test di coombs
Esami in gravidanza

Test di Coombs positivo o negativo in gravidanza: cosa fare?

Cos’è il test di Coombs? È un esame da fare in gravidanza e serve a verificare se vi è incompatibilità tra feto e mamma a livello ematico. Un’eventuale incompatibilità di sangue potrebbe portare nei casi più gravi a una morte intrauterina a seguito della cosiddetta anemia o malattia emolitica del feto. Ciò si verifica quando il sangue dei due genitori è incompatibile e il feto eredita quello del padre. In particolar modo quando vi è differenza di fattore Rh tra i due gruppi sanguigni.

Test di Coombs in gravidanza

Il test di Coombs quindi deve essere fatto durante le prime settimane di gravidanza per conoscere quante probabilità ci siano che il feto erediti il sangue paterno. Gli eventi di un’eventuale incompatibilità sono che l’organismo materno cominci a generare degli anticorpi anti-D per contrastare ed eliminare il sangue del feto, considerato come un estraneo. Di norma si consiglia di eseguirlo entro la 16 esima settimana di gravidanza.

Test di Coombs diretto e indiretto

Il Test di Coombs indiretto consiste nel prelevare un campione di sangue dalla futura mamma: si consiglia soprattutto quando la madre ha un gruppo sanguigno Rh negativo mentre il padre ha Rh positivo. In questo caso è assai probabile che il feto erediti il sangue paterno e che la madre sviluppi l’antigene contro il piccolo organismo. Inoltre, per le gestanti Rh negativo il test viene ripetuto ogni mese.

Test di Coombs indiretto positivo e negativo

L’esame rileva eventuali anticorpo liberi nel siero. In genere l’esame dà come esito test di Coombs indiretto negativo quando non vengono trovati anticorpi che possano dare una reazione. Qualora dovesse risultare positivo si procede col fare controlli sul padre e si decide la profilassi da seguire.

Test di Coombs diretto positivo e negativo

Il test di Coombs diretto, invece, rileva eventuali anticorpi sulla superficie dei globuli rossi. Se sarà negativo vorrà dire che non ci saranno anticorpi attaccati ai globuli rossi, se, invece, sarà positivo l’esame li rileverà. In caso di esito positivo: maggiore sarà la reazione maggiore sarà la concentrazione di anticorpi.

Cosa fare se è positivo

Il fatto che l’esito sia positivo non vuol dire che vi sia incompatibilità tra sangue materno e sangue del feto. Bisogna, infatti, procedere con ulteriori accertamenti. L’esito positivo, infatti, può dipendere da:

  • reazione a trasfusione,
  • reazione autoimmune,
  • uso di farmaci,
  • infezioni,
  • incompatibilità sanguigna.

Test di Coombs positivo dopo amniocentesi?

Quando si esegue l’amniocentesi  viene immessa l’immunoglobina anti D alla futura mamma: ciò altera il risultato per un paio di settimane facendolo risultare positivo.

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