Libri su come educare i figli

Sono molti i libri su come educare i figli, scritti proprio per aiutare i neo mamma e papà a svolgere uno dei compiti più affascinanti, ma anche difficili che possano esistere. L’infanzia, si sa, dura pochissimo, ecco perché imparare ad amare e seguire i propri figli in ogni loro piccolo conquista è molto importante. I piccoli non vanno rimproverati e puniti per ogni marachella, ma amati, rispettati e soprattutto compresi e trattati con estrema dolcezza.

Come educare i figli

La nascita di un bambino segni inevitabilmente anche la nascita dei suoi genitori, che insieme a lui imparano il difficile mestiere di essere, appunto, un genitore. Nella difficile fase di educazione di un bambino, la prima cosa che bisogna comprendere è che si tratta di soggetti buoni e non capricciosi. E’ il loro desiderio di attenzione e affetto che spesso non viene correttamente interpretato dai genitori. E’ a loro che spetta il principale compito di dare affetto, trattandoli con delicatezza, dolcezza e comprensione. I figli, come si sa, crescono in fretta e in un attimo ci si trova dinanzi ad un adolescente. Ecco perché è molto importante godere di ogni momento della loro crescita e soprattutto della loro infanzia.

I problemi dei bambini, che possono delle volte apparire ingestibili, in realtà sono nulla se paragonati a quelli che li attende nella fase adolescenziale. Da piccoli i bambini piangono spesso, si svegliano nelle ore più impensabili della notte, ma pian piano imparano ad andare in bagno da soli, a non voler stare continuamente in braccio e molto altro. Allora si rimpiange la fase in cui erano piccolissimi. Ecco perché bisogna godersi i loro primi periodi di vita, perché l’infanzia è davvero un attimo.

I genitori dovrebbero esercitare la loro autorità sui figli solo quando realmente necessario, ma sempre nel pieno rispetto del bambino e con estrema gentilezza. Non serve urlare o metterli in punizione, perché il bambino riconosce l’autorità naturale dei genitori e obbedisce a ciò che gli viene chiesto. I genitori, per parte loro, consapevoli della loro autorità devono imparare a farsi rispettare ma nel modo adeguato. Quando ci si rivolge ad un bambino, nel rispetto della sua età, bisogna farlo sempre con educazione. Il bambino va ripreso se necessario, ma senza urla o rabbia. Se si ha l’abitudine di chiedere le cose con cortesia, di ringraziare e sorridere, anche il bambino imparerà a fare nello stesso modo e sarà più felice di fare quanto richiesto. E’ il primo passo per educarlo a rapportarsi correttamente alla società.

Meglio evitare di rapportarsi al bambino semplicemente impartendo ordini e divieti, non è questo il modo corretto di educarlo. Se non si fa altro che rimproverarlo e proibirgli di fare le cose, finirà per non prestare più attenzione a ciò che gli viene detto con il tempo. I bambini hanno il diritto di sperimentare da soli ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Se sbagliano, bisogna spiegare con tranquillità cosa hanno sbagliato, senza rimproveri. I bambini hanno bisogno anche del loro tempo per capire ciò che è corretto e ciò che non si deve fare.

I genitori, dovrebbero inoltre concentrarsi solo sulle cose importanti da far comprendere ai bambini, evitando di rimproverarli per ogni banalità. Per i più piccolini è fondamentale la guida dei genitori per apprendere tutte le azioni da compiere, da quelle più semplici, come lavarsi i denti, a quelle più complesse. Tutto deve essere insegnato con estrema dolcezza e tanta, tanta pazienza, senza urlare se sbaglia.

Un altro errore che i genitori non dovrebbero commettere è quello di mettere il bambino in punizione tutte le volte che si rifiuta di mangiare. Il compito dei genitori non è quello di punire, ma quello di far comprendere ai figli come ci si comporta nelle varie situazioni. Se, ad esempio, un bimbo non vuole indossare il cappottino prima di uscire di casa, è sbagliato punirlo. Lo si dovrà semplicemente dire, poi lasciarlo uscire fuori senza cappotto. Quando avvertirà freddo, sarà lui stesso a chiedere il cappotto.

Evitare, inoltre, di fare in modo che il bambino associ le azioni a dei premi che i genitori gli danno. Se i bambini fanno le cose solo per avere in cambio un premio, non impareranno mai a farle bene. I premi sono inefficaci e controproducenti. Al contrario, si dovrebbe elogiare il bambino quando fa le cose nel modo corretto o come gli è stato insegnato. Un bambino che riceve elogi per il lavoro svolto, cercherà di continuare a fare bene le cose. Attenzione però, perché gli elogi, così come le critiche, devono sempre essere fatti al risultato, mai alla persona. E’ importante che i bambini imparino sin da piccoli che ad essere valutato è il lavoro svolto, non necessariamente il raggiungimento di un obiettivo.

Libri su come educare i figli

Sono moltissimi i libri scritti proprio per aiutare i genitori in questo loro difficile ruolo.

Il linguaggio segreto dei neonati di Tracy Hogg

Uno fra questi, molto interessante è il testo, Il linguaggio segreto dei neonati, scritto da Tracy Hogg. E’ stata la stessa scrittrice ad aver dato vita a quello che viene indicato come metodo E.A.S.Y.. Apprezzata ostetrica e puericultrice, la Hogg propone un metodo che ritiene che i bambini debbano essere compresi e rispettati, oltre che guidati nel loro primo anno di vita fino ad acquisire le proprie autonomie e capacità innate. Secondo l’autrice, il primo fondamentale strumento per costruire insieme al bambino una routine quotidiana, è quello di osservare il neonato, comprendendo i suoi bisogni. I gesti ripetuti quotidianamente aiutano il bambino ad acquisire fiducia in se stesso e tranquillità nei confronti dell’ambiente che lo circonda.

