ecografia alle anche neonato
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Ecografia alle anche del neonato

L’ecografia alle anche del neonato è un esame non invasivo utile per conoscere in modo preventivo anomalie congenito a carico della rticolazioni del bambino. Nel caso in cui venisse diagnosticata un’anomalia di questo tipo, si parlerebbe di lussazione, anche indicata in gergo specifico, come displasia evolutiva dell’anca del bambino. Proviamo a capire meglio perché sia consigliabile eseguire tale ecografia e quali rischi potrebbe comporatre, nel caso in cui non venisse individuata precocemente.

Ecografia alle anche del neonato

L’ecografia alle anche del neonato non rientra tra gli esami di routine, ma di solito viene consigliata per poter controllare che non vi siano malattie di natura congenita che interessano le articolazioni. L’eventuale presenza di un’anomalia congenita viene definita lussazione o displasia dell’anca.

Generalmente, si consiglia di eseguire l’esame intorno ai 45 e 60 giorni di vita del bambino. Questa ecografia si effettua non oltre il terzo mese ed è vivamente consigliata dai pediatri. Questo perché gran parte delle anomalie mostrano una regressione spontanea, per cui si potrebbe rischiare di agire su un problema che non necessiti di alcun intervento specifico.

Ad eseguire l’esame sono di norma il neonatologo, il pediatra, il radiologo oppure l’ortopedico. L’esame potrebbe risultare a pagamento, in relazione al piano sanitario della regione in oggetto. Solitamente, è a carico del Servizio Sanitario Nazionale, previo pagamento del ticket. Attualmente, secondo le linee guida nazionali, per la diagnosi di displasia dell’anca, c’è l’indicazione a eseguire l’esame solo nel caso in cui risulti dubbia l’esecuzione della manovra di Ortolani-Barlow, una particolare manovra che prende il nome dai medici che la misero a punto, utile a capire se la testa del femore sia o meno nella sua sede corretta. Questa manovra si deve eseguire sia al momento della nascita che nei successivi 15-30 giorni di vita del bambino, fino ai 3 mesi.

Lussazione all’anca

La lussazione all’anca o displasia è un difetto congenito che porta alla fuoriuscita della parte superiore del femore dalla sua sede naturale oppure, in alcuni casi, è data da un anomalo rapporto nell’articolazione dell’anca. A esserne colpite sono per lo più le bambine, con un’incidenza pari all’1,5 per mille.

Le cause potrebbero essere ricondotte a problemi di spazio o posizione del bambino all’interno del grembo materno. Si è notata un’incidenza maggiore nei casi in cui il bambino sia in posizione podalica, oppure se le sue dimensioni sono maggiori rispetto alla norma oppure ancora nei casi in cui vi sia poco liquido amniotico, per cui l’anca non è posizionata correttamente. A esserne interessata è per lo più l’anca sinistra, poiché il feto tende a posizionarsi con il lato sinistro che poggia sulla colonna vertebrale della madre.

Rischi e conseguenze della lussazione

Nel caso in cui la lussazione non si dovesse individuare nei primi tre mesi, il piccolo potrebbe manifestare dei problemi. Infatti, nel momento in cui comincia a muovere i suoi primi passi, proprio perché la testa del femore non è nella posizione corretta, il bambino mostra dei movimenti con bacino oscillante. Nessuna paura perché, anche dopo, è possibile intervenire e curare la displasia! In questo caso però la sola terapia con divaricatore potrebbe risultare inefficace. E’ più probabile che si debba intervenire chirurgicamente. Ecco perché bisogna intervenire immediatamente: l’osso nei primi mesi di vita è certamente più duttile.

Come si cura la lussazione

Per curare la displasia dell’anca, se diagnosticata precocemente, si può intervenire con il divaricatore, un dispositivo che serve a mantenere le anche del bambino divaricate. In questo modo si aiuta la parte superiore del femore a ritornare nella sua giusta sede. Il bambino dovrà indossarlo tutto il giorno oppure solo durante la notte, in base ai casi specifici. Il periodo può variare da uno a circa cinque mesi. Nel caso in cui l’anomalia fosse lieve, si potrà correggere il problema semplicemente tenendo il bambino in braccio su un fianco. In tal modo il piccolo potrà mantenere le gambe divaricate. Potrebbe essere una buona soluzione anche quella di tenere il bambino in un marsupio oppure lasciarlo nella sua culla in posizione supina.

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