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Infezioni e Disturbi

Flogosi moderata, lieve, acuta: pap test e cause

La flogosi, sia nella forma moderata o lieve che in quella acuta, è un’infiammazione data da una reazione del proprio organismo in difesa dagli agenti riconosciuti come nocivi. Vi sono, inoltre, varie forma di questa infiammazione: irritativa, a carattere allergico oppure infettivo.

Flogosi cos’è?

Come già detto, la flogosi non è altro che un meccanismo di difesa dell’organismo che ha lo scopo di eliminare la causa iniziale del danno cellulare o tissutale, dando così il via a un processo di riparazione. La sua gravità può essere distinta sulla base di una serie di differenti fenomeni clinici, quali gonfiore localizzato oppure edema o tumefazione, un lieve o marcato arrossamento e un aumento della temperatura corporea nella zona interessata dalla stessa infiammazione.

Gravità della flogosi

L’infiammazione che la caratterizza può essere suddivisa in due chiare tipologie: una forma lieve o acuta e una forma cronica. Quest’ultima si può manifestare in due modi: in maniera più diffusa nell’organismo del paziente, e in questo caso si parla di flogosi cronica interstiziale, oppure in un’area più circoscritta e in questo secondo caso si parla di flogosi cronica granulomatosa.

Flogosi moderata o lieve

Essa non è altro che un insieme di reazioni che si manifestano in una particolare zona del corpo, interessata dall’azione di difesa nei confronti di agenti ritenuti nocivi dall’organismo, siano essi di natura irritante che allergica o infettiva.

Flogosi acuta

Si manifesta con un inizio piuttosto veloce, in risposta allo stimolo di lesione. Solitamente è caratterizzata da cambiamenti vascolari e un passaggio di globuli bianchi verso il tessuto da riparare. L’infiammazione acuta può essere causata da differenti stimoli esterni, come una risposta a un attacco batterico o un agente patogeno.

I sintomi che più comunemente si associano sono, come già detto, un aumento della temperatura nell’area colpita, per via della maggiore vascolarizzazione, la presenza di gonfiore o di un edema, rossore localizzato, intensa sensazione di dolore e maggiore sensibilità al tatto. Spesso si avverte anche un leggero torpore e una scarsa mobilità dell’area. Tali sintomi compaiono in genere nelle forme acute. Aumenterebbe l’intensità di tali disturbi, nel caso in cui questa dovesse diventare cronica.

Per poter verificare che si tratti di flogosi è necessario eseguire degli esami del sangue: sono i leucociti in aumento a rivelare che un’infiammazione è in atto. In alternativa si può anche misurare la temperatura corporea nella zona circoscritta.

Flogosi cronica

Per flogosi cronica si intende un processo infiammatorio di maggior durata nel tempo, con conseguente distruzione tissutale e successivo tentativo di riparazione. Solitamente le infiammazioni croniche sono il risultato di una forma acuta che non è stata adeguatamente trattata e risolta. In questo modo gli antigeni responsabili non sono stati raggiungibili dal meccanismo di difesa dell’organismo, per cui hanno dato origine alla cronicizzazione dell’infiammazione.

Flogosi granulomatosa

In caso di flogosi cronica si genera una particolare difficoltà dei tessuti a guarire, per cui ne consegue la formazione di tessuto connettivo in quantità superiore rispetto al normale. Ciò potrebbe, a sua volta, essere causa di fibrosi o sclerosi tissutale. In alcuni casi, laddove fosse circoscritta, potrebbe anche diventare granulomatosa, in risposta al livello di alterazione del sistema immunitario.

Flogosi aspecifica

Le varie alterazioni cellulari possono essere causate da infezioni da batteri o virus oppure essere la risposta a un’infiammazione. Non di rado, la flogosi si associa a dei cambiamenti cellulari di reazione. Vi sono, quindi, alcune cellule che presentano delle alterazioni non particolarmente gravi ma che hanno un effetto reattivo ad un’infiammazione aspecifica.

Flogosi e Pap test

Se l’infiammazione dovesse essere presente nei risultati del Pap Test ginecologico ciò potrebbe indicare la presenza di vaginite, candida o altre patologie a carico dell’area genitale. I risultati che riportano tale infiammazione in atto rivelano delle anomalie e mutazioni cellulari benigne oppure di carattere reattivo, con un incremento nella produzione di globuli bianchi, che si occupano proprio di contrastare le infiammazioni. Tali tipologie di infiammazioni non devono destare particolare preoccupazione, poiché manifestano il corretto meccanismo di difesa del collo dell’utero contro agenti patogeni esterni.

Flogosi prostatica

Le malattie a trasmissione sessuale sono la prima causa di infezioni a carico del tratto genitale. Nel corso degli ultimi anni, alle classiche patologie infettive, se ne sono aggiunte altre, molte delle quali in continuo aumento proprio nei paesi maggiormente sviluppati. Le prostatiti rappresentano uno dei più comuni quadri clinici nell’ambito delle flogosi genitali. Esse sono un problema rilevante sia per i danni causati alla funzione riproduttiva che per tutte le complessità diagnostiche a esse legate. Tra i sintomi maggiormente riscontrati nei soggetti colpiti vi sono un fastidio durante l’eiaculazione e una minzione continua. Le prostatiti causate da batteri,   soprattutto nelle forme croniche, provocano anche danni agli spermatozoi con alterazioni del plasma seminale.

Flogosi intestinale

In questo caso si tratta di un’infiammazione a carico del tratto intestinale che si manifesta con colite, data da infiammazione al colon, disordine della funzione intestinale, dolori nell’area addominale e dissenteria, dolori e problematiche intestinali di diversa natura.

Flogosi polmonare

La flogosi polmonare colpisce le alte vie respiratorie e i tessuti dei polmoni. Questo tipo di flogosi può essere di forma acuta, che solitamente è di breve durata, oppure di forma cronica e dura più a lungo. Le malattie che generalmente si associano alla forma acuta sono un’infezione polmonare acuta, la polmonite e una particolare sindrome respiratoria acuta. Mentre quelle che si accompagnano alla forma cronica sono l’enfisema, la broncopneumopatia cronica, la fibrosi polmonare e in casi particolarmente gravi il cancro ai polmoni.

Indici di flogosi

Gli indici che generalmente si associano all’infiammazione sono dati dalla VES, la proteina C reattiva, la viscosità plasmatica, il fibrinogeno e la ferritina. Per verificare se vi sia un’infiammazione da flogosi in atto si prescrivono tali esami, in modo da identificare con esattezza la patologia responsabile dell’infiammazione e stabilire la terapia adeguata da seguire.

La VES potrebbe essere influenzata dall’età e dal sesso del paziente e dalla presenza di anemia, ecco perché spesso si ricorre all’esame della viscosità plasmatica. Solitamente, l’aumento degli indici di flogosi si associa alla presenza di un mieloma. Vi sono, in ogni caso, molte altre patologie infettive che si associano a indici di flogosi elevati, quali le malattie infettive, neoplastiche o autoimmuni. Successivi esami vengono poi eseguiti per stabilire quale sia la specifica causa, in modo da intervenire in maniera mirata.

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