Ureaplasma urealyticum: cause, sintomi, cura

L’ureaplasma urealyticum è una patologia che fa parte delle infezioni genitali ed è causata da colonizzazione e proliferazione anomala di microrganismi nell’area interessata. Questa infezione virale è causata quindi dall’attacco da parte di un batterio che appartiene al genere dei batteri ureaplasma. Ha dimensioni molto ridotte e manca di membrana cellulare. Si localizza soprattutto nel tratto genitale e può colpire le donne, ma anche gli uomini. La terapia farmacologica da seguire si basa come per tutte le patologie virale sulla somministrazione di antibiotici.

Ureaplasma urealyticum come si prende?

E’ una patologia virale che interessa i genitali ed è causata da microrganismi che sono in grado di colonizzare l’urea e formare dell’ammoniaca. Negli uomini porta alla formazione di lesioni cutanee nell’uretra, per cui si ha la cosiddetta uretrite. Mentre nella donna si sviluppa nella vagina, portando a un forte squilibrio della normale flora batterica. Tuttavia, è importante sottolineare come spesso la patologia si verifichi anche in altre zone del corpo, come nel tratto faringeo o anche nel retto. Rientra in ogni caso tra le malattie sessualmente trasmissibili. Vi sono però anche dei casi in cui questa passa dalla madre al feto proprio durante la gravidanza o nel parto.

Ureaplasma urealyticum sintomi e conseguenze

I sintomi per l’uomo sono un’infiammazione nell’area genitale, con intenso prurito e bruciore al momento della minzione. Si possono, inoltre, anche avere delle perdite di colore bianco. Da questa area può, se non curata, diffondersi anche a prostata e testicoli, con conseguenze importanti anche per la fertilità.

Nelle donne questa patologia porta a lesioni e infiammazione cutanea nell’area vaginale e anche in questo caso con bruciore spesso molto intenso durante la minzione, ma anche dolore durante i rapporti sessuali. Se non curata con adeguati trattamenti farmacolgoici, dall’area vaginale rischia di propagarsi in altre zone del corpo, interessando anche le zone più interne, con conseguenti rischi di sterilità. Con l’instaurarsi di questa patologia, le difese immunitarie possono subire cambiamenti importanti e in questo caso subentrano anche altre infezioni da batteri, quali ad esempio la clamidia.

Ureaplasma in gravidanza

L’ureaplasma può anche essere trasmessa dalla madre al feto durante la gestazione, ma vi sono in questo caso rischi ben più gravi quali quello di un aborto o nascita pretermine del bambino o altre conseguenze di salute per lo stesso. Recenti studi clinici hanno, inoltre, evidenziato come lo sviluppo di questa patologia virale in gravidanza sia legata a vari problemi quali la nascita di un bambino sottopeso o anche venuto alla luce morto.

Ureaplasma urealyticum trasmissione

La trasmissione del virus durante il parto varia in relazione al tipo di parto. La trasmissione della malattia su di un bambino nato pretermine comporta poi anche problemi importanti alle vie respiratorie o polmonari.

Ureaplasma urealyticum positivo

Un soggetto che risulti positivo alla diagnosi di ureaplasma urealyticum dovrà sottoporsi a specifici trattamenti antibiotici al fine di debellare i batteri che causano tale proliferazione anomala del virus nell’area genitale. I rischi, altrimenti, potrebbero influire gravemente sulla stessa fertilità, sia che i soggetti siano di sesso femminile che di sesso maschile. La cosa fondamentale da seguire sarà anche l’astensione dai rapporti sessuali per evitare rischi da contagio, fino a totale guarigione.

Ureaplasma urealyticum terapia

La terapia da seguire nel caso di infezioni da ureaplasma urealyticum, cosi come per quella da ureaplasma parvum si fonda sull’utilizzo di farmaci antibiotici, per lo più si tratta di tetracicline, ma anche azitromicina e doxiciclina. Sarà il medico a stabilire quale sia il trattamento più adeguato da seguire in risposta al particolare quadro clinico del paziente.

Prevenzione

Per quanto riguarda la prevenzione da questa patologia è bene osservare semplici misure igieniche, utilizzando particolari detergenti che mantengano inalterato il pH fisiologico. Sarebbero anche da evitare particolari spray igienizzanti e profumati che facilitano il proliferare di questi batteri o irritare la mucosa della vagina. E’ consigliabile, inoltre, evitare biancheria non in cotone o indumenti troppo attillati che trattenendo il calore aiutano la formazione di batteri.

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