Infezioni nosocomiali

Infezioni nosocomiali

Le infezioni nosocomiali, dette anche infezioni ospedaliere, sono quel genere di infezioni contratte da un paziente durante la sua permanenza in una struttura sanitaria. Tale struttura può essere sia un ospedale che un ambulatorio specialistico o una clinica. Rientrano in questa categoria tutte le infezioni che si sviluppano almeno due o tre giorni dopo il ricovero, anche se nel frattempo il paziente è stato dimesso. Sebbene negli ultimi anni la prevenzione sia aumentata, i rischi purtroppo sono ancora alti, anche in sala parto.

Infezioni nosocomiali in Italia

In Italia, come nella maggior parte degli altri paesi europei, le infezioni nosocomiali sono molto diffuse. È difficile fornire stime precise, ma si ritiene che una percentuale di pazienti compresa tra il 5% e l’8% sviluppi un’infezione ospedaliera. Questo significa che ogni anno solo in Italia circa 450-700mila pazienti si ammalano in ospedale. Talvolta l’infezione finisce per aggravare le condizioni del paziente e in casi più rari può condurre a un decesso. Gli organi più interessati sono quelli delle vie urinarie e delle vie respiratorie, ma una buona parte delle infezioni colpisce la ferita di un intervento chirurgico.

Quando un paziente contrae un’infezione ospedaliera che compromette il suo stato di salute, ha la possibilità di richiedere un risarcimento alla struttura che lo ha avuto in cura. La struttura sanitaria dovrà essere in grado di dimostrare che tutte le precauzioni mediche necessarie sono state prese. In caso contrario, il tribunale fisserà una cifra per il rimborso, a seconda dell’entità del danno a breve e lungo termine.

Rischi di infezioni ospedaliere in sala parto

La sala parto, come la sala operatoria, è un luogo in cui è molto facile contrarre infezioni, nonostante le frequenti sterilizzazioni. I disinfettanti usati in ospedale, infatti, non riescono a eliminare la totalità dei virus e dei batteri presenti nell’ambiente. Alcuni sopravvivono e sviluppano una resistenza che li rende difficilmente eliminabili. Perciò è piuttosto frequente che un paziente indebolito da un intervento entri in contatto con questi organismi e sviluppi un’infezione.

Molte infezioni nosocomiali attaccano le vie urinarie e, nel caso delle donne che hanno un parto naturale, questo è senz’altro il pericolo maggiore. I rischi di infezione però aumentano per le donne che partoriscono tramite cesareo. Il taglio, proprio come una normale ferita chirurgica, è particolarmente sensibile alle possibili infezioni. Infatti si ritiene che in questi casi una donna su dieci contragga un’infezione legata all’intervento.

Infezioni nosocomiali prevenzione

Nella maggior parte dei casi si entra in contatto con i batteri per mezzo di oggetti di uso comune, come rubinetti e maniglie, oppure attraverso il contatto con le mani di medici e infermieri. Il primo strumento di prevenzione è ovviamente l’accurata sterilizzazione del materiale medico da parte del personale ospedaliero. Tuttavia, dato che questi germi sono particolarmente resistenti ai disinfettanti, sono necessari ulteriori accorgimenti. La chiave non è eliminare i batteri, ma prevenire la loro trasmissione. Per questo alcuni semplici gesti si rivelano fondamentali, come il frequente lavaggio delle mani, il corretto trattamento delle ferite chirurgiche e l’uso di guanti sterili usa e getta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *