

Le ragadi all’ano sono patologia molto frequente che porta con sé dolori intensi durante la defecazione. Tra i sintomi più comuni vi sono il bruciore anale, un forte dolore all’ano, con conseguente sanguinamento anale ,e prurito . Si tratta, pertanto, di un disturbo da non sottovalutare perché si corre il rischio che diventi cronico. A tal fine proprio per prevenire tali nefaste conseguenze si può prestare particolare attenzione alla dieta quotidiana privilegiando alimenti ricchi di fibre, bere moltissima acqua, mangiare regolarmente frutta e verdura, evitare cibi piccanti e chiaramente svolgere un’adeguata attività fisica.

Ragadi anali in gravidanza

Il disturbo di ragadi anali ed emorroidi in gravidanza vengono spesso affrontati come se si trattasse di un tabù, il che rende difficile spesso avere le adeguate informazioni per gestire al meglio tale problema. Il ginecologo, ma anche il medico di famiglia, sono i principali referenti da consultare per scongiurare ogni possibile cronicizzazione del problema. Vi sono, tuttavia, da non sottovalutare dei fattori di rischio, come l’insufficienza venosa, la stitichezza che in gravidanza diventa più frequente, un insufficiente movimento fisico e l’obesità.

Ragadi e parto

Per tutto il periodo della gestazione, con particolare attenzione al terzo mese, è più alto il rischio nelle donne di sviluppare appunto le ragadi vaginali e anali, in alternativa queste potrebbero presentarsi durante il parto, proprio per via dell’eccessivo sforzo fisico cui è sottoposta la donna per permettere al bambino di nascere. E’ tuttavia consigliabile far valutare dal proprio medico il problema. Solitamente le ragadi hanno un decorso assai rapido, sebbene vi sia il rischio di recidive. È inoltre opportuno rivolgersi al medico per un adeguato consulto.

Ragadi seno in gravidanza

Durante la gravidanza le ragadi possono svilupparsi anche sul seno nella forma di piccoli taglietti o di escoriazioni o abrasioni, generalmente a carico del capezzolo. Non si tratta chiaramente di lesioni importanti sulla cute, ma i disturbi a esse connessi provocano dolore, in modo più sostenuto quando il neonato è attaccato al seno. In alcuni casi si possono anche verificare dei sanguinamenti.

Allattamento al seno

Nei mesi successivi al parto, al fine di prevenirle o per fare in modo che guariscano più facilmente, è opportuno fare attenzione alla corretta posizione del neonato durante l’allattamento al seno. La madre deve trovare la giusta posizione, sdraiandosi o anche da seduta, in questo modo il bambino eviterà di sollecitare il capezzolo continuamente nello stesso tratto. Fate tuttavia molta attenzione a rivolgere la testa del bambino in direzione del seno, mentre il collo dovrà restare sempre girato.

Come curare le ragadi

Tra i rimedi più comuni per  alleviare i disturbi vi è, anzitutto, una particolare attenzione al proprio stile di vita e alimentazione. È importante seguire un regolare attività fisica, mangiare alimenti che contengono un adeguato apporto di fibre, bere molta acqua e mantenere il peso equilibrato. Durante la defecazione evitare di accentuare lo sforzo fisico, perché questo porta più facilmente ai casi di sanguinamento. Se il dolore dovesse essere eccessivo è consigliabile utilizzare degli anestetici a uso topico a base di hamamelis oppure dei derivati della liquirizia che presentano un forte effetto antinfiammatorio e cicatrizzante che possono tranquillamente essere assunti in gravidanza.

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