Verruca al piede in gravidanza, come toglierla

La verruca al piede in gravidanza può manifestarsi con più facilità, proprio perché in questa delicata fase, la donna è maggiormente esposta al rischio di infezioni. La verruca, in realtà, è un’infezione da HPV, Papillomavirus. Ciò accade per via del momentaneo abbassamento delle difese immunitarie nella donna.

Verruca al piede

Le verruche non sono altro che delle lesioni, di natura benigna, che possono manifestarsi sulla cute, in qualunque parte del corpo. Tuttavia, si manifestano con maggiore frequenza su piedi, mani, che sono le zone più esposte. Possono però presentarsi anche a livello di mucosa orale, per cui in bocca e sui genitali o zona dell’ano. Sono piuttosto diffuse, tanto da rappresentare un vero e proprio problema medico, sia nei bambini, soprattutto in età scolare, sia negli adulti.

Perchè compare?

Le verruche sono la manifestazione di un attacco da Papillomavirus umano, HPV. Basta pensare che ne esistono ben 159 differenti tipologie di HPV, che si distinguono in cutanei o mucosi. Questi ultimi, mostrano una maggiore predisposizione nell’attaccare le membrane mucose causando lesioni, definiti in ambito medico come condilomi, o più comunemente verruche genitali. Essi comprendono forme di Papilloma di natura benigna o comunque a basso rischio. Vi sono però anche tipologie, indicate come oncogene, poiché in grado di portare col tempo a formazioni tumorali. Questo nel caso in cui non si dovesse intervenire in tempo con adeguati trattamenti.

Gli HPV cutanei colpiscono prevalentemente il tessuto, appunto cutaneo, causando verruche volgari e plantari oppure le verruche piane. Attenzione, perché, sia le verruche cutanee, che quelle genitali che si manifestano in gravidanza possono essere una riattivazione del virus che si è contratto prima della gravidanza. Tenendo conto dell’elevata possibilità di recidive, è opportuno sottoporre la donna a trattamento risolutivo, prima del momento del parto. Solitamente, intorno all’ottavo o nono mese, tranne i casi in cui non ci siano particolari sintomi fastidiosi come sanguinamento e prurito.

Durante la gravidanza, per trattare le verruche non sono indicate le terapie mediche o topiche, eseguite sia per bocca, sia localizzate, poiché si rischia un assorbimento sistemico. Mentre, si possono eseguire trattamenti quali la crioterapia o la diatermocoagulazione.

Differenze tra verruca e porro della pelle

Le verruche si manifestano più frequentemente su mani e piedi, ma potrebbero anche colpire altre zone del corpo, come gomiti e ginocchia. Mostrano un aspetto differente, in relazione alla zona in cui si manifestano. Possono, così, apparire filiformi,piatte, rilevate.

Le verruche più comuni sono anche dette porri e mostrano una superficie irregolare e un colore grigio-giallastro. Possono concentrarsi nell’area intorno alle unghie delle mani. Il colore varia in risposta alla quantità di punti neri presenti all’interno.

Le verruche plantari sono così definite poiché si presentano sulla pianta del piede e appaiono come un piccolo foro con attorno della pelle ruvida. Molto spesso vengono ritenute erroneamente calli. Rispetto alle verruche comuni, questo sono più morbide.

Come eliminare una verruca al piede

Esistono diversi tipi di trattamento da utilizzare per contrastare la formazione di verruche. E’ bene, soprattutto in gravidanza, rivolgersi al proprio medico per un consulto, o dermatologo, per individuare il prodotto specifico. Le terapie maggiormente usate per il trattamento delle verruche cutanee volgari e plantari su mani e piedi, usano soluzioni in gel a base di acido salicilico, in modo da esfoliare la cute. Oppure si ricorre all’uso di creme con azione antivirale e immunostimolante. Ottimo metodo potrebbe anche essere la crioterapia con azoto liquido, che si effettua in ospedale o ambulatorio medico. In ultima analisi, potrebbe essere d’aiuto l’asportazione mediante chirurgia, vale a dire la diatermocoagulazione, eseguita in anestesia locale.

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Per quel che riguarda il trattamento dei condilomi , le verruche genitali, se sono poche lesioni e di ridotte dimensioni si ricorre alla crioterapia. Mentre se le lesioni sono più importanti, è più indicata la rimozione chirurgica.

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