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Parto

Travaglio parto naturale: contrazioni e durata

Prima che tu sia a poche ore dalla data presunta parto è bene conoscere tutto ciò che è necessario sul travaglio: respirazione, contrazioni, sintomi e durata.

Data presunta parto

Al contrario di quanto comunemente si possa pensare, non esistono regole fisse che determinano l’inizio del travaglio. A livello generale, è possibile dire che la fase preparatoria al parto comincia dai 15 giorni prima del giorno stabilito come termine ultimo della gravidanza fino anche a 10 giorni dopo: tutto dipende dalle condizioni della donna e dal “naturale” svolgimento delle cose, tipico di questo tipo di parto. Non è possibile fornire indicazioni certe nemmeno sulla durata, in quanto ci sono donne che concludono il travaglio anche nel giro di un paio d’ore ed altre per le quali trascorrono addirittura 15 ore.

Travaglio e parto naturale

Facciamo un piccolo passo indietro e chiariamo che quando si parla di parto naturale si intende un parto nel rispetto dei tempi e dei modi della donna, comprese le posizioni che la stessa vuole assumere al momento della nascita del suo futuro bambino e tutte le scelte fatte insieme al padre durante il travaglio. A livello generale è possibile dividere il parto in diverse fasi: la prima è di preparazione, la successiva è rappresentata dal vero e proprio travaglio, infine vi è il momento della spinta e finalmente della nascita.

Come riconoscere il travaglio

La prima fase del parto naturale viene introdotta dalle doglie, ovvero contrazioni dell’utero accompagnate da lievi dolori al basso ventre. Le doglie si presenteranno con una distanza e un’intensità che variano da donna a donna e possono durare un paio d’ore come anche due giorni. Durante le doglie è possibile lenire il dolore con alcune piccole accortezze, se questo dovesse risultare difficilmente sopportabile: è stato dimostrato che un bagno caldo oppure una camminata all’aria aperta possono migliorare le condizioni della donna durante questa fase.

Fasi e sintomi del travaglio

L’inizio vero e proprio del travaglio che poi porterà alla nascita del bambino si verifica quando le contrazioni cominciano ad aumentare di intensità e la distanza tra una doglia e l’altra non supera i 5 minuti. La durata delle fasi del parto naturale può variare anche per altri motivi oltre alle scelte che il corpo della donna fa in modo naturale: infatti, è probabile che se si tratta della nascita di un primo bambino, è molto più facile che i tempi si allunghino, mentre per chi partorisce il secondo o il terzo figlio il travaglio sarà quasi sicuramente più breve, in quanto il corpo ha già conosciuto una determinata trasformazione. Scientificamente le fasi del travaglio sono 4 e vengono chiamate: prodromico, dilatante, espulsivo e secondamento.

Travaglio: come respirare

Un aspetto da tenere in grande considerazione in prossimità del parto è la respirazione: se si respira nel modo giusto il dolore potrà essere tenuto sotto controllo. Le tecniche di respirazione sono infatti il tema principale di un corso preparto al quale è fondamentale che partecipino sia la madre che il padre del bambino o comunque chi accompagnerà la donna in sala parto. Questo perché la futura mamma avrà bisogno di grande supporto emotivo, ma anche di una persona che la aiuti a praticare quanto imparato nel corso. Il primo e più importante esercizio che vi verrà insegnato sarà la respirazione profonda che vi metterà in contatto con il vostro corpo e vi consentirà di avere consapevolezza.

Durata

Riprendendo le quattro fasi del travaglio sopracitate, cerchiamo di riassumerne i tempi: la fase prodromica può durare da poche ore a qualche giorno; per la fase dilatante è un po’ più difficile identificare i tempi, anche se per il primo parto la media si aggira attorno alle 18 ore. La fase espulsiva è caratterizzata anch’essa da molte variabili ed è possibile solo fare una media dei miliardi e miliardi di casi che equivale a circa un paio d’ore. Infine, la fase del secondamento, nella quale si recide il cordone ombelicale, che può durare dai due ai tre minuti.

Travaglio indotto

Come abbiamo detto nella nostra introduzione, il termine ultimo del nono mese è abbastanza approssimativo e si può partorire in modo naturale dai quindici giorni prima di questa data, ma anche entro una decina di giorni dopo. Tuttavia, vi sono casi in cui il termine della gravidanza viene superato anche di 15 giorni e a questo punto è necessario indurre il travaglio.

Vi sono diversi metodi per indurre il parto; tra i più diffusi, nei casi in cui la donna e il bambino sono in buono stato di salute, tali metodi si riducono a tre:

  1. Stimolazione manuale delle membrane,
  2. applicazione del gel prostaglandinico
  3. rottura delle membrane.

Teoricamente questi metodi si susseguono, ma ci sono donne che non necessitano di tutti e tre gli interventi. Se il vostro medico vi conferma che va tutto bene, non c’è bisogno di preoccuparsi per un parto indotto: anche un lungo ritardo può essere assolutamente normale e naturale per un corpo femminile, in base alle sue caratteristiche.

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