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Nidazione sintomi: dolore, crampi e perdite da impianto

La nidazione è l’impianto della cellula uovo fecondata all’interno della cavità uterina. E’ proprio dal momento in cui avviene il concepimento che si dà il via al percorso della cellula uovo all’interno del tessuto mucoso uterino.

Nidazione

La cellula uovo, chiamata zigote, si annida all’interno della mucosa dell’utero dando così l’avvio alla formazione dei vari tessuti. In seguito alla fase di ovulazione, che precede il regolare ciclo mestruale, la mucosa all’interno dell’utero diviene più spessa (endometrio ispessito), proprio perché si prepara ad accogliere la cellula uovo fecondata. Si crea in questo modo l’habitat necessario che ospiterà la nuova vita dell’embrione. La fase in cui avviene l’impianto della cellula fecondata all’interno della cavità uterina è detta nidazione.

I sintomi

Tra i più evidenti sintomi della nidazione, o impianto, vi è la comparsa di lievi perdite ematiche (dette appunto perdite da impianto) che, tuttavia, non in tutti i soggetti si verificano. Tali perdite di sangue solitamente sono date dal fatto che la cellula si impianta nella parete uterina che è ora pronta ad accoglierla. Queste perdite sono anche indicate con il termine di spotting da impianto. Alcune donne confondono tali perdite con il ciclo mestruale, ma in realtà avvengono ben prima della data di inizio delle mestruazioni.

Durante le prime settimane di gestazione i sintomi dell’avvenuta nidazione sono pressoché impercettibili, in gran parte dei casi si manifestano solo nel corso dei mesi. Spesso può anche accadere che le perdite da impianto si accompagnino a dolori addominali. Altre donne notano un senso di nausea la sera o al mattino appena sveglie. Il segnale più evidente poi è la mancanza del vero e proprio ciclo. Quando il ritardo sarà chiaro, allora si potrà effettuare un test di gravidanza per comprendere cosa stia accadendo.

Nidazione e dolore

Il momento della nidazione è quello che va dal tredicesimo giorno dopo il concepimento.  Nella fase iniziale della gestazione, oltre alle perdite ematiche, si possono avvertire dei dolori al basso ventre, che sono meno intensi rispetto a quelli che solitamente si manifestano durante l’ovulazione o l’arrivo del ciclo. Appaiono, infatti, per lo più come leggeri crampi.

Nidazione e crampi

I crampi hanno chiaramente un valore differente se si manifestano a inizio gestazione oppure nel corso dei mesi. In riferimento a ciò, hanno anche una differente intensità. Nel momento in cui si verifica la nidazione, vale a dire, nel momento in cui avviene l’impianto dell’embrione, si potrebbero avvertire dei leggeri crampi più che dolore intenso. Nel corso poi della gravidanza, questi crampi potrebbero essere dati da un riposizionamento dell’utero oppure a causa di gastrite per via dei vari cambiamenti ormonali in atto. Nel corso poi dei mesi potrebbero anche verificarsi per via dei movimenti fetali all’interno del grembo materno.

Perdite bianche?

Nella fase di nidazione sono più frequenti le perdite ematiche, mentre perdite bianche consistenti si verificano per lo più durante il periodo di ovulazione. Si tratta di muco trasparente e filante che serve proprio a rendere l’ambiente più favorevole al passaggio degli spermatozoi, in modo tale da fecondare l’ovulo. Ovviamente ogni donna presenta i suoi particolari sintomi, alcune potrebbero produrre una ridotta quantità di muco tale da non fuoriesce dall’utero, per cui si possono non notare delle perdite bianche.

Come sono le perdite da impianto

Le perdite ematiche dovute alla nidazione non hanno la stessa durata in tutti i soggetti. Tuttavia, in gran parte dei casi si tratta di perdite molto lievi, alquanto scarse che si possono notare sullo slip. Alcune donne notano macchie di colore più scuro, quasi marrone, altre donne rosa, altre ancora rosse. Questo è legato al fatto che l’impianto potrebbe essere avvenuto da tempo o di recente rispetto al momento in cui si verificano le perdite stesse.

Calcolo ovulazione e nidazione

L’incontro tra lo spermatozoo e l’ovulo avviene in poco tempo. L’ovulo resta fermo nelle tube per circa 24 ore nell’attesa di essere fecondato. L’ovulazione si verifica intorno al quattordicesimo giorno prima delle mestruazioni. Per effettuare il calcolo è sufficiente tener conto del numero dei giorni del ciclo e sottrarre 14: questo è il giorno in cui dovrebbe manifestarsi l’ovulazione. Si tratta di un calcolo molto personale, poiché non tutte le donne hanno il ciclo regolarmente ogni 28 giorni. Alcuni soggetti hanno il ciclo ogni 26 o 24 giorni, per cui bisognerà effettuare il calcolo esatto per poter sapere quando è il momento dell’ovulazione.

In ogni caso, è importante tener conto del fatto che gli spermatozoi hanno una maggiore resistenza nell’utero rispetto all’ovulo, per cui riescono a sopravvivere all’interno della cavità uterina anche sino a 5 giorni. Nel caso in cui avvenisse il concepimento, l’embrione nell’arco di una settimana circa, si avvia verso l’utero, dove poi si annida.

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