Sangue nelle urine in gravidanza: cause, sintomi e conseguenze

Notare tracce di sangue nelle urine (ematuria) può essere sintomo di virus patogeni in atto, quali cistite o uretrite. Queste infiammazioni interessano sia la vescica che l’uretra e possono essere causate da funghi o batteri. Durante la gravidanza questi virus approfittano del calo fisiologico delle difese immunitarie dell’organismo per agire. L’esame dell’urina è senza dubbio uno dei test che più frequentemente bisogna eseguire durante la gestazione. La presenza di emazie nelle urine potrebbe anche indicare problemi connessi con la funzionalità dei reni.

Sangue nelle urine sintomi

Uno dei sintomi più comuni nelle donne che notano la presenza di grumi di sangue nelle urine sono un forte senso di bruciore proprio durante la minzione, necessità fisiologica di urinare molto spesso e un colore di urine più scuro per appunto la presenza di emazie. Non sempre è possibile vedere a occhio nudo le urine con sangue, a volte è necessario un attento esame al microscopio, mentre altre volte le tracce sono più consistenti.

Sangue nelle urine cause

Una delle cause più probabili connesse è la cistite. Non si tratta di un disturbo particolarmente grave, ma necessita delle opportune cure con somministrazione di antibiotici che siano compatibili con la gestazione, per evitare che il virus risalga verso i reni. Un’altra possibile causa dell’ematuria è la presenza di calcolosi (o renella), per cui durante le coliche si potrebbe notare la presenza di eritrociti nelle urine. Se si dovesse urinare sangue nel periodo di gestazione, ciò potrebbe anche essere dovuto al peso esercitato dall’utero sulla vescica, con la rottura dei capillari. E’ importante in ogni caso consultare il proprio ginecologo per qualunque sintomi desti preoccupazione.

Renella

La renella (o sabbia renale) è una forma non grave di calcolosi. I calcoli non sono altro che un insieme di piccole aggregazioni di sali minerali che si originano nei reni e da qui possono andare a finire nella vescica, causando coliche o problemi di minzione. Non si tratta di veri e propri calcoli renali, per via delle loro piccole dimensioni ridotte e della loro consistenza e aggregazione. Solitamente la renella è formata da acido urico e ossalico, una composizione che le conferisce una colorazione rosso-giallastra.

Cistite

La cistite, come già detto, è un’infiammazione che interessa la mucosa vescicale ed è causata da una eccessiva proliferazione di microrganismi batterici. Tale disturbo è molto comune tra le donne di età compresa tra i 20 e i 40 anni, tende ad aumentare in concomitanza con la gravidanza e non risparmia neanche le donne in menopausa. Tra i vari sintomi vi è esigenza di urinare spesso e un intenso bruciore e fastidio durante la minzione.
La frequenza di rapporti sessuali, l’uso eccessivo di antibiotici, una predisposizione genetica, periodi di forte stress emotivo, l’utilizzo di creme spermicide e del diaframma sono tutti elementi che contribuiscono al suo manifestarsi, poiché alterano la flora batterica vaginale, favorendo l’azione dei batteri.

La cistite può colpire anche i soggetti di sesso maschile. In tal caso i fattori che predispongono a quest’infezione sono i calcoli renali e l’ipertrofia prostatica. Per contrastarla è importante bere molta acqua, in modo da favorire la diuresi e l’eliminazione delle colonie di batteri. Anche gli infusi e le tisane possono essere un valido aiuto, come quelle al mirtillo rosso, ricco di flavonoidi, così come l’uva ursina, dall’elevata attività antimicrobica e antisettica.

[easyazon_infoblock align=”none” identifier=”B01DSVXDW4″ locale=”IT” tag=”battesibebe-21″]

Sangue nelle urine in gravidanza

L’esame dell’urina è uno dei test più comuni in gravidanza per valutare la presenza di eventuali infezioni alle vie urinarie e scongiurare la presenza di altre particolari patologie come la preeclampsia. A questo esame è spesso associata anche l’urinocoltura, in modo da isolare l’agente patogeno responsabile dell’infezione. Attraverso l’antibiogramma è poi possibile stabilire quale sia l’antibiotico più indicato in risposta al quadro clinico della paziente.

Solitamente si richiede l’urinocoltura quando si presentano sintomi quali sangue nelle urine e bruciore durante la minzione, oltre a un incremento nella necessità di urinare. Durante la gravidanza la donna è particolarmente esposta al rischio di attacco da virus patogeni per un fisiologico abbassamento delle difese immunitaria e batteri, alcuni dei quali sono di origine intestinale, come l’escherichia coli. Per cui ciò a cui bisogna prestare attenzione è la presenza di coaguli di sangue nelle urine, in tal caso è fondamentale consultare il medico, che indicherà il da farsi.