I no che aiutano a crescere di Asha Phillips

Un altro testo molto interessante è quello scritto da Asha Phillips, I no che aiutano a crescere. E’ un testo che mette a nudo i bambini che crescono come tiranni e onnipotenti, perché in realtà hanno dei genitori che sono incapaci di stabilire delle chiare regole da seguire, fatte anche di rifiuti se necessario. Spesso, i genitori fanno l’errore di credere che amare i propri figli significa essenzialmente accontentarli. E’ assolutamente sbagliato. Se si vuole far crescere i propri figli nell’amore, significa anche metterli di fronte a delle piccole frustrazioni. Solo in questo modo potranno imparare a rapportarsi alla vita. Del resto, richiedere, cercare di attirare l’attenzione dei genitori, si sa, è l’interesse primario del bambino. I genitori, però, hanno il dovere di dare ai figli delle risposte che vadano al di là della paura di una loro reazione.

Il bambino è competente di Jesper Juul

Anche il libro di Jesper Juul, Il bambino è competente, è piuttosto interessante. Si parte da un’attenta osservazione dei comportamenti del bambino e delle sue reazione, per poi giungere alla consapevole zza che il bambino nasce già dotato di naturali propensioni e capacità. Ecco perché, secondo lo scrittore, comportarsi con il bambino come se fosse un soggetto da plasmare è del tutto sbagliato, non solo, finirebbe per indebolire anche tutte le sue certezze, mettendo le sue naturali capacità. Al contrario, il compito dei genitori dovrebbe essere quello di incoraggiare le innate inclinazioni del bambino, per stabilire un rapporto che possa definirsi sano.

Urlare non serve a nulla di Daniele Novara

Un testo di recente pubblicazione su tale tema è quello scritto da Daniele Novara, Urlare non serve a nulla. Il testo si rivolge a quei genitori che, incapaci di trovare il giusto canale comunicativo con il loro bambino, per gestire i conflitti e le situazioni, finiscono per urlare. Lo scrittore porta a riflettere sul perché oggi i genitori siano eccessivamente servizievoli e accondiscendenti verso i figli, fornendo poi anche dei consigli utili su come prendersi cura dei bambini con regole chiare.

Fate i bravi di Lucia Rizzi

E’ di Lucia Rizzi il testo Fate i bravi che fornisce validi consigli su come affrontare i primi mesi di vita del proprio bambino. Il testo offre tutta una serie di piccole regole e atteggiamenti da seguire al fine di evitare o ridurre i pianti ininterrotti del proprio bambino. Non solo, il testo aiuta anche neo mamma e papà a guidare il loro bambino nei suoi primi passi nella sua grande avventura chiamata mondo.

Amare senza viziare di Nancy Samalin

Nancy Samalin propone il testo, Amare senza viziare. Il libro si focalizza su una lista di suggerimenti utili su come educare il proprio bambino con tenerezza e amore, ma allo stesso tempo anche con la dovuta autorevolezza che necessita. E’ il testo adatto per coloro che credono che il rapporto con i propri bambini debba essenzialmente essere instaurato per mezzo del dialogo, senza ira o sensi di colpa nel piccolo.

Non siamo capaci di ascoltarli di Paolo Crepet

Paolo Crepet fa le sue riflessioni sul rapporto genitori figli nel testo, Non siamo capaci di ascoltarli. Riflessioni sull’infanzia e sull’adolescenza. Si tratta di una sorta di diario che racconta il difficile rapporto tra generazioni differenti. L’autore fa riflettere sul fatto che, oggi, sia la scuola, che la famiglia siano caratterizzate da una profonda crisi di ruoli e valori. Per questo, oggi più che in passato, è fondamentale che i genitori riescano a ritrovare nuova autorevolezza, ma solo con la consapevolezza della necessità di guardarsi con spirito autocritico.

Non voglio la pappa di Pellai e Tamborini

E’ di Alberto Pellai e Barbara Tamborini il testo per bambini, Non voglio la pappa! Il tema su cui si fonda il testo ‘ l’importanza di insegnare ai propri figli a nutrirsi in maniera corretta, evitando cibi pronti, ricchi di sale, zuccheri e altri ingredienti che possono abituare il bambino a non apprezzare le pietanze sane. Anche quando il bambino si rifiuta di mangiare, bisogna fare in modo che assaggi, con qualche escamotage, la pietanza, perché possa comunque mangiarla.

Voglio tutto sono un re di Pellai e Tamborni

Stessi autori anche per il testo Voglio tutto sono un re! che fa riflettere sul fatto che è normale che i bambini facciano i capricci, poiché per loro non è facile accettare le proibizioni degli adulti. Tuttavia, è altrettanto fondamentale che i genitori siano autorevoli nell’indicare delle regole da seguire ai propri figli. Solo in questo modo potranno imparare a rapportarsi al mondo esterno e a stare nella società una volta adulti. Attenzione però, perché ogni cosa deve essere spiegata con calma e mai con rabbia.

Uffa un fratellino

E ancora Alberto Pellai e Barbara Tamborini, nella stessa linea di libri per ragazzi, propongono anche il testo, Uffa un fratellino! Il testo si concentra sul delicato problema dell’arrivo di un nuovo bimbo per il fratellino. Cosa che, chiaramente, suscita gelosie da parte del primogenito che teme che papà e mamma possano metterlo da parte. Il libro offre utili consigli su come aiutare il bambino ad affrontare questo momento difficile, coinvolgendolo in ogni attività.

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