ipoglicemia neonatale
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Ipoglicemia neonatale

L’ipoglicemia neonatale è un deficit nei depositi di glucosio nel sangue. Si manifesta nei bambini nati pretermine, quando sono più piccoli in relazione all’età gestazionale, nei casi di diabete nella madre o nei casi di asfissia perinatale. Tra le cause più frequenti vi sono il ritardo dell’inizio dell’alimentazione o l’iperinsulinemia. Si manifesta con tachicardia, cianosi, convulsioni e fenomeni di apnea. Per effettuare la diagnosi è necessario l’esame glicemico.

Ipoglicemia neonatale

L’ipoglicemia neonatale può essere di tipo transitorio o persistente. Tra le cause di ipoglicemia transitoria c’è un’immaturità della funzione enzimatica che comporta una mancanza di riserve di glicogeno. In questi casi sin dai primi giorni di vita si manifesta l’ipoglicemia, soprattutto se gli intervalli tra una poppata e l’altra sono lunghi.

Le cause dell’ipoglicemia persistente sono l’iperinsulinismo o un alterato rilascio dell’ormone della crescita, così come dei corticosteroidi. Potrebbe anche essere data da disturbi del metabolismo di carattere ereditario.

Ipoglicemia neonatale cause

Tra le principali ragioni che portano all’ipoglicemia neonatale, come indicato, vi è l’iperinsulinismo. Questo si manifesta maggiormente nei bambini nati da madre diabetica. Infatti, se la madre ha il diabete, il feto è esposto a un maggiore tasso di glucosio nel sangue materno. Per tale ragione, il bambino produce un più alto livello di insulina.

Nel momento in cui il cordone ombelicale viene reciso, si arresta anche il passaggio di glucosio nel neonato. Ci vorranno, tuttavia, ore oppure giorni, prima che si riduca la sua produzione di insulina.

L’iperinsulinismo si verifica anche nei bambini piccoli in relazione all’età gestazionale. Si tratta in alcuni casi di iperinsulinismo transitorio. Il tasso di glucosio nel sangue dipende da un insieme di fattori, tra cui  l’ormone della crescita, il cortisolo e i livelli di ormone tiroideo. Una qualunque anomalia nella secrezione di tali ormoni comporta l’ipoglicemia.

Ipoglicemia neonatale sintomi

In alcuni casi l’ipoglicemia è asintomatica, mentre in altri può manifestarsi con apatia, scarso appetito, ipotonia, tachicardia e cianosi. Si tratta di sintomi non specifici di questa particolare problematica neonatale. Per tale ragione sarebbe consigliabile per tutti i bambini a rischio eseguire un controllo della glicemia sierica, mediante un prelievo capillare. Sarà poi un ulteriore prelievo di sangue venoso a indicare se i livelli di glucosio sono particolarmente bassi.

Ipoglicemia neonatale conseguenze

Una situazione di ipoglicemia prolungata, o piuttosto grave, potrebbe causare dei sintomi come sudorazione, tachicardia, letargia o debolezza e irrequietezza. Nei casi più gravi potrebbero subentrare manifestazioni importanti come convulsioni, episodi di cianosi, bradicardia e distress respiratorio, ipotermia e coma.

Cosa fare in caso di calo glicemico

Ai neonati con elevato fattore di rischio, l’ipoglicemia viene trattata in maniera preventiva. E’ questo, ad esempio, il caso dei bambini nati da madre diabetica. Il trattamento prevede al momento della nascita un’infusione per via endovenosa di una soluzione glucosata al 10% oppure viene somministrato per via orale il glucosio. La terapia da seguire nel caso dei bambini ipoglicemici o con distress respiratorio è la stessa. Per i neonati a rischio, ma non malati, bisogna intraprendere subito un’alimentazione a base di latte artificiale, in modo da fornire i carboidrati.

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