Come prepararsi all’esame

Affinché il risultato del test possa essere valido è importante che il campione venga prelevato nella prima mattina, utilizzando un apposito barattolo sterile. Va scartato però il primo getto perché si tratta di urina che è rimasta a lungo nell’uretra, mentre, bisogna prendere l’ultimo getto proveniente dalla vescica e privo di contaminazioni che potrebbero venire dall’esterno. Il campione raccolto deve necessariamente essere analizzato entro un’ora, se questo non fosse possibile, bisognerà conservarlo in frigo perché non venga alterato. Allo stesso modo, se il percorso per giungere al laboratorio delle analisi richiede troppo tempo, sarà meglio effettuare il prelievo di campione presso lo stesso laboratorio.

Macroematuria e microematuria

Per macroematuria si intende la presenza di sangue nelle urine in una quantità tale da renderle di colore intenso. Le differenti tonalità del colore delle urine possono in qualche misura indicare quale potrebbe essere la sede del sanguinamento stesso. La microematuria è la presenza di globuli rossi nelle urine che può essere rilevata solo con un attento esame al microscopio. Se, alla valutazione dell’esame, i  globuli rossi fossero più di 3, si tratta di microematuria patologica, se inferiori a 3, potrebbe trattarsi semplicemente di microematuria fisiologica, per cui non vi è necessità di ulteriori esami. Le ematurie possono essere causate da una malattia sistemica, una disfunzione renale o altre particolari alterazioni.

Aspetto delle urine

L’aspetto e la colorazione delle urine serve a stabilire il grado della gravità della patologia. Pertanto, si può stabilire una forma di ematuria iniziale, se il sangue fuoriesce solo all’inizio della minzione, ma poi le urine diventano chiare, in tal caso la patologia potrebbe essere a livello dell’uretra o della prostata. Vi è
poi una forma di ematuria terminale se il sangue compare a fine minzione. Il problema in questo caso potrebbe essere a livello vescicale. Parliamo di ematuria totale se il sangue fosse presente lungo tutto l’arco della minzione e in questo caso non si può distinguere una specifica sede del problema, ma potrebbe essere originato nel rene, nell’uretere o nella vescica.

Pseudoematuria

Nelle donne le urine possono apparire di colore alterato per via del sangue presente all’interno della vagina. In tal caso, sarà necessario prelevare un campione di urine, attraverso un tampone vaginale. Nel caso di urine di colore rossastro che non sia causato dalla presenza di sangue si parla di pseudoematuria. Questa condizione può essere data dall’alimentazione, da un eccessivo consumo di barbabietole,  mirtilli, rabarbaro, coloranti alimentari o particolari lassativi e farmaci antidolorifici.

Sangue nelle urine uomo

Se la presenza di sangue nelle urine interessa l’uomo è probabile che la causa debba essere ricercata a livello dei reni, degli ureteri, oppure ancora della prostata. In ogni caso, bisogna valutare con attenzione da cosa sia data tale ematuria, poiché in alcuni casi potrebbe semplicemente essere data da una
semplice infiammazione a carico delle vie urinarie, ma in altri casi, potrebbe essere un campanello d’allarme per indicare la presenza di patologie ben più gravi come un tumore al rene o alla vescica.

Monitorare la preeclampsia

La presenza di proteine all’interno delle urine durante la gestazione potrebbe rivelare la presenza di preeclampsia: è una condizione molto importante che si manifesta solitamente durante il terzo trimestre, accompagnandosi a ipertensione e livori ed edemi alle gambe. Se nelle urine si riscontra la presenza di proteine per un livello superiore a un grammo, è certa la presenza di preeclampsia. Nel caso in cui vi fossero proteine nelle urine, durante o prima della 20 settimana, ciò potrebbe indicare che vi siano problemi a carico dei reni.

Monitorare il diabete gestazionale

Nel caso in cui i livelli di glucosio nelle urine durante la gravidanza sia particolarmente elevato, il ginecologo solitamente, richiede che si effettui il dosaggio glicemico nel sangue, in seguito a somministrazione di 50 grammi di glucosio. In questo modo, è possibile stabilire se vi sia una predisposizione alla formazione di diabete gestazionale. Nel caso in cui, anche i successivi dosaggi dovessero indicare la presenza di diabete gestazionale, sarà opportuno tenere sotto stretto controllo i valori relativi al tasso glicemico ed intervenire anche correggendo la dieta, al fine di evitare problemi per il feto.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.