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Pillola abortiva RU486: come funziona l’aborto farmacologico

La pillola abortiva RU486 viene somministrata alle donne che ricorrono a un aborto farmacologico per interrompere una gravidanza. E’ impiegata nei casi di aborto volontario e deve essere necessariamente effettuata a inizio gestazione, altrimenti bisognerà ricorrere a un aborto chirurgico. Vediamo quali siano le esperienze in merito e il costo della pillola abortiva.

Pillole per abortire

La pillola RU486 deve necessariamente essere assunta entro i primi due mesi di gestazione, una volta che questa sia stata accertata mediante apposito test. Pertanto l’aborto farmacologico consiste nella somministrazione, sotto stretta osservanza medica di tale pillola. Gli altri farmaci sono la Myfegine e una prostaglandina. Quest’ultima deve essere somministrata due giorni dopo l’assunzione della prima pillola e il suo compito è quello di completare il processo abortivo, che avverrà all’incirca nell’arco di una settimana al massimo.

Come funziona l’aborto farmacologico

L’aborto farmacologico ricorre, come indicato, all’utilizzo della pillola abortiva più altri farmaci a esse correlati che ne completano il processo. La pillola abortiva RU486 è composta dall’ormone mifepristone, la cui funzionalità è quella di bloccare l’azione del progesterone, ormone femminile che si sviluppa nell’organismo proprio a inzio gravidanza. Questa pillola porta al distaccamento dell’embrione che si è precedentemente annidato all’interno dell’utero. Segue poi una seconda pillola, prostaglandina, che favorisce le contrazioni uterine al fine di espellere gli ultimi tessuti che erano in fase di sviluppo nell’utero. Il completamento dell’intero processo abortivo, solitamente, avviene nell’arco di due giorni, ma il sanguinamento comincia già dopo la somministrazione della RU486, mentre la seconda serve a completare il processo abortivo. Affinché tutto però abbia fine ci vogliono all’incirca una settimana o dieci giorni, trascorsi i quali tutto rientra nella normalità. L’aborto farmacologico funziona nel 90 – 99% dei casi, in alternativa è necessario ricorrere all’aborto chirurgico.

Come si abortisce?

Una volta che si è deciso di ricorrere all’aborto farmacologico e siano state assunte le pillole, cominciano a manifestarsi le prime perdite di sangue. Solitamente sono alquanto abbondanti e si avvertono dei dolori all’addome simili a quelli che si hanno durante il ciclo o, in alcuni casi, con maggiore intensità. Alcune donne, oltre ai dolori addominali, avvertono anche un senso di nausea, mal di testa, spossatezza e vertigini. In alcuni soggetti le perdite di sangue possono durare anche fino a due settimane in seguito alla somministrazione delle pillole o addirittura 60 giorni. Questo è del tutto normale poiché la pillola abortiva ha proprio il compito di causare il distaccamento dell’embrione annidato nell’utero dopo che la fecondazione e il concepimento siano avvenuti. Spesso la pillola abortiva viene impiegata per aborti terapeutici, nel caso vi siano gravidanze a rischio sia per la futura mamma che per il feto.

Effetti collaterali

L’aborto farmacologico rispetto a un aborto chirurgico è senza dubbio meno invasivo, richiede un procedimento più breve ed è anche meno pesante a livello fisico per una donna, il carico psicologico dell’evento, in ogni caso, resta lo stesso. La pillola abortiva consente probabilmente una maggiore consapevolezza dell’evento. Tuttavia, come per ogni farmaco, non sono da sottovalutare i possibili effetti collaterali relativi ai rischi nell’uso della pillola abortiva. Questi sono per lo più dati da dolori intensi e prolungati al basso ventre, perdite ematiche prolungate nel tempo, la possibilità di una espulsione incompleta del feto, che potrebbe richiedere l’intervento di un aborto chirurgico, con aspirazione dell’embrione.

Pillola abortiva in italia

Vediamo quale sia la situazione in merito all’assunzione della RU486 in Italia: il 19 ottobre del 2009, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato l’utilizzo della pillola abortiva all’interno degli ospedali italiani. La RU486 permette quindi alle donne che intendono interrompere una gravidanza, di farlo, ma è importante che questo avvenga entro le prime sette settimane di gestazione. In questo modo è possibile evitare la sala operatoria, effettuando così l’interruzione mediante l’assunzione di farmaci per via orale. L’AIFA ha stabilito che questo procedimento farmacologico per interrompere una gravidanza avvenga esclusivamente all’interno degli ospedali, mentre, ad esempio in Francia la somministrazione può essere fatta anche da un medico generale, relazionato a un nosocomio. In Italia ciò avviene solo dietro un ricovero programmato di tre giorni. Tra le varie difficoltà anche negli ospedali italiani la RU486 è stata impiegata regolarmente, sebbene vi siano i medici obiettori che si possono rifiutare di prestare le cure necessarie. In passato, prima di poter essere somministrata in un ospedale italiano, era necessario farne richiesta all’estero. Oggi è presente anche nelle farmacie ospedaliere. E’ necessario però sottolineare come, ad oggi, non tutti gli ospedali italiani praticano l’aborto farmacologico.

Pillola abortiva costo

Il costo della pillola abortiva è di circa 14 euro per la confezione con una sola compressa, mentre sono 42 euro per quella contenente tre compresse. La spesa, tuttavia, è a carico del Sistema Sanitario Nazionale ed è quindi totalmente gratuita per la paziente. Come già sottolineato, deve assolutamente essere somministrata dietro supervisione del medico e richiesta di ricovero in una struttura ospedaliera. Successivamente ai due giorni di assunzione della RU486, il medico dovrà monitorare la situazione della paziente e poi somministrare la seconda pillola, contenente un altro farmaco.

Esperienze

Le esperienze che si possono leggere in rete di donne che siano ricorse all’aborto farmacologico mettono in evidenza come spesso il percorso sia particolarmente difficile dal punto di vista psicologico. In molti opsedali spesso si incontrano medici di turno che sono obiettori di coscienza. In tutti i casi si mette in evidenza come la somministrazione delle pillole necessarie all’espulsione naturale dell’embrione da parte dell’utero abbia come effetti un senso di nausea, vomito e dolori al basso ventre con perdite ematiche e di coaguli di sangue via via più abbondanti. Molte donne scelgono la soluzione dell’aborto farmacologico per evitare di sottoporsi a intervento chirurgico, ma il percorso resta di forte impatto emotivo e psicologico.

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