tumore da parto
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Tumore da parto

Per tumore da parto si intende una tumefazione o particolare rigonfiamento che si manifesta nei tessuti molli del neonato, dovuti proprio al momento della nascita. A essere interessata, solitamente, è la parte del cranio, per via di un accumulo di liquido. Ecco cosa bisogna fare e quando preoccuparsi.

Tumore da parto

Può accadere che durante il parto il bambino subisca dei traumi. Si tratta di un fenomeno assai comune, che interessa all’incirca 8 neonati su 1000. Le cause sono spesso da ricondurre alle dimensioni stesse del neonato, macrosomia fetale, oppure alla posizione all’interno dell’utero nella fase del travaglio.

Questi traumi possono verificarsi, ma non c’è necessità di intervenire in alcun modo. Ciò è semplicemente dovuto a un accumulo di liquido nei tessuti molli del cuoio capelluto. Dovrebbe poi scomparire in maniera spontanea nell’arco di pochi giorni.

E’ differente da cefaloematoma, che è dato da un versamento di sangue, ma anche in questo caso è un qualcosa che non deve destare preoccupazione. In questo caso però, prima che possa assorbirsi, è necessario che passino molti giorni o anche settimane.

Tra i fenomeni che possono favorire un trauma da parto vi è anche il fatto che il bambino nasca prima della 37a settimana, questo perché il suo corpicino è più fragile. Allo stesso modo, può comportare un tumore da parto anche la posizione podalica assunta dal bambino.

Tumore da parto conseguenze

Il tumore da parto, poiché è una tumefazione dei tessuti molli del cranio del bambino, si forma durante il passaggio di quest’ultimo nel canale del parto. Con maggiore frequenza si manifesta nei bambini nati con ventosa. Non vi sono particolari conseguenze per il bambino, poiché si tratta di un problema momentaneo che tende a regredire spontaneamente nell’arco di pochi gioni.

Cefaloematoma

Al contrario del trauma da parto, il cefaloematoma è una tumefazione che si manifesta verso il secondo o terzo giorno successivo alla nascita del bambino. Esso è un accumulo di sangue che si dovrebbe riassorbire in un arco di tempo che varia, in relazione all’estensione stessa del gonfiori. Solitamente, scompare dopo qualche settimana. Nel caso in cui il cefaloematoma fosse particolarmente grande, questo potrebbe anche causare ittero neonatale.

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