Cordone ombelicale: donazione, conservazione, medicazione

Il cordone ombelicale è il legame tra la mamma e il suo bambino per i nove mesi di gravidanza oltre che essere il collegamento tra feto e placenta che viene reciso al momento della nascita. Infine, serve a nutrire il feto mentre è nel grembo materno durante la sua permanenza nella pancia. Dopo la nascita viene reciso e ciò che resta come cicatrice è quell che tutti conosciamo appunto come ombelico!

Cordone ombelicale neonato

Il cordone ombelicale ha una consistenza gelatinosa, ha una lunghezza di circa 60 centimetri, uno spessore di 2 ed è di colore biancastro. E’ costituito da tre vasi sanguigni, che sono nello specifico una vena e due arterie. Il compito della vena è quello di portare il sangue, ricco di nutrienti utili, e il sangue ossigenato dalla placenta al feto. Le due arterie, invece, portano il sangue non ossigenato dal feto alla placenta. Le due arterie sono poste intorno alla vena e a una delle due estremità è collegato alla placenta, mentre l’altra termina all’interno dell’ombelico del bambino.

Lunghezza cordone ombelicale

Nel corso delle settimane di gestazione il cordone si allunga e si sviluppa. Raggiunge la sua naturale estensione intorno alla metà del secondo mese di gravidanza ed è pienamente funzionale al termine del primo trimestre. Mediamente misura 60 cm, ma vi sono cordoni che possono anche giungere al metro e mezzo.

Composizione

E’ costituito da una membrana gelatinosa molto elastica e difficile da comprimere, ciò permette al feto di muoversi tranquillamente in totale libertà. Il sangue che vi è all’interno del cordone contiene le cellule staminali, fondamentali per la ricerca scientifica e la cura di molte patologie, per questo viene donato e conservato.

Caduta cordone ombelicale

Il cordone viene reciso dopo la nascita del neonato a una misura di circa dieci centimetri. Una volta tagliato, deve essere racchiuso con un elastico o una molletta di plastica in una garza sterile. Seguirà nei giorni successivi un’attenta medicazione. Il primo respiro del bimbo appena nato e il taglio del cordone trasformeranno la circolazione sanguigna del neonato, dando così inizio alla doppia circolazione, quella venosa e quella arteriosa, fondamentali per la sua stessa vita. Da questo momento in poi, il bambino può respirare autonomamente e staccarsi dalla madre. Quando cade il cordone ombelicale? Solitamente il distacco del cordone ombelicale reciso, più propriamente detto moncone, avviene nel giro di una o due settimane, dopo che si è essiccato.

Cosa fare se non cade

Quello che resta del moncone generalmente cade nell’arco di due settimane, ma in genere anche tra il quinto e decimo giorno dalla nascita. I vasi restanti nel tratto reciso si trombizzano e il cordone si essicca. Tuttavia, ogni neonato segue i suoi tempi ed è quindi  possibile che il moncone richieda tre settimane prima di cadere. Se il moncone non cade entro tre settimane, molti pediatri prescrivono delle creme cicatrizzanti. Questo può essere dovuto, in alcuni casi, a un’infezione in corso. In tal caso, è opportuno consultare il pediatra che prescriverà degli antibiotici.

Cellule del cordone ombelicale

All’interno del cordone ombelicale ci sono le cellule staminali, vale a dire cellule in grado di generare globuli rossi, bianchi e piastrine, fondamentali per la formazione di tutti gli organi. Per questo oggi è importante che il cordone venga conservato e donato. Il sangue cordonale al momento della nascita è una fonte di cellule staminali emopoietiche, una ricchezza per la scienza e la cura di molte gravi patologie del sangue, quali la leucemia, i linfomi, la talassemia. Inoltre, le cellule staminali del cordone, in caso di trapianto di midollo osseo, comportano un minor rischio di rigetto nel caso in cui non vi sia perfetta compatibilità tra donatore e ricevente.

Donazione cordone ombelicale pro e contro

Donare il cordone ombelicale è un atto di responsabilità verso la tutela della vita, poiché aiuta la ricerca a curare diverse patologie del sangue, proprio perché ricco di cellule staminali. Cosa accade esattamente quando i genitori decidono di donare il sangue del cordone ombelicale? Innanzitutto è bene sapere cos’è il clampaggio. Una volta che il bambino è nato e poco prima che venga espulsa la placenta, l’ostetrica dovrà clampare il cordone per estrarre il sangue che è contenuto all’interno dei vasi. E’ chiaro che, prima si recide il cordone, più sangue è possibile ricavare. Ed è proprio questo il problema legato ai dubbi sollevati in merito alla donazione del cordone.

Attualmente vi sono critiche riguardanti il prelievo del sangue contenuto nel cordone, poichè questa pratica riduce l’apporto di sangue al neonato nella fasi finali del parto. In realtà prima che il cordone venga reciso si dovrebbe attendere almeno tre minuti, tempo utile al passaggio di sangue nel cordone, fondamentale al neonato per tutelarlo da molte malattie.

Le associazioni sottolineano che la legatura e la recisione del cordone deve avvenire non prima che sia trascorso almeno un minuto. Questo perché la circolazione non si interrompe nel momento in cui il bambino nasce, ma prosegue per alcuni minuti durante i quali, le contrazioni dell’utero spingono il sangue presente nella placenta verso il neonato, la cosiddetta trasfusione placentare. Un passaggio di sangue di circa 80-100 ml ricco di 60 agli 80 mg di ferro, utile a garantire una scorta per il bambino nei successivi 6 mesi di vita.

È necessario, inoltre, che la raccolta del sangue cordonale al momento della nascita del bambino non interferisca con le cure necessarie che devono essere prestate alla madre e al neonato.

Conservazione cordone ombelicale

In Italia vi sono 19 banche per la raccolta del sangue cordonale e 320 punti nascita convenzionati per la conservazione cordone ombelicale. Le banche sono collegate tra loro, in modo da formare una rete uniforme e diretta dal Centro Nazionale Sangue.

Medicazione cordone ombelicale

Dopo la recisione del cordone ombelicale e prima che cada, è importante effettuare un’attenta pulizia, al fine di scongiurare il rischio di eventuali infezioni. Sarà il personale sanitario della struttura ospedaliera a fornire alla madre tutte le indicazioni utili per medicare e disinfettare il cordone correttamente. Questa dovrà essere eseguita due volte al giorno, con alcol denaturato, garzine sterili e retine elastiche. Dopo il cambio del pannolino, con le mani pulite bisogna medicare il moncone e poi avvolgerlo in una garzina. Poi, con una retina elastica si fermano le garze inumidite di alcol e il tutto viene chiuso dal pannolino. Meglio evitare che il moncone sia troppo umido, altrimenti ci impiegherà troppo a essiccare e cadere.

Sognare il cordone ombelicale

Se si sogna il cordone ombelicale, questo potrebbe significare che si hanno dei problemi con qualche rapporto interpersonale o legame. Potrebbe anche essere legato all’ansia e il timore di poter restare da soli. In alternativa, potrebbe anche simboleggiare un legame materno del quale si ha nostalgia o una situazione affettiva problematica che non è ancora stata risolta, connessa generalmente con i propri figli o il partner.

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