Metodo Estivill per dormire

Il metodo Estivill per dormire è particolarmente efficace e si fonda sul chiaro principio secondo il quale il bambino non deve legare l’idea del momento del sonno, alla presenza dei suoi genitori, ma a tutta una serie di altri elementi. Mentre, secondo quanto affermato da Estivill, se il bambino associa il momento della nanna alla presenza dei genitori, questi saranno costretti a stare vicino a lui per tutto il tempo e anche nei vari risvegli notturni.

Metodo Estivill cos’è

Il metodo avanzato da Estivill si basa sulla teoria di fondo secondo la quale, il sonno deve essere considerato come un’abitudine. Come tale, dovrà, quindi, essere appresa dal bambino sin dalla sua tenerissima età. Questo apprendimento, come ogni altro nella vita, fonda tutto sull’atteggiamento tenuto dai genitori nei confronti del bambino. In questo caso, si tratterà di far apprendere al bambino il sonno, un’abitudine che gli dovrà essere letteralmente inculcata, al di là della sua età. Per cui, non importa se il bambino è molto piccolo, dovrà comunque apprendere in che modo vivere il momento della nanna.

Si parte, essenzialmente, dall’idea che i neo-genitori, mossa da un momento di disperazione per i continui risvegli notturni del bambino, cercano di provare ogni metodo utile possibile, al fine di farlo addormentare. Estivill sostiene che la percentuale di riuscita del suo metodo è addirittura pari ad un buon 98%.

Va tuttavia sottolineato il fatto che, il metodo in questione, non ha alcun fondamento scientifico, già semplicemente per il fatto di non considerare che il bambino, durante il suo primo anno di vita, ha un grande bisogno del sostegno e della continua presenza dei genitori. una dipendenza che, chiaramente, con la sua crescita tende naturalmente ad attenuarsi. Fino al compimento di un anno di vita, pertanto, è fondamentale per il bambino la presenza della madre.

Come funziona il metodo Fate la nanna

Esattamente, in che modo funziona il metodo Estivill? Tutto ciò che i genitori devono fare è organizzare per bene il momento della nanna del bambino, sistemarlo nella sua culletta o lettino, insieme ad un pupazzetto, creando un ambiente che concili il sonno. Ottima anche l’uso di giostrine o musichette per la nanna. Nel caso il bambino lo utilizzasse, gli si può anche lasciare il ciuccio. Bisogna fissare un orario preciso per mettere il bambino a dormire e che resti sempre lo stesso. Dopo che il bambino è stato messo nel suo lettino, basterà attendere qualche minuto, giusto il tempo che si addormenti e poi i genitori dovranno uscire dalla cameretta.

Il metodo Estivill, inoltre, indica una chiara lista di momenti nei quali ai genitori è consentito entrare nella camera del bambino. Questi rientri però, dovranno piano piano ridursi col tempo, fino a quando, nell’arco di una settimana circa, il bambino dovrebbe abituarsi a restare da solo. Estivill sa quanto possa essere difficile per i genitori lasciare da solo il bimbo, soprattutto mentre piange, ma, sottolinea anche il fatto che basterà anche solo per una volta che i genitori falliscano in questo metodo, perché tutto il lavoro crolli irreparabilmente.

Metodo Estivill è pericoloso?

Il metodo Estivill in sé non è pericoloso, è tuttavia molto meccanicistico ed esclude la possibilità da parte dei genitori di essere compresi e in qualche modo tutelati nella loro naturale propensione e bisogno di approcciarsi al bambino così piccolo. L’idea di fondo del metodo è quella secondo la quale il bambino deve imparare a stare da solo. Il problema è che non considera la sua tenerissima età. E’ diverso se ci si approccia in questo modo ad bambino di quattro anni, piuttosto che ad un neonato di pochi mesi. E’ chiaro che, qualora i genitori decidessero di adottare questo metodo per così dire educativo, è importante che prestino la massima attenzione alle esigenze del bambino e che capiscano quando il pianto è dovuto ad altre problematiche, diverse dal sonno.

Metodo Estivill per risvegli notturni

Estivill ritiene che tale metodo sia fondamentale per risolvere il problema dei risvegli notturni da parte dei genitori per consolare il pianto disperato del loro bambino. Secondo Estivill, infatti, il pianto è per il bambino l’unico modo a disposizione per attirare l’attenzione dei genitori. PEr cui, il bambino pensa che, se ha sete, fame, freddo o solo bisogno di coccole, gli basterà piangere affinché i suoi genitori arrivino. Se però i genitori non corrono continuamente in suo soccorso, piano piano capirà che non ha senso continuare a piangere. Si potrebbe così risolvere il problema dei risvegli notturni per mamma e papà.

Categorie Sonno

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