Clomid
Rimanere incinta

Clomid e gravidanza: funziona? Effetti collaterali e prezzo

Se si vuole rimanere incinta si può provare con il Clomid. Il desiderio di diventare mamma purtroppo non sempre va di pari passo con le possibilità naturali di fecondare.

Clomid funziona?

Da qualche anno è in commercio anche in Italia il farmaco Clomid che stimola l’ovulazione e aumenta la fertilità. Molte donne, infatti, per rimanere incinta lo assumono. Si tratta di compresse a base di clomifene citrato, ovvero un estrogeno in grado di indurre l’ovulazione. Sostanzialmente il clomifene agisce impedendo all’organismo di rilevare l’esatto livello di concentrazione di estrogeni; più precisamente li diminuisce apparentemente. In questo modo, l’organismo aumenterà naturalmente la secrezione di gonadotropine, stimolando l’ovulazione. E’ stato stimato che il Clomid funziona nel 60% dei casi e più della metà delle donne che si è sottoposta a questo trattamento è rimasta incinta dopo il primo ciclo di terapia.

Gli effetti collaterali

Come ogni farmaco anche questo può avere effetti collaterali. Generalmente, alcuni di questi effetti sono trascurabili, ma è bene informare il proprio medico e decidere insieme a lui come procedere. In particolare, tra gli effetti indesiderati del clomid è possibile riscontrare: vampate di calore, nausea, problemi alla vista, vertigini, convulsioni e ingrossamento delle ovaie. Nell’ultimo caso occorrerà sottoporsi a esami specifici per escludere il rischio della sindrome dell’ovaio policistico.

Il prezzo

Il clomid si può acquistare in tutte le farmacie, dietro presentazione di ricetta medica ripetibile. Il prezzo si aggira intorno ai 5 euro per una scatola contenente 10 compresse da 50 mg l’una. In Italia è disponibile anche un equivalente del Clomid, chiamato Serofene e venduto in confezioni da 30 compresse, sempre da 50 mg ciascuna. La consultazione del medico è importantissima prima di procedere con questa terapia, poiché come abbiamo visto, alcuni degli effetti collaterali possono risultare anche gravi.

Clomid e l’ovulazione

Il primo ciclo di terapia consiste nell’assunzione del farmaco, sotto prescrizione medica, per cinque giorni. Tra i cinque e dieci giorni successivi alla terapia, l’ovulazione dovrebbe avere luogo. Da sottolineare che non tutte le donne hanno la stessa reazione. E’ bene effettuare un preciso calcolo dei giorni fertili. Generalmente, il periodo fertile inizia 14 giorni prima del ciclo mestruale. L’ovulazione in sé dura 24 ore, ma dal momento che gli spermatozoi possono vivere nella donna fino a 96 ore le possibilità di rimanere incinta sono molto alte anche nei giorni precedenti e successivi alla fase ovulatoria. Rapporti sessuali non protetti durante gli altri periodi del ciclo non escludono l’arrivo di una gravidanza.

Clomid quando avere rapporti?

Un metodo che permette di conoscere il momento esatto dell’ovulazione è la misurazione della temperatura basale, ovvero la temperatura interna del corpo. Per avere i migliori risultati è consigliabile procedere con tale metodo a partire dal quinto giorno dopo l’inizio del ciclo mestruale e misurare la temperatura al mattino o comunque dopo un riposo di almeno sei ore. Quando si verifica un innalzamento della temperatura per almeno tre giorni ci si trova di fronte alla fase di ovulazione. Un altro metodo per calcolare i giorni fertili è osservare la consistenza del muco cervicale. Quando assume una consistenza più “cremosa” e meno secca significa che la fase dell’ovulazione è iniziata. E’ proprio la consistenza a chiara d’uovo del muco che aiuta gli spermatozoi a nuotare più facilmente.

Incinta con Clomid?

Sì, tale farmaco aumenta le probabilità di rimanere incinta. Tuttavia, dopo aver eseguito il calcolo dei giorni fertili e l’assunzione del clomid, è possibile che il test di gravidanza risulti comunque negativo. Un test di gravidanza negativo potrebbe essere indice di infertilità! Una delle cause infertilità femminile è come già detto la sindrome dell’ovaio policistico, ovvero un disturbo del sistema endocrino. Se uno dei partner risulta sterile, è possibile procedere con la fecondazione eterologa che consiste nell’utilizzare un gamete, un ovulo o uno spermatozoo di terza persona chiamata donatore.

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