Partorire con emorroidi

Le donne che soffrono di tale problematica pensano che partorire con emorroidi possa complicare ancor di più la situazione. In realtà, le emorroidi sono un problema alquanto diffuso, di cui, per una sorta di pudore o vergogna, se ne parla poco. Queste sono causate da vene, presenti nella parte finale dell’intestino, che tendono a infiammarsi e dilatarsi, generando così dolore o fastidio. In alcuni casi possono anche provocare sanguinamento.

Partorire con emorroidi

Le emorroidi sono un problema che interessa indistintamente sia gli uomini che le donne. Tra i fattori che possono favorirne la comparsa ci sono il colon irritabile, problemi di stitichezza, alterazioni ormonali, abuso di alcolici e fumo e, infine, un’alimentazione irregolare.

Ad influire possono anche essere sedentarietà, eccessiva assunzione di lassativi o fragilità capillare. Avere le emorroidi in gravidanza può essere dato da particolari fattori quali la stitichezza, causata dal progesterone o un’integrazione di ferro, la congestione vascolare a livello pelvico, per via del peso che fa leva proprio sull’utero oppure una predisposizione genetica.

Emorroidi trombizzate prima del parto

Al momento del travaglio, e successivamente del parto, bisogna avere alcuni accorgimenti per evitare che la situazione possa peggiorare. Pertanto, durante il momento del travaglio potrebbe essere d’aiuto camminare per la stanza, cambiare spesso posizione, evitare di restare a lungo distese sul letto, poiché la sedentarietà non è consigliabile.

In caso di emorroidi esterne in gravidanza tra i maggiori rischi c’è un’eventuale formazione di trombi o di coaguli di sangue. Questo anche per via del fatto che in gravidanza potrebbe esserci una maggiore coagulabilità del sangue. In tal caso, si tratterebbe di una complicanza particolarmente dolorosa che richiede un tempestivo intervento, mediante iniezione di eparina oppure, nei casi più gravi, asportazione chirurgica del trombo.

Emorroidi parto naturale o cesareo?

La scelta tra eseguire un parto naturale o cesareo, resta del tutto personale, poiché le emorroidi non sono una problematica tale da dover richiedere necessariamente al secondo caso. Se si sceglie di effettuare un parto naturale bisogna prestare attenzione al momento in cui ha inizio la dilatazione completa. Infatti, non bisogna cominciare subito a spingere, al contrario, sarebbe più opportuno aspettare che la testa del bambino scenda un po’ grazie alle contrazione. Solo quando lo stimolo sarà molto forte, lo si potrà assecondare cominciando a spingere.

Attenzione anche alla posizione che si assume durante la fase espulsiva. Se la donna si trova semidistesa a letto o seduta sulla poltrona da parto, ma anche accovacciata o in piedi, le spinte rischiano di essere troppo forti ed energiche. Ciò potrebbe essere un problema se si hanno emorroidi. In questi casi, il bacino non è libero di muoversi e l’utero fa più fatica a contrarsi. Le posizioni più indicate sarebbero quella a carponi oppure distesa sul fianco, poiché in questo modo si evita di accrescere la congestione vascolare nell’area pelvica.

Emorroidi infiammate e parto

Nel caso in cui durante il parto si dovessero infiammare le emorroidi è assolutamente da evitare l’applicazione di ghiaccio, così come non è di alcun aiuto effettuare un’episiotomia quale misura preventiva. Successivamente al parto, potrebbe essere utile, invece, usare una ciambella per emorroidi oppure anche un’asciugamano, avvolta come fosse una ciambella per potersi sedere. Attenzione però a stare sedute sulla ciambella troppo a lungo, perché potrebbero esserci conseguenze negative sulla circolazione a livello pelvico.

Come sgonfiare le emorroidi in gravidanza

A esser predisposte al problema delle emorroidi sono le donne che hanno una maggiore fragilità capillare. Con la gravidanza il problema potrebbe poi accentuarsi, poiché aumenta la quantità di sangue che ristagna nell’area anale e i vasi sono particolarmente deboli. A favorire, inoltre, tale situazione può essere anche la stitichezza, che in gravidanza è favorita inizialmente dagli ormoni e nel corso dei mesi anche dalla pressione del pancione.

Un modo per alleviare il dolore e il fastidio provocati dalle emorroidi è quello di effettuare dei lavaggi con acqua tiepida. Assolutamente da evitare, al contrario, l’acqua calda, poiché non farebbe altro che accentuare la vasodilatazione, aumentando l’afflusso di sangue. Stesso discorso anche per i lavaggi con acqua fredda, poiché sebbene possano dare la retrazione istantanea delle emorroidi, passato l’effetto si rischia di accrescere ancora di più la congestione.

Un ottimo aiuto potrebbe essere dato dall’applicazione locale di gel e pomate con effetto lenitivo e antinfiammatorio, a base di cortisone o contenenti sostanze come i bioflavonoidi e derivati di eparina, che svolgono un’azione anticoagulante.

Emorroidi e rimedi naturali

Un buon rimedio naturale per combattere le emorroidi è anzitutto quello di intervenire sulla dieta. Sarebbe, infatti, opportuno evitare i cibi che possano favorire un’infiammazione dell’intestino e causare la stitichezza. Meglio assumere cibi ricchi di fibre, vitamina C, vitamina E, grassi insaturi e una corretta quantità di acqua da bere quotidianamente. Importante è, inoltre, correggere il proprio stile di vita, facendo lunghe passeggiate. Da evitare il consumo di alcolici e fumo.

Ciambella per emorroidi

Se si soffre di emorroidi un buon rimedio per alleviare il dolore potrebbe essere quello di utilizzare un’apposita ciambella gonfiabile. In questo modo si potrà stare seduti comodamente, in auto o al lavoro, evitando di esercitare la pressione sull’ano. Si tratta di un prodotto che si può facilmente acquistare in farmacia e col quale si potrà risolvere il fastidio quando seduti.

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