Ecografia morfologica e Sindrome di Down: quando farla

Tra gli esami in gravidanza l’ecografia morfologica è tra i più importanti poiché volta a controllare la salute del feto. È fondamentale monitorare la gravidanza, settimana per settimana, al fine di arrivare al nono mese nelle migliori condizioni per affrontare il parto.

Ecografia morfologica

L’ecografia morfologica si svolge come una normale ecografia trans-addominale. Può capitare che a volte il feto sia posizionato molto in basso e allora è necessario completare l’esame con un’ecografia transvaginale. Tramite questo esame è possibile raccogliere numerosi dati:

  • Tutto ciò che riguarda la testa: ovvero forma del cranio, presenza e misura del cervelletto, rilevamento del solco nasolabiale e delle orbite;
  • Cuore e torace: ovvero come è posizionato il cuore, il funzionamento dei polmoni e la presenza dell’aorta;
  • Arti e colonna vertebrale;
  • Cordone ombelicale;
  • Liquido amniotico;
  • Posizione placentale.

Una variante di questo esame è la morfologica 3d, che in genere si effettua quando la normale ecografia bidimensionale rivela una sospetta malformazione. In questo modo sarà possibile analizzare meglio il feto, ma è bene sapere che l’ecografia morfologica 3d non è in grado, da sola, di rilevare anomalie cromosomiche.

Quando farla?

La prima ecografia morfologica andrebbe effettuata tra la 19esima e la 22esima settimana di vita del feto, quindi nel secondo trimestre di gravidanza. Se non vi sono sospetti di malformazione fetale, l’ecografia successiva potrà essere effettuata direttamente nel terzo trimestre. Vi sono due livelli: il secondo è più dettagliato e serve a diagnosticare o a escludere con certezza una malformazione del feto. In caso di sospetti, quindi, sarà d’obbligo una morfologica di II livello, da effettuare in centri specializzati. A partire dalla 20esima settimana è possibile anche misurare la lunghezza del collo dell’utero con cui si individuano le donne a rischio di parto pretermine.

Ecografia morfologica precoce

Tale esame può essere in realtà effettuato anche tra la 14esima e la 16esima settimana di gravidanza e viene chiamata ecografia morfologica precoce. E’ indicata soprattutto per le donne a elevato rischio di malformazioni fetali o anche quelle in sovrappeso.

Costi

L’ecografia morfologica, essendo di routine tra gli esami in gravidanza, è effettuabile gratuitamente in qualsiasi struttura pubblica. Se si sceglie il privato, i prezzi variano dai 70 euro ai 200, in base anche al tipo di esame richiesto e al livello.

Ecografia morfologica e sindrome di Down

La malformazione più diffusa che colpisce il feto ed è riscontrabile tramite ecografia morfologica è la Sindrome di Down. Tuttavia, per quanto l’esame sia preciso e dettagliato, non può essere attendibile al 100%. La Sindrome di Down è un’alterazione cromosomica per la quale la coppia di cromosomi numero 21 è composta da tre cromosomi, invece che due. Non è una malattia, piuttosto una condizione genetica con la quale un individuo, con questo tipo di sindrome, conviverà per tutta la vita.

Morfologica e translucenza nucale

Un dato particolare esaminato durante l’ecografia morfologica è la translucenza nucale. Si tratta di una fessura presente in tutti i feti nella quale viene raccolto un liquido, ovvero la linfa. Se lo spessore della translucenza nucale aumenta potrebbero verificarsi anomalie cromosomiche o altre malformazioni del feto. Per questo si consiglia di monitorare la gravidanza, facendo tutti gli esami necessari.

Amniocentesi, villocentesi e Bitest

Gli esami che consentono di diagnosticare con certezza se il feto è affetto da anomalie sono la villocentesi e l’amniocentesi, ma è bene sapere che comportano un rischio dell’1% di aborto spontaneo. Ecco perché da qualche anno è possibile, in alternativa, effettuare un esame del sangue, chiamato bitest, che consente di analizzare il DNA fetale, e ottenerne un risultato preciso pari a quello dato dalle più invasive villocentesi e amniocentesi.

In particolare il bitest analizza il dosaggio di due specifiche proteine: quando i valori di tali proteine superano un certo dosaggio, viene diagnosticata una possibile malformazione e solo a quel punto la villocentesi e l’amniocentesi sono necessarie. Prima di sottoporsi a qualsiasi tipo di esami in gravidanza, consultate sempre il vostro ginecologo di fiducia e fatevi consigliare.

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